O LA ODI O LA AMI – GAME OF THRONES – 7X06

Eh si. Questa puntata ha diviso ancora più della 7X05. Stavolta, però, l’ago della bilancia pende pericolosamente dalla parte di chi non ha apprezzato l’episodio. Azioni stupide, forzature narrative, retcon, viaggi al limite della logica umana e corvi con il turbo. E, nonostante tutto questo, non mi vergogno a dirlo, a me, Sguido, la puntata è piaciuta.
EH MA COME FA A PIACERTI STA ROBA? LA GENTE SI TELETRASPORTA! GLI ESTRANEI SONO STUPIDI!
Caro amico, lasciami spiegare. Per prima cosa, davvero, basta con questa storia dei teletrasporti. Il problema è sotto gli occhi di tutti, più che altro la sua gestione malsana, ma le battutine su quanto sono efficienti i mezzi di trasporto a Westeros fanno ridere le prime tre volte, dopodiché stancano parecchio.
Sarà che sono un eterno bambino, sarà che mi piace così tanto speculare che una risposta plausibile riesco sempre a trovarla, sarà che vedere esseri umani che fanno azioni stupide quando sono messi in pericolo è una cosa che mi piace, sarà che per accontentarmi, a questo punto, basta dare una parvenza di percezione dello scorrere del tempo, sta di fatto che io a fine puntata ero ben più che soddisfatto.
L’episodio si apre con una carrellata sul tavolo/mappa di Westeros che si trova a Roccia del Drago, senza un apparente motivo. Probabilmente gli autori avevano molta voglia di prendere gli spettatori per i fondelli, mostrando quanto sia piccola in realtà Westeros, ma forse si dimenticano che le mappe vengono fatte in scala. Non ho intenzione di scrivere un articolo nel quale salto da oltre la Barriera a Grande Inverno, passando da Roccia del Drago, creando un pastrocchio enorme. Parlerò dunque prima della vicenda relativa a Jon e compagnia e poi commenterò le (dis)avventure delle due sorelle Stark.

ALLA FINE ARRIVA DANY A.K.A. HOW I MET YOUR AUNT

I Magnifici Sette sono in marcia oltre la Barriera per quelli che sembrano essere giorni interi, ma gli autori ci spiegheranno ben presto che probabilmente hanno percorso solo un paio di giorni di cammino. Dopo uno scambio di battute sul fatto che Gendry stia vedendo la neve per la prima volta e dopo che Tormund si dimostra essere la reincarnazione fantasy di Salvini, il bruto dalla rossa barba esterna al mondo intero ciò che ogni fan di GoT ha pensato dopo aver visto l’improbabile compagnia oltrepassare i cancelli di Eastwatch:

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Grazie Tormund. GRAZIE.

Ma torniamo seri. Tormund, dopo questa frase, sale in cattedra per far riflettere Jon Snow sul fatto che inginocchiarsi non sia una cosa così terribile da fare. Personalmente sono rimasto spiazzato da questa uscita, ma quando il Bruto contestualizza tutto, dicendo chiaramente che il continuo rifiuto di Mance Rayder di giurare fedeltà al sovrano dei Sette Regni ha portato solo morte e sofferenza, ho capito che tutto sarebbe servito per dopo e, infatti, ci arriveremo.
Gendry si lamenta debolmente con la Fratellanza ricordandogli di come lo abbiano venduto a Melisandre, ma quello che sembra essere un dialogo con uno scopo viene prontamente troncato dal Mastino che, mettendo a tacere il povero fabbro, gli ricorda che Beric Dondarrion, nonostante sia morto sei volte, non si lamenta affatto. Lo farebbe, aggiungo io, se la resurrezione funzionasse come nei libri di Martin, nei quali ogni volta che si torna in vita si perde un pezzo di anima.
Jon Snow, che se non fa quello con il cuore d’oro almeno tre volte a puntata non è contento, vuole ridare Lungo Artiglio a Jorah, in quanto gli fu donata dal padre dello stesso Mormont durante le prime stagioni dello show. Per grazia divina, Jorah rifiuta il dono, descrivendosi come indegno di brandire quella spada, e la riconsegna nelle mani di Jon. Scampato pericolo, direi.
Ora, guardate bene gli occhi del lupo che fa da pomello a Lungo Artiglio perché è molto importante. Li avete notati? Sono aperti.
Tormund e Sandor Clegane danno vita a un po’ di fan-service, con il Mastino che riconosce, dalla descrizione di Tormund, Brienne di Tarth, mentre il Bruto si lascia andare a una “poetica” descrizione dei figli che vuole avere con la guerriera più forte di tutta Westeros, tralasciando, come al solito, il fatto che lei non ricambi il sentimento.
Segue uno scambio di battute molto bello tra Beric Dondarrion e Jon Snow, riguardo al Dio della Luce, e sul fatto che tutte le domande che i personaggi, ma anche gli spettatori, potranno mai farsi su questa divinità, sono inutili: è tutta solamente una questione di fede. Non sapremo mai perché Jon Snow è risorto, ci è solo dato sapere che il Dio della Luce ha bisogno che lui sia vivo per compiere il suo disegno. Secondo Beric, il ruolo di Jon è quello di sconfiggere definitivamente la minaccia della Lunga Notte. E una domanda mi sorge subito spontanea: il ruolo di Beric, invece, qual’è?

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A Roccia del Drago, Tyrion e Daenerys discutono in modo animato. Dopo un po’ di fan-service sulla Jonerys, che ovviamente non può non mancare, e una parentesi sull’incontro che avverrà tra Daenerys e Cersei, arriviamo al nocciolo della questione. Tyrion ricorda alla Madre dei Draghi che non può avere figli e pone dunque una domanda sulla linea di successione della erede Targaryen. E secondo voi Daenerys può rispondere in maniera pacata ed educata? Figuriamoci. Si arrabbia, come una bambina, e rimanda tutto a dopo la sua incoronazione. MA BRAVISSIMA!

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Il gruppo capitanato da Snow viene attaccato da degli orsi polari non-morti e, dopo che le spade fiammeggianti di Beric e Thoros hanno dato fuoco a uno di questi, il Mastino si fa prendere dal panico alla vista delle fiamme e rischia di restarci secco. A sistemare la faccenda è proprio Thoros che nella colluttazione con l’orso rimane ferito. Beric cauterizza le ferite nella speranza che serva a qualcosa. Dopodiché, il delirio.
Il gruppo tende un trappolone a un gruppo di non-morti capitanati da un Estraneo e, dopo che quest’ultimo viene distrutto da Jon, si scopre che se si uccide l’Estraneo che ha creato un non-morto, questo perde ogni forza e torna a essere un cadavere senza vita. Tra questo, che è un palese retcon del concetto di non-morto in GoT, e il fatto che, “casualmente”, in quel gruppo vi è un soldatino che non è stato creato dall’Estraneo ammazzato, la scena meno convincente a livello concettuale della puntata va in onda.

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Le urla del prigioniero attirano un esercito immenso e Gendry viene incaricato di tornare di corsa a Eastwatch, poiché è il più veloce, per mandare un corvo a Daenerys e avvertirla di ciò che è successo. Gli Avengers (meno uno) corrono dalla parte opposta per non portare i nemici dalla parte del Forte Orientale e, dopo una serie di eventi, rimangono intrappolati su una roccia al centro di un lago ghiacciato senza che i non-morti possano raggiungerli, poiché il ghiaccio tutt’intorno si è spaccato.
Gendry, che a inizio puntata ha detto chiaramente di non aver mai visto la neve, fa la corsa della vita, sviene davanti ai cancelli di Eastwatch e si fa recuperare da Davos, il quale manda immediatamente un corvo a Daenerys.
La Suicide Squad, intanto, rischia di congelare. Passa una notte, o più, ovviamente non ci è dato sapere. Thoros non sopravvive, così Beric è costretto a bruciarne il cadavere per evitare che torni in vita privo di senno. In tutto questo, il Re della Notte e i suoi seguaci, osservano attentamente il gruppetto di sopravvissuti, senza muovere un dito. Hanno delle lance e un ottimo tiro (come vedremo più tardi) eppure restano fermi ad aspettare. Fate attenzione a questa cosa.

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Daenerys riceve il corvo di Davos e si prepara a partire per salvare i Sette dell’Ave Maria e, nonostante Tyrion cerchi di dissuaderla da compiere l’impresa, si porta con se, oltre a Drogon, anche Viserion e Rhaegal. E così, dopo una breve battaglia tra i nostri eroi e l’esercito del Re della Notte, ecco che arriva Daenerys a mettere tutto a ferro e fuoco. Tra fuoco e fiamme, fuoco e fiamme, fuoco e altre fiamme, il Re della Notte decide che è ora di agire. Prende la mira, tutti si aspettano che colpisca Drogon che è lì a pochi metri, scaglia la lancia di ghiaccio e colpisce … Viserion.

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Ed è qui che, grazie all’aiuto di Caleel, ho capito che, forse, un motivo a questa azione apparentemente stupida c’è. Ovviamente è una speculazione e, probabilmente, gli autori non ci spiegheranno mai la faccenda come si deve, ma è una spiegazione che riesce a soddisfarmi. Il Re della Notte poteva tranquillamente uccidere la Compagnia dell’Anello mentre era sull’isolotto oppure colpire Drogon che era un facile bersaglio, ma non l’ha fatto perché aveva bisogno che Viserion cadesse nel lago e andasse sott’acqua per togliere ogni speranza a Daenerys & Co. di poterlo recuperare o di bruciarne il cadavere. Ma soprattutto, non ha ucciso Jon perché probabilmente in quel momento era importantissimo che rimanesse in vita per, anche solo sperare, che qualche drago tornasse indietro a riprenderselo. Oppure, più presumibilmente, il Re della Notte ha una qualche sorta di potere che gli permette di vedere il futuro e che egli abbia visto l’arrivo dei draghi di Dany e che quindi per tutti questi secoli non abbia fatto che una cosa: aspettare il momento propizio. Gli Estranei sono esseri immortali, non hanno fretta. Hanno aspettato per secoli l’arrivo di un drago oltre la Barriera per farlo loro e, finalmente, buttare giù il muro di ghiaccio che li separa da Westeros. E partendo da questa speculazione posso agganciarmi a un’altra teoria interessante che vede lo stesso Brandon Stark essere il Re della Notte. La teoria sostiene che, nell’ottava stagione, Bran possa ritrovarsi intrappolato in una sua visione e diventare, per errore, lui stesso il primo degli Estranei creato dai Figli della Foresta. Semplice mindfuck o verità?
Arriviamo al tasto dolente della puntata. Jon, dopo essersi lanciato a cannone sul Re della Notte come un emerito imbecille, cade in acqua e gli altri lo danno per morto. Lungo Artiglio chiude gli occhi e li riapre appena Jon riemerge dall’acqua.  E qui, a rigor di logica, sarebbe dovuto arrivare Rhaegal a salvarlo, dandoci l’ennesima prova del fatto che Jon è, per metà, sangue di drago. Ma il budget piange e l’ingrato compito di deus ex machina se lo puppa tutto Zio Benjen. All’inizio, appena l’ho visto con la sua palla fiammeggiante, mi sono esaltato, ma è stata una sensazione che è durata ben poco. Jon, che non vede suo zio da anni, non reagisce minimamente, e quest’ultimo muore come un imbecille nel giro di due secondi quando su sto benedetto cavallo c’era posto per due. Siamo tornati ai tempi di Titanic.

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Della scena estremamente zuccherosa che segue non parlerò più di tanto. Mentre il Mastino carica il prigioniero non-morto sulla barchetta, il reduce Jon viene spogliato delle sue vesti e messo a riposare. Daenerys non so bene se rimanga più stupita dai segni delle pugnalate che Jon porta o dai suoi addominali, sta di fatto che, dopo un palese flirt tra i due, le parole di Tormund fanno finalmente effetto e Jon giura fedeltà a Daenerys, dicendo che anche gli uomini del Nord riusciranno a vederla per quello che veramente è. Sicuramente Sansa sarà molto contenta.

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Aldilà della Barriera, gli Estranei tirano fuori Viserion dall’acqua che, mostrando alla camera da presa il suo occhio divenuto blu, si rivela essere un drago non-morto. Ora che il Re della Notte ha un lucertolone sputa fuoco dalla sua parte, sciogliere la barriera non sarà una cosa così difficile. Bye bye, Tyrion Targaryen theory.

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A GIRL HAS A SHITTY MEMORY

A Grande Inverno sta accadendo ciò che potrebbe essere la più grossa stupidata di tutto Game of Thrones oppure la cosa più geniale di questa stagione. Arya si comporta da mafiosa e fa brutto con Sansa, accusandola di aver tradito la casata Stark, e le mostra la lettera trovata nella camera di Ditocorto.

Robb, I write to you with a heavy heart. Our good king Robert is dead, killed from wounds he took in a boar hunt. Father has been charged with treason. He conspired with Robert’s brothers against my beloved Joffrey and tried to steal his throne. The Lannisters are treating me very well and provide me with every comfort. I beg you: come to King’s Landing, swear fealty to King Joffrey and prevent any strife between the great houses of Lannister and Stark. 

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Inutile dire che Sansa si difende piuttosto bene, ricordando a Arya che non solo fu obbligata da Cersei a scrivere quella lettera, ma soprattutto che era molto giovane e assecondare la volontà dei Lannister era l’unica cosa che poteva fare. Ma niente, Arya è irremovibile e continua a minacciare la sorella di non azzardarsi minimamente a mettere in discussione il ruolo di Jon come Re del Nord.
Ora, nel profondo del mio cuore spero che tutta sta scenata sia un piano dei tre fratelli Stark per incastrare Ditocorto. Elencherò qui di seguito perché sono propenso a pensare a questo risvolto di trama:

  • L’invito che Sansa riceve da Cersei nel corso della puntata penso sia falso e che in realtà sia stato lo stesso Ditocorto ad averlo mandato per allontanare Brienne di Tarth da Grande Inverno. Difatti il buon Petyr, prima ha suggerito a Sansa di tenersi stretta Brienne, nel caso Arya provasse a farle qualcosa, poi ha fatto in modo che se ne andasse, in modo da non suscitare alcun sospetto sul suo conto. Ma Sansa, che per una volta dopo sette stagioni mi ritrovo a tifare, non sembra così stupida e sembra cascare di proposito nel tranello di Baelish. Se ci aggiungiamo che sul web qualcuno ha notato che ogni volta che viene inquadrato Ditocorto, in sottofondo si sentono dei corvi, il cerchio si chiude.
  • E’ tremendamente stupido che Bran non dica alle sorelle la verità su Ditocorto. Egli sa tutto e vede tutto, perché non dire che Ned è stato tradito dallo stesso Petyr? Probabilmente l’ha fatto off-screen. Se ci ho preso e davvero tutto questo è un complotto degli Stark, allora è un’ottima scelta di narrazione.
  • E’ ancora più stupido che Sansa, dopo tutti questi anni, ancora cada nei giochetti di Baelish, soprattutto dopo aver ucciso Ramsay, vicenda che l’ha trasformata definitivamente in una regina.
  • La scena delle maschere. Per quanto trash, assumerebbe senso nel momento in cui si scoprisse essere un teatrino delle sorelle Stark, ma ciò non toglie che rimane comunque una scena estremamente forzata e al limite del ridicolo. Complotto o meno, resta una pessima idea di sceneggiatura.

POSSIBILI TEORIE PER LA 7X07

  • Ditocorto, nel bene o nel male, ci lascerà. Che sia per mano di Sansa o Arya non ci è dato saperlo, ma le probabilità che muoia sono altissime.
  • Succederà qualcosa al figlio di Cersei. I risvolti narrativi che mi vengono in mente sono due: o si scopre che è tutto un bluff o Cersei abortirà portando Jaime alla follia.
  • Sandor Clegane è anch’egli in viaggio verso Approdo del Re. Cleganebowl incoming?
  • Brienne, Jaime e il Mastino vicino alla reunion. Collegandomi al punto due, potrebbe essere Brienne a far rinsavire Jaime e a fargli vedere la sorella per ciò che veramente è.
  • Tyrion, nella scorsa puntata, parlava di un probabile trappolone ordito da Cersei. Pur essendo debolissima la giustificazione di non voler contrattaccare in nome di “un modo migliore”, è probabile che l’allontanamento di Daenerys da Roccia del Drago sia un’occasione d’oro per i Lannister per poter pianificare un attacco.
  • Succede qualcosa agli Immacolati che, per ben due puntate, sono finiti nel dimenticatoio insieme a Euron e Theon. Magari Daenerys concederà a Theon l’appoggio dell’esercito capitanato da Verme Grigio per riprendersi la sorella oppure Castel Granito verrà preso d’assedio.
  • Missandei manca anche lei da due puntate, e la teoria che la vede come papabile traditrice di Daenerys sembra, a questo punto, concretizzarsi sempre più.

Tutte queste teorie sono state fatte senza aver visto il promo del finale di stagione.

Stanotte andrà in onda l’ultimo episodio della settima stagione, e io sono ben più che teso. In settimana, come tradizione, arriverà la live con Roberto Riccioli di Ricci di Male e, a seguire, il commentone qui sul blog.

Alla prossima!

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