Hostiles – Ostili di Scott Cooper (2017) – Recensione

Mettiamo fin da subito le mani avanti.
Se siete giunti su questo blog da qualche tempo, saprete bene quanto io adori il genere spaghetti western, e di quanto consideri importante la monumentale Trilogia del Dollaro di Leone.
I western americani – tranne qualche eccezione come “Il Mucchio Selvaggio“, “I Magnifici Sette“, “Corvo Rosso non avrai il mio scalpo“, “The Homesman” … – mi sono sempre stati abbastanza sulle scatole.
Il connubio dettato da cowboy bellissimi, con denti perfetti e capelli mai in disordine, insieme alla figura del nativo americano violento e ignorante, mi ha sempre disgustato.
Siamo però nel 2018, e anche gli americani stanno pian piano capendo che con gli indigeni di certo bene non si sono comportati, nonostante questi ultimi non fossero proprio dei santi. Ma vorrei vedere voi se da un giorno all’altro vi vedeste chiusi in delle riserve: sono dell’idea che lo scalpo ai visi pallidi non rappresenti nemmeno lontanamente il concetto di vendetta.

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Hostiles” schiaffa in faccia allo spettatore la realtà dei fatti, ovvero che bianchi e pellerossa avevano entrambi le loro buone ragioni per fare quel che hanno fatto, ma propende comunque leggermente dalla parte degli indigeni.
Christian Bale è un cinico capitano dell’esercito americano che odia a morte i pellerossa. Rosamund Pike è una donna che ha perso tutto a causa di un’incursione degli indigeni. Le loro vite si incontreranno per un caso fortuito, dopo che Bale è stato obbligato da un superiore a scortare sano e salvo un Capo Pellerossa (Wes Studi) ormai in fin di vita, e da quel momento non si lasceranno mai più.
Il film è un western crudo e selvaggio, nel quale i paladini della giustizia non esistono, ma esiste solo l’istinto di sopravvivenza in un territorio pericoloso e selvaggio, nel quale vige la legge del più forte.
Dimenticatevi dei duelli tipici dei western italiani, dove chi sfodera la pistola più velocemente vince, e preparatevi a immergervi in scontri lenti e pensati. Aggettivi che, tra l’altro, descrivono perfettamente la sceneggiatura del film.
Il viaggio che Scott Cooper mi ha fatto vivere in due ore di pellicola è stato uno dei migliori degli ultimi anni. Non c’è stato un solo personaggio che non mi sia rimasto dentro o di cui non mi ricordi le fattezze, non c’è un aspetto del film che non ricordi con amore.

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Christian Bale a dir poco monumentale, Rosamund Pike straordinaria.
Dal lato tecnico: regia che, se in alcuni frangenti non mi ha convinto al 100%, riesce comunque a regalare delle immagini mozzafiato. Fotografia perfetta.
Sinceramente, non ho molto altro da dire sul film di Cooper. E non perché non ci sia altro su cui discutere, ma perché ce n’è troppo.
Se siete disposti a vivere un viaggio bellissimo tra le lande del Far West e di dimenticare per un paio d’ore ciò che avete intorno, questo è il film che fa per voi. Se siete alla ricerca di puro svago, allora statene alla larga.
Non è un film per tutti.

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