Jurassic World – Il Regno Distrutto, ma anche la saga non è che se la passi tanto bene

Jurassic World – Il Regno Distrutto è l’ultimo, ma non ultimo, capitolo della saga di Jurassic Park, diretto dallo spagnolo Juan Antonio García Bayona. È un film pieno di dinosauri e di attori come Chris Pratt, Bryce Dallas Howard, Geraldine Chaplin, Ted Levine, Jeff Goldblum e altri che, anche se li cito, mica li conoscete.

Eccomi qua, dopo eoni, a scrivere di nuovo di film, cinema e… no, non è vero, scrivo di blockbusteroni che incassano un sacco di milioni di dollari solo per il nome che portano e perché, ogni volta che escono, noi tutti diciamo: “Massì, dai, ho visto i primi 4, mi guardo anche il quinto, che male mi può fare?!”

No, nessun dolore, a parte stare al cinema due ore e dieci a vedere gente che scappa dai dinosauri. E Jurassic World – Il Regno Distrutto, fondamentalmente è questo: gente che scappa dai dinosauri. Ma un po’ tutta la saga è così.

Jurassic World - Il Regno Distrutto
It’s a dinosaur, bitch!

Togliendo la nostalgia per il primo Jurassic Park, dal secondo capitolo in poi il succo è sempre lo stesso: sono stati de-estinti, come ci dicono nel film, i dinosauri e l’uomo si è accorto di non essere così figo e potente come pensava. È un po’ quella vecchia storia che ti sembra di avere un’idea geniale e, solo dopo che l’hai attuata, ti accorgi di aver fatto una cazzata. Non so se a voi succede, ma a me almeno tre volte al giorno.

Però, ragioniamo un secondo, al di là del film, ma se proprio devi clonare qualcosa, o comunque creare una vita dal nulla, cerca di creare qualcosa di innocuo, o che puoi uccidere facilmente, non metterti a creare dei predatori inarrestabili che possono ucciderti in modo brutale e doloroso, no?!

Jurassic World - Il Regno Distrutto
Sei carino e innocuo, vero? Non è che vuoi uccidermi in modo brutale, vero?!

Comunque è proprio di questo che parlava il buon vecchio Steven Spielberg, con il compianto Michael Chricton, nel primo Jurassic Park: la vita e la morte. Ma soprattutto la vita. Perché per loro la morte non è altro che una punizione per i brutti e cattivi che giocano con la vita senza vergogna. Mentre i buoni possono farsi male, avere qualche livido, ma alla fine sopravvivono sempre. Anche perché corrono abbastanza veloce per scappare dai dinosauri.

E l’argomento poteva chiudersi lì. Anzi, nel primo film, il cerchio era proprio chiuso. Però è diventato un cult movie, ha sfondato al botteghino, quindi hanno fatto un seguito di cui, sinceramente, mi ricordo solo un T-Rex che prende a capocciate un autobus in città. Un terzo film davvero stupido, in cui avevano inventato un nuovo dinosauro più cattivo e grosso del T-Rex: lo Spinosauro! Che vabbè, il nome non faceva tanta paura. Ma il pubblico, ovviamente, si era stufato di vedere gente che scappa dai dinosauri e non è che fosse proprio corso al cinema a vederlo.

Jurassic World - Il Regno Distrutto
Bambini e bambine, ecco, quella è la Morte!

Poi, a distanza di qualche secolo, ecco che qualcuno dice: “Ma se ci riprovassimo?” ed esce Jurassic World, che non è altro che Jurassic Park, pari pari, ma più grande, con più dinosauri, con più gente, con più di tutto e, ma chi se lo aspettava, finisce a schifo. Perché, ovviamente, noi esseri umani siamo degli ottimi spuntini e, con i dinosauri, non è che ci puoi ragionare più di tanto.

Finalmente, dopo questo lezioso preambolo, siamo arrivati a Jurassic World – Il Regno Distrutto che parte da dove si era fermato il film precedente: il parco è distrutto, la gente è morta, i dinosauri sono a piede libero, belli paciosi nel loro habitat naturale, ben lontani da noi e l’isola sta per esplodere a causa del vulcano che nel frattempo si è risvegliato. Non è spoiler, lo dicono nei primi 5 minuti di film.

Allora la domanda sorge spontanea: che ne facciamo dei dinosauri? Li lasciamo morire? Tentiamo di salvarli? Li abbiamo creati noi, senza il permesso di nessuno, ora di chi è la responsabilità? Di Dio? Ma mica li ha de-estinti lui. E tutta una serie di altre domande che sorgono spontanee. Soprattutto se sei un vegano, o un animalista. O un produttore di Hollywood che deve fare un altro film.

Jurassic World - Il Regno Distrutto
‘Spetta, parliamone…

Così J.A. Bayona costruisce un film che:

  1. Non ha più l’appeal né la meraviglia dell’originale. Anche perché ormai al cinema abbiamo visto qualsiasi tipo di essere fatto in CGI e non ci stupiamo più di niente.
  2. Non ha molto da dire, anche perché le domande poste poco fa sono solo dei pretesti per tornare sull’isola.
  3. Della vita e della morte si è già discusso.

In sintesi il Jurassic World – Il Regno Distrutto scorre placido e tranquillo per due ore toccando tutti i capisaldi dei film precedenti: la tecnologia che miseramente fallisce mettendo in pericolo i protagonisti; la corsa in mezzo alla mandria di dinosauri che distruggono il distruggibile sul loro cammino, ma non sfiorano chi non deve morire; l’insopportabile e petulante bambina da salvare, che, quando non sa che fare, urla; il T-Rex che arriva al momento opportuno per salvare qualcuno; i dinosauri agili e scattanti finché devono sbranare qualche cattivo, ma goffi, lenti e impacciati se devono fare la pelle a qualcuno dei buoni; i cattivi, talmente odiosi e stilizzati, da risultare macchiette con dei vezzi idioti che li condurranno a morte certa e violenta, per soddisfare il sadismo del pubblico pagante; il relief comico presente fin da subito, sempre pronto a sparare battute stucchevoli, stra sentite, fuori luogo e fuori personaggio.

Però, devo essere sincero, in mezzo alla piattezza c’è qualcosa di buono, come alcune domande sulla moralità dell’editing genetico, della corsa alla clonazione e sui limiti d’uso del potere della scienza. Tutto appena appena accennato, per carità, che non sia mai che qualcuno in sala pensi per più di mezzo secondo. Non sia mai che un blockbuster possa essere qualcosa di più di un film da pop corn e possa dire qualcosa sui tempi che corrono. Non sia mai.

Bisogna buttare lì le cose, farle aleggiare nell’aria, leggere e sottili, fino a che non arriva un altro dinosauro e via, a scappare in modo roccambolesco e molto spettacolare, così il pubblico si distrae, non pensa ed è felice e contento fino all’uscita dal cinema, quando un refolo gli soffierà via la memoria di ciò che ha appena visto.

Jurassic World - Il Regno Distrutto
Anche me?!

Tranne i dinosauri, ovviamente.

Follow us:

MrChreddy