Westworld 2×07 – Analisi e Teorie

Recensione dell’episodio 2×07 di Westworld, la serie tv targata HBO ideato da Jonathan Nolan e Lisa Joy.
Nel cast: Evan Rachel Wood, Thandie Newton e Jeffrey Wright.

Cosa stracavolo ho appena visto? Sono esaltato. Questa puntata è un esempio lampante di come andrebbe scritta la trama di qualsiasi puntata di qualsiasi serie tv.

Come settimana scorsa, andiamo per compartimenti stagni.

BERNARD DEL FUTURO
Dopo che Stubbs prova a comunicare con lui dicendogli che Theresa possedeva, prima di morire, un satellitare che si potrebbe usare per chiedere aiuto all’esterno, entrambi vengono portati da Karl Strand e da Charlotte Hale all’interno della costruzione dove Robert Ford commissionò a Bernard l’uccisione di Theresa.
E così, mentre Strand mette in scena una recita per far cantare Bernard, Charlotte trova una porta segreta. Al suo interno ci sono copie e copie di Bernard, così la natura robotica di quest’ultimo si palesa agli occhi della Delos.
Ma tutte queste copie a cosa servono? Perché Ford ne ha così tante?
Premesso che la cosa potrebbe essere tranquillamente spiegata con una mia deduzione di settimana scorsa, poi confermata nel corso di questa puntata, vorrei provare a formulare un’altra ipotesi.
Continuando imperterrito a credere fermamente nella teoria dei multi-Bernard, ipotizzo un possibile “scambio” di host, quindi il Bernard originale potrebbe essere o uno degli androidi trovati dalla Hale, oppure ancora a piede libero per il parco, oppure … con Dolores. Il Bernard interrogato, dunque, potrebbe essere una copia creata solo per sviare le indagini della Delos.

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DOLORES E TEDDY
Settimana scorsa ho detto una gran cavolata, ma sono ancora convinto della sua veridicità. Mi spiego: settimana scorsa ho ipotizzato che la missione di Dolores non avrebbe avuto un esito positivo e che il tutto si sarebbe risolto con il famoso annegamento dei robot ribelli.
Se mi dovessi basare solo su ciò che è accaduto in questa puntata, dovrei dirmi in errore. Ma è palese che, a questo punto, l’unico robot a scampare dalla morte nel lago sarà Dolores – e il Centro di Controllo del padre – mentre tutti gli altri faranno una brutta fine.
Dolores, infatti, è riuscita nel suo intento: distruggere la Culla e prendere il Centro di Controllo di Peter Abernathy. Non sono stati infatti Bernard e Elsie a distruggere il contenitore di tutti i backup dei robot, ma Angela su ordine preciso di Dolores. Altro punto a mio sfavore.
Ma perché distruggere anni e anni di ricordi artificiali riguardanti le storyline degli host e non, per esempio, conservarli per non diventare dei semplici involucri una volta morti?
Ve lo dico io perché. Se Dolores dovesse fallire nella sua missione, sarebbe una sciocchezza per gli uomini della Delos farla ritornare al personaggio di un tempo, ed è l’ultima cosa che la giovane Abernathy vuole. La Culla è solo l’ennesimo strumento nelle mani dell’uomo per controllare i robot  e per definire la loro vita, un’idea che Dolores odia particolarmente.

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MIB
Faccio un appello: che Jonathan Nolan e Lisa Joy prendano il coraggio a piene mani e facciano una scelta di sceneggiatura forte e sensata.
Dopo che la storyline di MiB si incrocia con quella di Maeve, e Lawrence si “ribella al suo padrone”, non posso dire che William sia in forma smagliante. Anzi, direi che l’intervento di Sizemore e degli uomini della sicurezza del parco, gli ha impedito di fare una brutta fine. L’Uomo in Nero è però malconcio, gravemente ferito e a un passo dalla morte.
La scena della sparatoria è stupenda, e l’epilogo migliore per coronarla è la morte di William. Morte che, io ve lo dico, non avverrà perché Grace è ancora in circolazione e quasi sicuramente il suo tempismo salverà MiB.

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MAEVE
Tutto sto casino per cosa?
Per andare a crepare in uno scontro a fuoco con la Delos? Non credo proprio, ma quello che aspetta la Matrona di Sweetwater non è così facile da teorizzare.
Dopo l’incontro con Dolores, uscita vittoriosa da La Mesa, Maeve decide di non farsi uccidere, ma di continuare a lottare per la sopravvivenza. Lasciata da sola nel bunker, con sua figlia dispersa chissà dove e lo spettro della morte che la priverà di qualunque ricordo – La Culla non esiste più – Maeve può solo sperare in un intervento di Sizemore. A meno che Hector e compagnia non siano nei paraggi …

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ELSIE E BERNARD
Madonnina santa, che risvolto pazzesco.
Non riuscendo a descrivere tutto nella sua interezza, mi limiterò ad andare per punti e ad analizzare brevemente l’accaduto, fuori e dentro La Culla.

  • Ford conferma che il parco era solo un esperimento per arrivare alla vita eterna;
  • Ford porta Bernard in quella che dovrebbe essere una ricreazione artificiale (e digitale?) della vecchia dimora di Arnold;
  • Si scopre che Dolores ha aiutato Ford per verificare la fedeltà di Bernard all’originale Arnold, ma è stata ingannata;
  • Ford si insinua nella mente di Bernard, si prende il suo liberto arbitrio e il sistema si sblocca;

Westworld cita Twin Peaks, Elsie viene allontanata con un trucco e Bernard entra nella sala della mappa, nel bel mezzo di uno scontro a fuoco.
E qui Ford lo mette di fronte a un bivio: permettere a Dolores di raggiungere Glory o aiutare gli umani?
E Bernard sceglie (lo fa?) di disattivare il sistema e lasciare carta bianca a Dolores.

TEORIA: Glory potrebbe contenere i dati di tutti i visitatori che sono passati da Westworld nel corso degli anni.

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LA DELOS
La Delos in questa puntata le prende e le da. Tutta la puntata è un ricordo di Bernard che affiora nella sua mente mentre Charlotte Hale lo interroga.
La prossima mossa della Delos è quella di capire cosa Dolores ha fatto con l’unità di controllo del padre e per farlo ha bisogno di accedere ai ricordi di Bernard, sopratutto quelli che riguardano l’attacco al Mesa.

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