RECENSIONE – “LA FRATELLANZA” DI RIC ROMAN WAUGH (2017)

Jaime Lannister finisce in carcere, si fa crescere i baffi e diventa cattivo.
Questo è ciò che potrebbe dire uno spettatore disattento guardando il trailer del film o fermandosi, dopo una prima occhiata, alla discutibile campagna di marketing che è stata messa in atto in Italia. Tra il cambio di titolo da “Shot Caller” a “La Fratellanza“, solo per richiamare il gruppo capitanato da Beric Dondarrion in Game of Thrones, e lo slogan “il Trono ha un nuovo Re“, non so davvero cosa sia peggio. E pensare che il titolo originale è così bello.
Il film, invece, a parer mio, è una buonissima pellicola. E’ lento, crudo e spietato, ma non cade mai in una violenza gratuita che stonerebbe in una storia che, alla fine, non è altro che il racconto di un dramma. E’ la storia di un uomo che commette un errore, che chiunque potrebbe fare, e che gli cambia completamente la vita.
Nikolaj Coster-Waldau è stato immenso nei panni di Jacob Harlon, ed è riuscito a rappresentare egregiamente la lotta interiore che il protagonista della pellicola vive per tutta la durata del film. Basandomi su questo, posso giustificare la scelta di Ric Roman Waugh, regista del film, di caratterizzare superficialmente alcuni personaggi secondari, in quanto sono semplici satelliti che ruotano intorno al protagonista.
Jacob, in seguito chiamato Money, è un onesto padre di famiglia che finisce in carcere dopo aver ucciso, per errore, il suo migliore amico in un incidente stradale, dopo aver bevuto qualche goccio di troppo e essere passato con il rosso. La critica al sistema carcerario americano è palese fin da subito, specialmente dopo la frase della moglie del protagonista che dice tra le lacrime che <<nessuno dovrebbe finire in carcere per un incidente>>. Soprattutto, aggiungerei io, se la sezione del carcere dove si viene rinchiusi è la stessa di chi ha commesso crimini ben più gravi, come la violenza domestica, lo stupro e perfino l’omicidio. Jacob, quindi, si trova a vivere in una realtà a lui sconosciuta, colma di violenza e volgarità. Il carcere diventa, da luogo di riabilitazione, una fucina di criminali, con vere e proprie gang che si scontrano per la supremazia all’interno del carcere. Jacob Harlon, dopo aver assistito allo stupro di un ragazzo di colore durante la sua prima notte da detenuto, capisce che l’unico modo per sopravvivere in quell’ambiente malato è quello di unirsi alla Fratellanza Ariana (la gang dei bianchi) e di sottostare alle regole del gioco del carcere, diventando pian piano parte integrante di esso.
Un giorno, durante una rissa tra bianchi e neri, Jacob accoltella un uomo nel tentativo di salvare il suo compagno di cella, ma viene colto in flagrante da una telecamera. Da quel punto in poi la discesa agli inferi del nostro protagonista diventa una caduta senza fine, che lo porterà a commettere delitti sempre più atroci, fino a trasformarsi in Money, un pericolo criminale. Bene e male lottano all’interno del cuore di Jacob, dove albergano contemporaneamente la lotta alla sopravvivenza e l’amore verso la sua famiglia e quando questa viene messa in pericolo, a Jacob non resta molta scelta.
Ric Roman Waugh mette in campo una regia pulita e senza fronzoli, a tratti un po’ banale, ma estremamente funzionale al tipo di racconto che vuole narrare. Mostra sangue e violenza quando c’è bisogno di mostrarli e li nasconde sapientemente quando sono superflui, caricando su Nikolaj Coster-Waldau il compito di far capire allo spettatore cosa sta accadendo. Sinceramente da un regista che in passato non aveva diretto niente di particolarmente significante, non me lo aspettavo. Speriamo continui su questa strada.
Nel cast, oltre al già elogiato Waldau, da sottolineare la prova di Jon Bernthal, che qui interpreta Shotgun, e che si rivela nuovamente essere un gran bell’attore.
Per il resto, correte in sala a gustarvi questo bel thriller che, nonostante alcuni difetti qua e là e qualche scelta narrativa discutibile, è sicuramente un film degno di nota che merita almeno una visione sul grande schermo.

Voto:  7.5/10

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