RECENSIONE E SPECULAZIONI – TWIN PEAKS: THE RETURN – PARTE 13 E 14

Una puntata più bella dell’altra. La serialità televisiva ha raggiunto un’altra altissima vetta, e di nuovo l’ha fatto grazie al genio di David Lynch. Non so se è stata la scelta di dare a Andy tutto il peso della visione che porterà alla spiegazione di parecchi misteri dello show, oppure la presenza del ragazzo con il guanto verde, che è un personaggio che semplicemente adoro, o ancora la gang di criminali che si batte a colpi di di braccio di ferro per il titolo di Boss, sta di fatto che Parte 13 e 14 sono state due puntate che ho amato alla follia. E la domanda fondamentale di tutto Twin Peaks, finalmente, viene alla luce per bocca della bellissima Monica Bellucci: siamo come il sognatore, che sogna e poi vive dentro al suo sogno. Ma chi è il sognatore?
Devo delle scuse perché nella recensione di Parte 3 e 4 di alcune settimane fa, ho dato per scontato che la donna asiatica con gli occhi cuciti fosse Josie Packard. In realtà, il suo nome è Naido e bastava leggere i titoli di coda per scoprirlo. Faccio un grosso mea culpa e proseguo.

“Welcome to Twin Peaks. My name is Margaret Lanterman. I live in Twin Peaks. I am known as the Log Lady. There is a story behind that. There are many stories in Twin Peaks. Some of them are sad, some funny. Some of them are stories of madness, of violence. Some are ordinary. Yet they all have about them a sense of mystery – the mystery of life.
Sometimes, the mystery of death. The mystery of the woods. The woods surrounding Twin Peaks.
To introduce this story, let me just say it encompasses the all – it is beyond the “fire”, though few would know that meaning. It is a story of many, but begins with one – and I knew her.
The one leading to the many is Laura Palmer. Laura is the one.”

Se prima ero convinto che Audrey vivesse in una visione causatole dal coma, ora dopo il dialogo mostratoci tra due ragazze al Roadhouse, sono sicuro che non sia così. Billy e Tina sono due persone reali, è fuor di dubbio, e il siparietto grottesco e tremendamente beckettiano, tra Audrey e suo marito, è semplicemente delizioso. Sarah Palmer, poi, si rivela essere un personaggio cardine nella storia di Twin Peaks, anzi, probabilmente, molto di più. Qualcuno, o meglio qualcosa, vive dentro di lei.
Ma sto correndo. Andiamo con ordine.
Parte 13 si apre con il post festeggiamenti tra i Fratelli Mitchum, Dale e le tre ballerine (non ho mai parlato di quanto è brava Amy Shiels, l’attrice che interpreta Candie) che portano doni costosissimi a Bushnell Mullins, a quanto sappiamo ex pugile, ovvero il capo di Dougie Jones. Comunque voglio un spin-off sui Mitchum ORA.

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La scenetta viene spiata da Anthony Sinclair, il quale capisce di aver fallito completamente la sua missione. Mr. Todd non manca di ricordarglielo, dandogli un ultimo giorno di tempo per completare la missione di eliminare Dale Cooper. Così il povero Sinclair è costretto a procurarsi del veleno come ultima carta da giocare.
Bad Coop, dopo aver seguito Ray Monroe, si ritrova in una fattoria che fa da quartier generale a una gang di criminale di cui lo stesso Ray fa parte. La gang stabilisce chi è il capo per mezzo di una sfida a braccio di ferro e l’attuale campione in carica è un certo Renzo. Bad Coop lo sfida, non tanto per diventare capo, ma per poter prendersi Ray e, dopo che Renzo lo colpisce alle spalle, vince la sfida dopo aver per tre volte riportato le braccia alle posizioni di partenza. La metafora che Lynch ci vuole dare è chiara: siamo alle battute finali dello show, manca poco alla fine di tutto, e dopo questa bizzarra avventura vissuta in sedici appuntamenti, è lo show stesso che sta lentamente tornando alle posizioni di partenza. Su Reddit, invece, si suppone che il ripetere tre volte la frase significhi la presenza di tre linee temporali all’interno dello show, ma riguardando i collegamenti che ci sono tra i vari personaggi, mi pare piuttosto improbabile. Rimando comunque tutto a serie finita. Bad Coop, dopo aver ucciso Renzo con un solo pugno in faccia, ha così modo di interloquire da solo con Ray. Prima gli spara a una gamba e poi si fa dire tutto quello che sa. Si viene a sapere che è Philipp Jeffries (o uno che si fa chiamare così) colui che vuole morto il doppelganger di Cooper, poiché “ha qualcosa dentro di sé”. Inoltre, Bad Coop riesce a farsi consegnare da Ray l’anello del Nano, datogli da una guardia dopo essere uscito dalla prigione, le coordinate rubate ad Hastings e il posto dove si nasconde Jeffries, ovvero “The Dutchman’s“. Dopo tutto ciò, Ray viene freddato da Bad Coop con un colpo di pistola in testa e, sempre Ray, indossando l’anello del Nano, finisce nella Loggia Nera, dove lo sta attendendo MIKE. E qui le teorie si sprecano. C’è chi dice che MIKE sia colui che vuole morto Bad Coop e si sta fingendo Philipp Jeffries per non farsi scoprire. C’è chi dice che il vero Philipp Jeffries sia posseduto da The Jumping Man (se non sai chi è clicca qui) o che lo stesso mandante dell’omicidio di Bad Coop sia proprio The Jumping Man. Insomma, su una cosa sono tutti d’accordo: qualcuno si sta fingendo Jeffries e sta cercando di uccidere il doppelganger di Coop, cercando di far ricadere la colpa sul personaggio che fu interpretato in FWWM dal defunto David Bowie. Da sottolineare la presenza nella gang di Richard Horne, il quale assiste all’omicidio di Ray, probabilmente presente per mettere in atto un qualche scambio di droga tra la banda e Red.

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A Las Vegas, Anthony Sinclair prova ad avvelenare Dale, ma lo sguardo innocente e bambinesco di Dougie Jones lo mette in crisi, portandolo a confessare tutto a Mullins, il quale, dopo averlo sgridato a dovere, lo perdona. Viene così fuori che Sinclair lavora da mesi per Mr. Todd e che ha mentito e barato per soldi.

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Al Double R, Big Ed dimostra al pubblico di essere ancora innamorato di Norma, ma da quanto capiamo egli sta ancora con Nadine. La stessa Norma sembra troppo presa dagli affari, infatti assistiamo a una scena con il suo commercialista che le propone di usare meno ingredienti di qualità nel bar di Twin Peaks per equipararlo al resto della catena.
Nadine incontra il Dottor Jacoby e questo incontro sembra far scattare qualcosa in lei. Nadine è da sempre una grande fan dello show di Jacoby, quindi penso proprio che questo incontro porterà a un cambiamento concreto nella vita della stessa Nadine.
Scopriamo, inoltre, che il fidanzato di Becky si è dato alla macchia, probabilmente con l’amante, lasciando la povera ragazza sola e in crisi totale.
E infine, dopo l’ennesimo dialogo grottesco tra Audrey e suo marito, ci spostiamo al Roadhouse per la canzone di questa puntata: “Just you“, cantata da James Hurley in persona, sotto gli occhi attenti di Renee.

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Passiamo a parte 14.
Gordon Cole telefona a Frank Truman e viene a conoscenza della pagine trovate da Hawk (ne manca ancora una o sbaglio?), le quali indicano la presenza di due Cooper.
Albert racconta a Tammy la nascita del termine “Rosa Blu“, coniato dopo un caso del 1975, nelle mani di Gordon Cole e Philipp Jeffries, nel quale Louise Duffy fu trovata morente in una stanza di un motel, con una pallottola nel petto. Le sue ultime parole furono: “io sono come la Rosa Blu“. Dopodiché sorrise, morì e sparì davanti ai loro occhi. Nella stanza vi era, però, un’altra donna, armata di pistola. Anche lei era Louise Duffy. Fu arrestata e, dopo aver spergiurato più e più volte la sua innocenza, si tolse la vita. Lo spirito morente, dunque, per far comprendere la sua identità soprannaturale, si paragonò a qualcosa che non esiste in natura e Tammy deduce, dunque, che fosse una “Tulpa“, ovvero un essere (o un oggetto) creato tramite un potere mentale e/o spirituale. Esattamente ciò che fu Dougie Jones.
Nella stanza entra Cole e, poco dopo, viene seguito da Diane. Segue un interrogatorio che, dopo che la ex segretaria di Cooper vede l’anello trovato nello stomaco del Maggiore Briggs, culmina con una rivelazione scioccante: Janey-E, moglie di Dougie, è sorellastra della stessa Diane. Quest’ultima dice di sapere poco di lei, che la odia, ma confessa di sapere che vive a Las Vegas. L’ufficio di Las Vegas viene dunque avvertito di cercare Dougie e, da quanto si evince dai pochi secondi visti, si prospetta una ricerca tremendamente esilarante. Qui devo fare un appunto a Lynch, perché c’è un piccolo buco di trama. Chi ha già visto Parte 15 sa perfettamente quanto divertente sarà la ricerca di Dougie a Las Vegas, ma tutto nasce dal fatto che Cole non dice agli agenti incaricati che Dougie è sposato con una donna chiamata Jane, un’informazione che renderebbe tutto più semplice. Comunque, ora è molto più chiara la scelta di Bad Coop di scegliere proprio il personaggio interpretato da Naomi Watts come moglie della sua creazione, poiché evidentemente è stata un’idea della stessa Diane.

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Dopo tutto questo, Gordon Cole racconta il suo ennesimo sogno con Monica Bellucci. Non sono in grado di farne un’analisi, è veramente qualcosa di così bello che lo reputo inspiegabile da un inetto come il sottoscritto. Semplicemente ve lo lascio qui sotto, in modo da poterlo gustare nuovamente.

Ma la frase “chi è il sognatore?”, continua a rimbombare nella mia testa.
E’ Naido, ovvero la donna senza occhi che Cooper incontra nell’edificio situato nel Purple Sea? Oppure Audrey, in coma? O ancora, Dale Cooper, se ci basiamo su ciò che Philipp Jeffries disse quel 16 Febbraio negli uffici di Philadelphia dopo essere riapparso? Forse Laura Palmer, designata dalla Log Lady come “The One“? O magari, nessuno. Eppure Lynch c’è l’ha detto mille volte che viviamo dentro un sogno, ma non ho mai preso seriamente quella frase. Adesso, che sembra essere la chiave di volta di tutta la storia, di colpo assume un’importanza inimmaginabile.

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A Twin Peaks, Frank Truman, con l’aiuto di Bobby e Andy, incarcera Chad, accusandolo di aver violato la legge, probabilmente dopo una soffiata di Lucy. Dopo questo, i tre più Hawk si dirigono verso i boschi di Twin Peaks, per cercare il Jack Rabbit’s Palace. Dopo averlo trovato si imbattono in Naido, nuda e abbandonata nel bosco, mentre Andy viene risucchiato in un portale che lo porta nella Loggia Bianca, dove fa conoscenza di colui che erroneamente per anni abbiamo chiamato “il Gigante”, che invece si rivela essere The Fireman. L’essere soprannaturale mostra a Andy tutta la verità, dalla creazione di BOB ai giorni nostri. Andy riappare, prende Naido tra le braccia e, di fronte al resto del gruppo, che non ricorda cosa sia successo, dice che va tenuta al sicuro, perché c’è qualcuno che la vuole uccidere. Sul web danno per certo che Naido e Judy, sorella di Josie e ex segretaria di Jeffries, siano la stessa persona. La teoria si baserebbe non solo sul fatto che in questa stagione le segretarie stanno ricoprendo ruoli importantissimi (vedi Diane che sembra in combutta con Bad Coop), ma anche per i versi che emette, simili a quelli di una scimmia. Mi sembra inutile ricordare la scimmietta che in FWWM ripeteva il nome di Judy continuamente. Ma Josie era cinese, dunque anche la sorella dovrebbe esserlo, mentre Naido è un nome giapponese, e ciò fa cadere, in parte, questa ipotesi. Altre teorie interessanti dicono che sia una Tulpa, concetto introdotto in questa puntata, oppure una personificazione spirituale delle vittime del lancio della bomba atomica su Hiroshima e Nagasaki. Se, però, cerco di tradurre Naido in inglese, ciò che viene fuori è un’accozzaglia di parole di cui una ha attirato la mia attenzione: senza. Essendo Naido “senza occhi” potrebbe essere una spiegazione esatta, ma Reddit dice che, invece, vi è un collegamento con la religione Buddhista, anch’essa una spiegazione plausibile, conoscendo Lynch.

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Così, mentre in carcere si è creato questo siparietto comico tra Naido, Chad, e un alcolizzato che sa solo ripetere ciò che sente, in un bar, assistiamo a una rivelazione sconvolgente. Abbiamo già visto Sarah Palmer particolarmente in crisi negli scorsi episodi. Prima la scena inquietante nel supermercato, poi la sua tremenda routine da alcolizzata. Ora, l’inspiegabile. Qualcosa la possiede, probabilmente da sempre. Qualcosa di malvagio che in qualche modo è legato a ciò che Laura, essendo sua figlia, ha dovuto vivere. Non solo Leland, dunque, aveva qualcosa dentro sé, ma tutta la famiglia Palmer. E la povera Laura, tacciata come una poco di buono, non immagino nemmeno cos’abbia dovuto subire. Forse, davvero, lei era una sorta di Gesù venuta sulla terra per salvare tutti, come ho già ipotizzato, ma il male si è talmente inculcato all’interno della sua vita da rendere tutto vano e, anzi, corrompendo anche lei. Sarah Palmer strappa letteralmente un pezzo di collo a un tizio che ci provava con lei, lasciandolo agonizzante a terra, senza prima mostrargli ciò che ha dentro, togliendosi la faccia, esattamente come fece Laura Palmer, nella Loggia Nera, prima di essere catapultata fuori, nel secondo episodio di questa stagione. Anche in questo caso le teorie si sprecano. Qualcuno ha visto nel sorriso che appare nell’oscurità che Sarah porta dentro sé, il The Jumping Man. Qualcun altro sostiene che la ragazzina che in Parte 8 inghiotte quell’essere simile a un insetto sia proprio Sarah e che quella creatura le sia sempre vissuta all’interno, anche se le date non corrispondo più di tanto.

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E, alla fine, arriviamo a lui, il mio personaggio preferito per eccellenza: il Ragazzo con il Guanto Verde. Scopriamo che James lavora per la sicurezza del Great Northern e che questo ragazzo è un suo collega. Si chiama Freddie, viene dall’Inghilterra, e sulla mano destra porta un guanto verde che se prova a togliere gli procura sangue e dolore. Anche lui, come Andy, e questa cosa la adoro, è stato risucchiato da un portale che lo ha portato nella Loggia Bianca. Lì, The Fireman, gli ha detto di recarsi in un market e di acquistare una precisa scatola di guanti che però ne contiene solo uno. The Fireman ha aggiunto che si sarebbe dovuto recare a Twin Peaks, perché lì avrebbe compiuto il suo destino e alla domanda “perché proprio io?” fatta dal giovane, egli ha risposto semplicemente: “perché non tu?“. Questo guanto gli permette di avere una forza incredibile in quella mano, ma Freddie non è ancora in grado di controllare il suo potere come si deve. Ora è a Twin Peaks e mi piacerebbe fosse lui a sconfiggere Bad Coop con un bel pugno in faccia. Ma non solo, questa storia del guanto spiegherebbe perché alcuni spiriti della Loggia Nera sono in grado di spaccare la testa di una persona semplicemente con un pugno. Una teoria, inoltre, lo designa come il protettore di Naido. Adoro questo personaggio e ne voglio ancora.

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Alla prossima!

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