L’isola dei Cani di Wes Anderson (2018) – Recensione

L’Isola dei Cani”, seconda pellicola animata di Wes Anderson realizzata in stop motion, per essere goduta appieno, non deve essere messa in alcun modo a paragone con “Fantastic Mr. Fox”, perché ciò che le accomuna è solo la tecnica di animazione, nient’altro.
Se siete rimasti a bocca aperta guardando il lavoro assurdo che Anderson ha fatto per il film tratto dal racconto di Roal Dahl, questa volta sgranerete anche gli occhi, perché ciò che il regista ha fatto stavolta è semplicemente assurdo.giphy2“L’isola dei Cani” è un film adorabile e maestosamente diretto – chi conosce Wes Anderson non si stupirà – che narra le vicende di un gruppo di cani esiliato su un’isola per colpa di un malvagio sindaco, discendente di una dinastia amante dei gatti, e del giovane Atari, pupillo adottivo dello stesso sindaco, approdato sull’isola a bordo di un aereo sgangherato nella disperata ricerca del suo cane da guardia.
Il film è un fresco e ironico manifesto della lotta non violenta, un affresco gentile e delicato dell’amicizia tra uomo e cane, un grido di protesta contro la pena di morte, ma soprattutto un grandissimo cartone animato adatto a bimbi e ad adulti.
Difficilmente non vi affezionerete a Chief, Rex, King, Boss, Duke e alle loro bizzarre avventure, per non parlare dello spietato Sindaco Kobayashi, il malvagio Maggior Domo, la veggente Oracolo – che lo è solo perché capisce la televisione – e la coraggiosissima Tracy.giphy3“L’isola dei Cani” è una pellicola piena zeppa di citazioni e l’ambientazione nipponica non è stata scelta per caso da Anderson. I riferimenti a Kurosawa e ai suoi “Sette Samurai” si sprecano – ma anche a “Il Trono di Sangue” – i rimandi a grandi capolavori dell’animazione giapponese – Akira e Evangelion su tutti – sono sempre dietro l’angolo e c’è tanto di quel Miyazaki che non potreste nemmeno immaginarvelo.
Vivrete una bellissima avventura di un’ora e quaranta che vi trasporterà in un mondo stupendo e vi farà tornare a casa con un sorriso.giphy4Ma quindi è tutto oro ciò che luccica? “L’isola dei cani” è da definirsi unanimamente il capolavoro animato di Wes Anderson, senza se e senza ma?
L’errore che il sottoscritto ha commesso è quello di adorare Wes Anderson specialmente per il ritmo che sa dare ai suoi film, ma soprattutto quello di ri-riguardare “Fantastic Mr. Fox” pochi giorni prima della visione del film che sto recensendo. Dannazione, il cartone animato sulla volpe di Roal Dahl non lascia allo spettatore un attimo di tregua, è un racconto quadratissimo che corre senza sosta dall’inizio alla fine: io l’ho adorato quasi solamente per quello e per l’ironia che permea tutta la narrazione! Erroneamente ho creduto di poter trovare tutto ciò anche nel nuovissimo “L’Isola dei Cani” e invece ci ho trovato tutt’altro.
Sì, lo ammetto. Sono rimasto un po’ deluso.giphy5A mente fredda, però, non posso far altro che sentirmi uno stupido. “L’Isola dei Cani” è un film da riguardare almeno una decina di volte per poterlo capire appieno, non basta assolutamente la visione in sala. Non fate il mio stesso errore e andate a vedere questo film con la mente più aperta possibile: solo così non ne rimarrete delusi e, anzi, lo adorerete alla follia.
Che Dio benedica Wes Anderson e i suoi cani.

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