Vi parlo de Il Cinemino

Il Cinemino, a Milano, non è solo una sala di quartiere, ma un progetto che aspira a diventare un centro di gravità per tutta la metropoli. Noi Intoccabili ci siamo stati: ecco quello che ne pensiamo (detto, per gioco, in un’esagerazione di diminutivi).

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«Ci facciamo un Cinemino?»

Se bazzicate in quel di Milano forse avete già, nella vostra cerchia di amici, qualcuno che a tratti salta su con questa proposta. Per tutti gli altri, non è la nuova dicitura trendy e bislacca per l’obsoleto «Andiamo al cinema, ti va?» Ma per scoprirlo dovrete intrufolarvi in Via Seneca, a circa due minuti a piedi dal Teatro Franco Parenti, fermandovi al civico 6. Tranquilli, non c’è da suonare né da urlare ‘Sesamo’. È tutto apertissimo.

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Il Cinemino è una salettina, e solo una, aperta recentemente in zona Porta Romana, si parla dell’inizio del 2018. Appena varcate la porta sotto la sua insegnina luminosa vi ritrovate in un barettino. Potenzialmente, potreste fermarvi a questo stadio dell’esplorazione: le ragazze sorridenti dietro al bancone servono chiunque; hanno la birra del birrificio Vetra – di nuova scoperta, quindi merita indagini più approfondite, ma che mi sentirei di promuovere –; e, soprattutto, il posto è davvero, davvero carino.

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L’arredamento è curato in ogni dettaglio, dai pattern sulle pareti (il primo che vi si para davanti è quello di Shining), ai fiori nell’angolino vicino alla finestra, fino alle stampe incorniciate che richiamano locandine e immagini di alcuni tra i più conosciuti lavori per il piccolo ed il grande schermo (postillina: ogni tanto sulle pareti spunta un quadrettino che vi ricorda che, se lo desideraste, le riproduzioni sono acquistabili). Proprio di fianco all’entrata, invece, una discreta lavagnettina ricorda la programmazione del giorno e alcune delle proposte del bar.

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Se, però, siete giunti qui non solo per fare un po’ di sano turismo hipster, ma volete scendere davvero al nocciolo della questione e vedere un film, dovete avanzare verso il retro del localino, dove, dirimpetto a una paretina decorata con il motivo della Black Lodge, troverete tre porticine. Sono, rispettivamente, un bagnettino, un ascensorino e una scalettina. Due portano nello stesso luogo: scegliete voi quella che fa al caso vostro.

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Ad ogni modo, per aiutarvi una volta giunti a questo difficile punto del percorso, vi svelo che la salettina si trova al piano interrato, giusto di fianco alla biglietteria (che finora non avevamo ancora incontrato, ricordate?), in due ambientini che restano divisi solo per mezzo di un pannettino rosso e morbido, vecchio stile. Prima di avvicinarvi alla cassa, però, subito dopo aver terminato di scendere le scale, vi consiglio di guardare alla vostra destra. La foto dopo queste righe spero vi farà capire perché ho eletto la nicchia che vedrete a mio angolino preferito.

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Entriamo ora nel vivo dell’azione: state finalmente per accomodarvi in uno dei 75 posticini del Cinemino, il film inizierà in pochi minuti. Mentre aspettate che il vostro bigliettino venga stampato, considerate attentamente se avete bisogno di provviste da sgranocchiare; nel caso, alla vostra sinistra c’è un espositore pieno di popcorn accuratamente impacchettati, italiani, con diverse variazioni di gusto tra cui scegliere. Nel caso, non sia mai. Poi non dite che voglio tentarvi.

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I posticini non sono assegnati, perciò chi prima arriva meglio alloggia. Mi è sembrato, comunque, che da ogni punto della salettina, leggermente inclinata, si potesse avere una buona visione. Dietro la fila più vicina all’entrata troverete un attaccapanni e un telefono. Non so il perché del telefono. Però mi ha incuriosito, la prossima volta chiederò delucidazioni.

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Dopo avervi accompagnato fin qui, non mi resta che augurarvi una piacevole serata. Se andate, fatemi sapere che cosa ne pensate. Per quanto mi riguarda, posso solo dare giudizi positivi tanto sulla struttura, che sull’organizzazione, che sul personale che ho incontrato. Tornerò spesso al Cinemino, e cercherò di trascinarci quanti più amici possibile. Perché, a discapito del nome, come giudizio finale non può bastare carINO: ‘bellissimo’ suona più adatto.

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Mi sa che mi faccio pure un carnet di ingressi. Sì, mi pare proprio un’ottima idea.

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La squadra del Cinemino

P.S. La programmazione, che comprende sia produzioni italiane che internazionali, cambia tutte le settimane. Vi consiglio di restare aggiornati controllando il sito ufficiale http://www.ilcinemino.it . È richiesta una tessera associativa del costo annuale di 5 euro per accedere alle visioni. Possibilità di ottenere riduzioni sul prezzo intero del biglietto.

Le foto ufficiali contenute nell’articolo sono state gentilmente messe a disposizione dal team del Cinemino.

Enjoy!

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