UN SOGNO DI PRIMAVERA – GAME OF THRONES – 7X07

Lo dico?
Va bene, lo dico.
Questa stagione mi è piaciuta.
Ormai lo sapete, io non capisco un cazzo di serie tv e affini, ho smesso di fare video su Youtube perché non mi ritenevo all’altezza di parlare delle grandi opere fantasy che popolano il nostro mondo, ma soprattutto apprezzo tremendamente il coraggio. Ho predicato per anni che scopiazzare altri autori per andare sul sicuro sia una cosa che odio e non posso che ammirare il coraggio con cui gli autori di Game of Thrones hanno invertito la rotta della serie, pur mantenendo immutati alcuni elementi che hanno caratterizzato le stagioni precedenti. Infatti D&D hanno creato una stagione diversa dalle altre e facendolo, purtroppo, hanno combinato anche tanti pasticci. Ad esempio: Jaime che salta fuori da un lago profondo decine di metri con addosso un’armatura che pesa tre volte lui, Jon Snow che cade in acqua in un luogo dove se ti togli un guanto muori congelato e non si prende neanche una bronchite, Bronn che fa un saltino di lato e non viene preso da una fiammata sputata da un drago gigante e tante altre cose. E qui, un appunto lo devo fare. Non è che non bisogna mai mettere un personaggio in pericolo perché se no, secondo le rigide e sacre regole di GoT, poi questo deve morire per forza, ma i salvataggi rocamboleschi alla Indiana Jones, lasciamoli, appunto, ai film con Harrison Ford.
Anche quest’ultima puntata perde un paio di occasioni per sconvolgere gli spettatori come la serie era solita fare un tempo, ma ci arriveremo con calma nel corso dell’articolo.
Voglio prima aprire una parentesi sul discorso del “QUANDO C’ERA LVI” che sta impazzando sul web nelle ultime settimane:
ma la colpa, benedetti figlioli, se questa stagione non è stata all’altezza delle aspettative, la vogliamo dare un po’ anche a George R.R. Martin? Non voglio mettere in dubbio che ognuno nella vita possa fare quello che vuole, e che Martin non sia obbligato a passare la sua esistenza a scrivere, ma non esiste che abbia permesso alla serie televisiva di superare dove sono arrivati i libri. Martin DOVEVA fare in modo che HBO non prendesse totalmente il controllo della sua storia e della creatura che con tanto amore ha costruito. Ma niente, è molto più facile puntare il dito verso Bienoff e Weiss, accusandoli di essere degli incapaci (a mio avviso sono solo mediocri), quando questi due poveretti son passati dal dover adattare per il piccolo schermo una saga cartacea al dover dare un degno finale all’epopea fantasy più importante degli ultimi vent’anni. Per la serie zero pressioni, insomma. Non voglio difenderli a tutti i costi, ma capisco e comprendo la loro scelta di dirigersi più verso la volontà dei fan che verso il voler stupire con dei plot twist rischiosi.
Respiro.
Respiro, respiro.
La puntata si apre con l’arrivo di Jon Snow e compagnia bella ad Approdo del Re, mentre Immacolati e Dothraki sono fuori dalle mura per mettere paura ai Lannister, Cappe d’Oro e tutti gli altri.
MA SGUIDO! GLI IMMACOLATI DOVEVANO ESSERE A CASTEL GRANITO! PERCHE’ NON SONO LI’?!”
Ehm, ehm.
Castel Granito, ora come ora, non è che un cumulo di pietre senza valore. La fortezza che controlla l’Altopiano e l’ovest di Westeros è Alto Giardino, non ha senso dunque temere che l’esercito di Cersei e Jaime provi a riprendersi il forte dei Lannister, in quanto, molto semplicemente, è vuoto. Daenerys non si preoccupa dunque di tenerlo con al suo interno solo poche truppe di soldati.

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Jon & Co. vengono accolti da Bronn e alcuni soldati Lannister, e dopo un breve scambio di battute, vengono scortati all’interno della Fossa del Drago per il meeting con Cersei. Contemporaneamente arrivano anche Brienne e Podrick che, lo sa il cavolo perché, non dicono a Jon che sono lì per ordine di Sansa.
Dopo un tentativo di Tyrion per riportare Bronn dalla sua parte, assistiamo a un dialogo tra Brienne e il Mastino che, a distanza di anni, discutono di quanto siano fieri di ciò che è diventata Arya e, nonostante a molti non sia piaciuta, a me durante questa scena si è sciolto il cuoricino. Arrivati nella Fossa del Drago, Bronn se ne va con Podrick per questioni al di fuorì della serie tv, e Cersei insieme a Jaime, Euron, Qyburn e la Montagna fanno il loro ingresso.
Daenerys scialacqua il budget arrivando in ritardo e sgretolando metà di un reperto archeologico di inestimabile valore.
Dopo vari momenti di tensione tra il Mastino e la Montagna e tra Euron e Theon, finalmente Tyrion può iniziare a parlare. Viene mostrato il Non Morto a Cersei, il quale, prima cerca di papparsela, poi viene fatto a pezzi da Sandor e Jon. Lo stesso Jon si diletta in una divertente televendita nella quale spiega tutti i modi in cui i Non Morti possono essere uccisi: fuoco e Vetro di Drago. Alla vista del mostro, Euron si dilegua.
Cersei accetta la tregua, ma pone una condizione fondamentale: il Nord dovrà rimanere fuori, una volta finita la guerra contro gli Estranei, dal conflitto tra Daenerys e la Corona. Jon, che non è mai stato molto sveglio, non riesce a mentire e ricorda a Cersei che egli ha già giurato fedeltà all’erede Targaryen. E così l’accordo sfuma, scatenando le ire di Tyrion che ricorda a Jon che mentire una volta tanto non è una cosa così impossibile da concepire.

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Tyrion decide di andare a trattare con la sorella per farle cambiare idea, convinto di andare incontro a morte certa. Ma Cersei, come vedremo anche più avanti, a versare sangue Lannister proprio non ce la fa e nella discussione concitata con il fratello minore gli svela, erroneamente o non, il suo essere incinta. E qui la scena finisce.
Jon e Daenerys discutono del passato dei draghi, mentre Tyrion e Cersei ritornano al luogo del meeting. Cersei ha cambiato idea, ora è dalla loro parte. Se vi stata chiedendo perché la Regina non ha ucciso il Folletto, io mi sono dato due risposte. La prima è che il rischio da correre era troppo alto, con due draghi che svolazzano sopra Approdo del Re. La seconda è lo sguardo di Tyrion, corrucciato, a fine puntata, mentre guarda il famoso portone chiudersi, che mi fa pensare che egli sia sceso a compromessi con la sorella, all’oscuro di Daenerys e Jon.

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A Grande Inverno, Ditocorto sembra continuare a mettere Sansa e Arya una contro l’altra, convincendo la sorella maggiore che Arya voglia prendere il controllo della fortezza Stark. E qui, mi sono spaventato, perché Sansa è talmente convincente che ho temuto che le mie teorie sul presunto complotto dei fratelli Stark fossero sbagliate.
La compagnia capitanata da Daenerys torna a Roccia del Drago, dove assistiamo prima alla scelta di chi non beve perché deve guidare, poi alla più grande zozzeria che Game of Thrones abbia mai messo in campo, una scena partita egregiamente e finita malissimo per una scelta di scrittura inconcepibile: il calcio nelle palle a Theon. Per carità, è bellissimo che Jon perdoni Theon e gli faccia chiarezza sul fatto di sentirsi o meno uno Stark, cosa che sicuramente tornerà più avanti per lo stesso Jon, ma l’idea di far vincere lo scontro tra il giovane Greyjoy e quella sorta di capitano basando il tutto sul fatto che Theon non abbia più i testicoli è qualcosa di aberrante. Non so se gli sceneggiatori si erano appena fatti di cocaina purissima quando hanno scritto questa roba, ma spero abbiano capito che è una delle cose più brutte mai viste nella storia della tv.
Arriviamo al momento tanto atteso. Le mie teorie si sono rivelate valide e tutto ciò che abbiamo visto a Grande Inverno era un teatrino orchestrato dai fratelli Stark. Fingendo di mettere a morte Arya, Sansa attira i Lord della Valle e del Nord nel salone di Grande Inverno e tra di loro vi è anche Ditocorto. Tutte le accuse che Sansa, sembra, rivolgere ad Arya sono, in realtà, rivolte a Baelish, che si ritrova sotto giudizio senza aver il tempo di realizzare il tutto. Manco a dirlo, Sansa pronuncia la sentenza e Arya la mette in atto, uccidendo Ditocorto, appena dopo che Bran ha svelato a tutto il Nord i crimini dello stesso Baelish.

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Vorrei spiegare perché, pur se non al 100%, apprezzo come si è svolta la vicenda. E’ verissimo che Ditocorto non sarebbe mai caduto in un intrigo così banalotto, ma bisogna dire che, oltre all’amore che nutre per Sansa, egli non poteva calcolare in nessun modo il fattore “sovrannaturale” che in fin dei conti è Bran. Petyr si è sempre salvato fin quando i vari intrighi e sotterfugi erano meramente “umani”, ma nel momento in cui si è trovato di fronte a un potere che forse nemmeno pensava esistesse, ecco che non può fare più nulla.

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Ad Approdo del Re, Cersei svela a Jaime che in realtà tutto il tira e molla avuto con la corte di Daenerys era un grandissimo barbatrucco per gabbarli tutti, e che Euron non se l’è filata a gambe levate dalla paura, ma sta andando a prendere la Compagnia Dorata (mercenari) da Essos. Cersei, inoltre, non ha intenzione di supportare i suoi nemici nella Grande Guerra contro gli Estranei. Jaime ricorda a Cersei che ha prestato un giuramento e che è intenzionato a non infrangerlo, così Cersei, in preda alla furia, decide di farlo fuori. La scena è tesissima: la Montagna sguaina lo spadone sotto ordine di Cersei, Jaime la guarda dritta negli occhi, tutto fa pensare che da lì a poco succederà qualcosa di terribile … ma Cersei, come già detto, non ce la fa proprio a versare altro sangue Lannister, e risparmia Jaime.
Questa è, probabilmente, la più grande occasione mancata della stagione per creare qualcosa di davvero sconvolgente. Jaime DOVEVA morire in quel frangente, ma evidentemente gli autori hanno altro in mente per lui e, se devo essere sincero, essendo il mio personaggio preferito, la cosa non mi dispiace. Inoltre, la scena di Jaime sotto la prima neve di Approdo del Re è qualcosa di troppo bello per poterla descrivere. E’ poesia, tristezza e malinconia mixate nella maniera giusta, e vedere lo Sterminatore di Re che deve nascondere la sua mano d’oro per evitare che venga riconosciuto, mi mette addosso una bellissima tristezza. Amavo la coppia formata da Cersei e Jaime, e vederli separati mi distrugge.

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A Grande Inverno arriva Samwell Tarly, con Gilly e pargolo, e la prima cosa che fa è andare a salutare Bran, il quale si ricorda perfettamente di lui, in quanto Sam lo ha aiutato anni prima ad attraversare la Barriera. Bran è a conoscenza dello splendido rapporto che c’è tra Jon e Sam e, visto anche il buon cuore dell’ultimo dei Tarly, decide di designarlo come conoscitore del segreto più grande di tutta Westeros.
Attenzione, signori! Il momento che stavamo attendendo da sette stagioni è arrivato e, nonostante questo, c’è gente che è riuscita a lamentarsi.

Il fan medio di GoT:
• legge gli script leakati con un anno di anticipo;
• legge le fan theory palesemente ispirate dai leak;
• guarda la puntata;
• scrive su FB che la trama è diventata prevedibile;

Questa è la verità. Tutti pronti a puntare il dito verso quanto sia stato prevedibile Viserion non-morto oppure R+L=J, quando sappiamo benissimo che se queste teorie si sono rivelate esatte è solo perché, fate attenzione, l’anno scorso è stata diffusa l’intera trama di S7 e qualche furbone ha deciso di spacciare per teorie personali cose lette nei vari leak della trama. Che questa stagione sia stata farcita da secchiate di fanservice è sotto gli occhi di tutti, ma molte delle scelte narrative che sono state tacciate di essere una strizzata d’occhio al volere dei fan, sono semplicemente dei twist che da un anno si potevano tranquillamente reperire con una semplice ricerca su internet. Bisogna sempre spiegare tutto.
Brandon, dunque, rivela a Sam che Jon è figlio di Rhaegar Targaryen e Lyanna Stark, ed è dunque un bastardo di Dorne. In tutto questo Sam si ricorda di ciò che ha letto Gilly e dice a Bran che il matrimonio tra il principe Targaryen e Elia Martell fu annullato e che Rhaegar si risposò con Lyanna Stark. Avendo queste informazioni, Bran è in grado di tornare indietro nel tempo e di vedere il momento esatto del matrimonio tra Rhaegar e Lyanna e, inoltre, ci svela il vero nome di Jon, ovvero Aegon. Perciò colui che abbiamo chiamato, erroneamente, per sette stagioni, Jon Snow, in realtà, si chiama Aegon Targaryen, ed è il legittimo erede al Trono di Spade. Tutto questo ben di Dio di scoperte non poteva non essere accompagnato, ovviamente, da una bella scena di incesto tra Jon e Daenerys che, finalmente, dopo sette stagioni, copulano come conigli. Dany incinta in S8?
Basandoci su quanto detto, scopriamo che la ribellione di Robert, scaturita dopo il presunto rapimento di Lyanna, a questo punto, era basata su una menzogna. O almeno così dice Bran. Il termine “menzogna”, però, mi dà da pensare: era dunque Robert a conoscenza della verità sulla sua promessa sposa, ma, testardo come un mulo, ha deciso di imbracciare lo stesso le armi?

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La puntata si conclude in maneria epica: il Re della Notte cavalca Viserion, apre un varco nella Barriera, facendola in parte crollare, e permette al suo esercito di invadere Westeros. Tormund e Beric osservano la scena da in cima al Forte Orientale e, se devo essere sincero, non ho capito se si trovano nella parte di Barriera che crolla o più in là. Spero davvero di non dover assistere, a inizio ottava stagione, alla patetica scena di loro due che riemergono sotto metri e metri di neve, perché sarebbe fisicamente impossibile.

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Personalmente ho trovato questa puntata estremamente malinconica e piena di tristezza mista a dolore e, da persona perennemente triste quale sono, non ho potuto non adorarla. Game of Thrones non è mai stata una serie perfetta, nemmeno durante le primissime stagioni, ma è innegabile che la qualità della narrazione si sia abbassata ulteriormente. Ma non ce la faccio proprio a condannare questa stagione, al contrario della sesta che, per me, è stata un completo disastro se non per due episodi in particolare, ovvero la morte di Hodor e l’esplosione del Tempio di Baelor. Le continue citazioni al passato, alcune scene estremamente spettacolari e alcuni spunti di fanservice, mi hanno permesso di rimanere piacevolmente coinvolto dagli avvenimenti della settima stagione di Game of Thrones, riuscendo perfino a sorvolare sui vari problemi di natura temporale che hanno afflitto questa serie di puntate.
E allora, se vi va, chiamatemi fag.

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