Lady Bird di Greta Gerwig (2017) – Recensione

Lady Bird è il classico film a cui non avrei dato mezzo euro viste le premesse e le tiepide recensioni che hanno accompagnato le sue varie candidature agli Oscar. Candidature che, come ben saprete, non hanno portato alcun premio al film di Greta Gerwig. D’altronde le pellicole in gara erano tutte molto valide e ci sta che una storia che ha un target molto giovane non riesca a emergere. Ci teniamo il (meritatissimo) Golden Globe e andiamo avanti.

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Etichettare questo lungometraggio come commedia è a dir poco irrispettoso, poiché è bensì un frizzante film di formazione che ogni adolescente che si sta affacciando all’età adulta dovrebbe vedere.
I colori pastello con cui Greta Gerwig disegna questa storia, che ricordano le pellicole di Wes Anderson, Matt Ross e Spike Jonze, fanno innamorare lo spettatore di tutto il mondo che gira intorno alla protagonista, e lo fanno sentire a casa.
La protagonista Lady Bird, a dir poco adorabile, è scritta in modo da incarnare perfettamente l’idea di giovane adulto senza stereotiparne le caratteristiche, fa venire voglia di tornare ai tempi del liceo e mentre si segue la sua storia non vi è modo di non emozionarsi.

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La trama è un semplice spaccato di vita della cittadina di Sacramento, le cui vicende fanno da cornice alla vita di Lady Bird, adolescente problematica in eterno conflitto con la madre, che vive nella zona povera della città e la cui famiglia è perennemente afflitta da continui problemi economici. Lady Bird, il cui vero nome è Christine, ripercorrerà per tutta la durata del film, le tappe fondamentali che segnano la giovinezza di ogni essere umano, dalla prima delusione amorosa, al primissimo, quasi sempre traumatico, rapporto sessuale, passando per le feste a casa di amici che si trasformano in esperienze che segnano e fanno crescere, fino al raggiungimento della maggiore età. Il tema dell’amicizia e della scoperta di se stessi e della propria sessualità ricoprono un ruolo fondamentale in questo film, vengono trattati temi come l’omosessualità e la diversità ai tempi dell’adolescenza con una dolcezza che si adatta perfettamente al target a cui la pellicola si rivolge. Bello e tenero sono aggettivi che non esprimono nemmeno lontanamente ciò che penso di questo film.

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Lady Bird è il film che avrei voluto la mia professoressa delle superiori mi avesse fatto vedere per spiegarmi tante cose che invece mi sono dovuto scoprire da solo e che avrei preferito vivere con l’aiuto di Christine. Sarebbe stato tutto un po’ più semplice, forse.

Se siete adulti e ricordate con malinconia e un po’ di rammarico gli spensierati periodi del liceo, se ogni volta che pensate al vostro primo amore vi prende un leggere magone allo stomaco, se avreste preferito avere un rapporto migliore con vostra madre e un po’ ve ne pentite, questo è il film adatto per ridere e piangere ripensando ad alcuni aspetti del vostro passato.
Se invece siete dei ragazzi giovani e, stranamente, state leggendo questa recensione, correte a vedere Lady Bird: ne rimarrete estasiati.

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Un plauso al giovane cast e alla bellissima Saoirse Ronan, di cui non ricordavo la presenza in Grand Budapest Hotel e di cui mi sono innamorato.
Colonna sonora da urlo.

Alla prossima!

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