Quando Iannucci prese per il culo Stalin (giustamente)

Morto Stalin, se ne fa un altro è una grottesca commedia scritta e diretta da Armando Iannucci, la cui trama ruota introno al caos politico che colpì la Russia dopo la morte di Joseph Stalin nel 1953.
Nel cast: Steve Buscemi, Simon Russel Beale e Michael Palin

Quando vuoi vedere un film da mesi, ma vivi in un paese con una programmazione nelle sale da denuncia, c’è una cosa sola da fare: recuperare il suddetto film in lingua originale per vie “legalissime”.
Il concetto di commedia nera negli anni ha cambiato forma e connotazione e siamo arrivati al punto, non del tutto errato, di definire film come Non è un Paese per Vecchi e Tre Manifesti a Ebbing come delle dark comedy.
Armando Iannucci, già conosciuto in patria per le serie tv The Tick of It e Veep, sale in cattedra e spiega a tutti cosa vuol dire fare un film comico che mischi sapientemente momenti spassosi e siparietti grotteschi, senza mai sfociare nel volgare o nella violenza gratuita.

the_death_of_stalin_2

The Death of Stalin, o Morto Stalin, se ne fa un altro, titolo italiano del film, narra le vicende subito successive alla morte di Stalin, avvenuta nel 1953 a seguito di un arresto cardiaco. La dipartita del dittatore porta parecchio scompiglio tra gli alti ranghi del comando Russo, generando un vortice di giochi di potere per la scelta di colui che succederà a Stalin alla guida della Russia.
Iannucci mette in scena questi intrighi da palazzo con un’ironia sagace che riesce a strappare, spesso e volentieri, una risata allo spettatore, ricreando situazioni che all’apparenza sembrerebbero prestarsi meglio a un clima di tensione, ma che invece risultano essere perfette per ciò che Iannucci vuole trasmettere a chi guarda il suo film.
Regia senza fronzoli, una fotografia semplice e pulita e un cast praticamente composto da soli attori di teatro, aiutano un film già solidamente sceneggiato ad essere ancora più quadrato e a correre senza sosta sui binari della narrazione in un susseguirsi senza sosta di eventi e situazioni.

18-cteck-0280-armando-ian-suit613x463

Steve Buscemi nel ruolo di Chruščëv, all’apparenza sornione e non troppo sveglio, ma in grado di fare le scarpe a tutti e a far fuori, letteralmente e non, i suo oppositori politici, è stato a dir poco perfetto. Attore che spesso si presta al cinema indipendente, Buscemi ci regala un’interpretazione da incorniciare, probabilmente una delle migliori della sua lunga carriera e forse seconda solo al famosissimo “violino più piccolo del mondo che suona solo per le cameriere”.
Nel ruolo di Lavrentij Berija troviamo un Simon Russell Beale che, arrivato a 57 anni suonati, esplode finalmente sul grande schermo: la formazione teatrale di questo attore si è palesata fin dai primi minuti della pellicola e le ha conferito un altro punto a suo favore.
Nel cast troviamo inoltre Michael Palin nel ruolo di Vjačeslav Michajlovič Molotov, Jeffrey Tambor nei panni di Georgij Malenkov e Jason Isaacs che interpreta lo spietato generale Georgij Konstantinovič Žukov.

09deathofstalin-master768

Il film è stato bandito dai cinema Russi e se siete dei nostalgici dello Stalinismo probabilmente non vi piacerà. Non serve essere di destra o dei conservatori per gradire questo film, basta essere persone intelligenti che sanno riconoscere il bene dal male e conoscono il significato di satira politica.
Per concludere, Morto Stalin, se ne fa un altro è un filmone che non può mancare nel vostro repertorio. Recuperatelo e poi fatemi sapere cosa ne pensate.

Alla prossima!

Follow us:

Sguido

Annunci