Potrei anche soltanto dire: <<Tipico film accalappia Oscar, del quale si poteva benissimo fare a meno.>>, ma poi Sguido potrebbe avere qualcosa da ridire sulla brevità della recensione e voi potreste dire “Ma devi argomentare quando dai un giudizio!”.

Va bene, va bene… Iniziamo dalle note positive, dai.

Il film parla di Mildred, donna separata dal marito con figlio a carico che vive a Ebbing, Missouri, appunto e decide di appendere tre cartelli lungo una strada della cittadina per sottolineare lo scarso impegno della polizia nelle ricerche dei crimini avvenuti contro sua figlia e del loro sempre più dilagante razzismo.
Il lato tecnico del film è pressoché perfetto: la regia è quadrata, semplice e pulitissima, la fotografia cambia perfettamente in base agli umori che vengono espressi nel film e gli attori sono tutti bravi a fare la loro parte. Ma questo penso potevate immaginarlo anche da voi, visto che quando si parla di Martin McDonagh non parliamo proprio dell’ultimo arrivato.

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Capiamoci, i film brutti sono altri, ma una sceneggiatura così forzatamente democratica e così povera di contenuti non me la sarei mai aspettata da McDonagh. Il regista era riuscito a rapirmi il cuoricino dopo i suoi due lavori precedenti: “7 Psicopatici” e “In Bruges – La coscienza dell’assassino”, due film noir dissacranti e parecchio sopra le righe, divertenti e girati con maestria.
Qui decide di voler a tutti i costi cercare di accarezzare la schiena dei giornalisti incaricati a consegnare i premi Oscar, inserendo una cittadina in cui tutti gli esseri umani “di colore” sono persone adorabili, tutti i poliziotti sono degli stronzi e, cosa ancora più grave, si giustifica il comportamento da “fuori di testa” della protagonista. Quello che manca nel cinema contemporaneo, soprattutto quello non indipendente, è un minimo di verosimiglianza della realtà e non un voler essere democratico a tutti i costi, facendo passare per buono anche un decerebrato razzista di un poliziotto perché “Hey, tutti abbiamo diritto a una seconda possibilità” e chiudendo il tutto con un finale che passa un messaggio per nulla positivo. Non sappiamo se quello che i due protagonisti hanno in mente di fare lo faranno sul serio, ma già solo il fatto che stiano viaggiando per compiere un atto così grave non è giustificabile, a parer mio.

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Questo per dire che spero che altri registi di talento non vadano in America a perdersi, come ha fatto McDonagh, ma cerchino di creare opere perché si sentano in dovere di farlo e non perché si sentano di dover a tutti i costi vincere dei premi.

 

Voi l’avete visto? Che ne pensate? Ditemi la vostra.

 

Buon cinema a tutti!

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Jakk

2 Comments »

  1. Il film a me è piaciuto. Ho apprezzato la vostra recensione. Basandomi sulle premiazioni degli ultimi anni potrebbe vincere l’Oscar come Miglior Film. Ho fatto anche io una recensione di Tre Manifesti ad Ebbing Missouri sul mio blog wordpress Cinefiliinserie se vi va di leggerla.

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