Ho rivisto Jurassic Park e ho capito che è una cavolata pazzesca

Parliamoci chiaro.
Jurassic Park è e rimarrà per sempre uno dei miei film preferiti, caposaldo della mia infanzia e colpevole di avermi fatto sognare a occhi aperti il ritorno dei lucertoloni giganti nel mondo.
L’ormai imminente uscita del seguito del fallimentare Jurassic World, pellicola che personalmente considero da studente di cinema del primo anno, mi ha portato a riguardare il primissimo capitolo del brand. Erano anni che non rivedevo il lungometraggio di Steven Spielberg, datato 1993 e ispirato al romanzo di Michael Crichton, quindi perché non passare una serata in compagnia dei miei dinosauri preferiti?
Il risultato della visione può essere riassunto in una sola parola: catastrofe.
Jurassic Park, film che ho sempre amato, è un dannato colabrodo.

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(Nota bene: i difetti che andrò a elencare non inficiano assolutamente il ricordo che ho del film e il divertimento che mi procura il rivederlo; molti errori sono presenti anche nel libro di Crichton. Per comodità prenderò in considerazione solo il film, altrimenti verrebbe davvero un articolo troppo lungo.)

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Se da bambino si può tranquillamente passare sopra alla veloce e fugace spiegazione di come viene recuperato il DNA dei dinosauri e di come questi ultimi vengano poi clonati, da adulto, amante del cinema e delle sceneggiature scritte bene, mi risulta impossibile riuscire a farmela andare giù. Ma va bene, usiamo il super potere della sospensione dell’incredulità e andiamo oltre.
Per me la coerenza in una sceneggiatura è fondamentale per poter definire il film anche solamente degno di nota, e Jurassic Park non è propriamente l’esempio più adatto.
Vi ricordate il T-Rex, il gigantesco lucertole che ogni volta che fa un passo causa un boato con annesso tremolio del terreno? Dai, l’inquadratura del bicchiere d’acqua che trema è indimenticabile.
Nella scena finale, ambientata al centro visitatori, mentre il Professor Grant e gli altri protagonisti sono accerchiati dai Raptors, il T-Rex entra nella stanza e si scontra con gli altri dinosauri permettendo a tutti di scappare sani e salvi. “Dove sta il problema?” penserete. Sta nel fatto che nessuno sente arrivare il T-Rex, dopo che per un’ora e mezza di pellicola ci hanno fatto capire in tutti i modi che quando il tirannosauro arriva si sente un gran casino. Ma soprattutto, se studiassimo la scena e individuassimo le entrate, capiremmo in meno di dieci secondi che da nessuna di queste sarebbe potuto entrare un dinosauro bipede dalle dimensioni gigantesche.
Il T-Rex ha il potere di fluttuare a mezz’aria e non lo sapevo, che storia!

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Passiamo ai Raptors. Nel film i dinosauri vengono creati in laboratorio e non hanno idea di come sia fatto il mondo degli umani. Per non parlare dei Raptors che, dopo essere stati creati, vengono direttamente messi in una gabbia completamente ricoperta di arbusti e vengono nutriti dall’alto. Non hanno idea di come funzioni il mondo degli umani e, di certo, non sanno cosa sia una porta. Eppure, appena ne vedono una, sanno esattamente come aprirla. Anche gli sceneggiatori hanno un super-potere ed è quello di creare dal nulla dei buchi di trama talmente grossi da risucchiare al loro interno metri e metri di pellicola.

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Tim e Lex sono due bambini molto svegli e anche loro hanno dei superpoteri. Non ci credete?
Tim prende una scossa che avrebbe abbattuto anche il più temerario degli elefanti, fa un volo di sette metri e si salva grazie a un semplice massaggio cardiaco messo in atto da Grant. Se si fosse trasformato in flash avremmo avuto uno dei crossover più belli di sempre.
Parliamo ora di Lex, bambina prodigio fissata con i computer (nel libro i ruoli sono invertiti, infatti è Tim a essere un nerd) e super intraprendente. Ora, il Jurassic Park dovrebbe essere un parco all’avanguardia e, se già fa ridere che basti un semplice blackout a mettere in crisi un impianto che dovrebbe garantire l’incolumità dei visitatori, bisogna dire che il suo sistema di controllo è a dir poco ridicolo. Difatti una bambina di poco più di dieci anni riesce a riparare un danno che i migliori informatici del parco non avevano idea di come mettere a posto.

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E non dimentichiamoci della pessima scena del Raptor che cerca di sfondare la porta tenuta chiusa dal Professor Grant e da Ellie Sattler, i quali cercano disperatamente di raggiungere un fucile per poterlo uccidere. A un metro dalla scena c’è Tim che, al posto di dare un colpetto all’arma, in modo da poterla farla raccogliere alla Professoressa Sattler, se ne sta lì imbambolato con le mani nei capelli.
Sicuramente di scene altamente trash ce ne sono ancora molte, ma ad ora non me ne sovvengono altre. Lascio la parola a voi nei commenti, scrivete quale altre scene del cult di Spielberg vi ricordate perché estremamente no-sense.

Ci vediamo al prossimo #TALKINGABOUT e VIVA JURASSIC PARK!

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