5+1 film giapponesi per imparare ad amare il cinema orientale

5 film, più uno bonus, provenienti esclusivamente dal Giappone, per soddisfare la vostra voglia da cinefilo di scovare perle nei meandri del cinema dove mai vi eravate spinti prima d’ora grazie all’estro di registi del calibro di Takashi Miike, Akira Kurosawa e Takeshi Kitano.

A chi di voi è mai capitato un dialogo del genere? Magari con i vostri amici, davanti  ad una buona IPA e con tra le dita una (ormai) costosissima sigaretta:

Sappiate che la mia passione per le classifiche, e in special modo per le “Top 5” è nata grazie a Nick Hornby e al suo romanzo “Alta Fedeltà” (High Fidelity), dal quale è stato tratto anche un film omonimo nel 2000, diretto da Stephen Frears. Lo spezzone che vi ho mostrato viene proprio dalla pellicola in questione.

Domanda numero due: quanti di voi hanno sentito il desiderio di addentrarsi nel cinema nipponico, senza sapere però da dove cominciare?
E allora che ci sto a fare io qui? Ecco a voi 5 film (+1) dai quali partire per poter apprezzare a pieno la settima arte vista attraverso gli occhi dell’Estremo Oriente!

ICHI THE KILLER di Takashi Miike

Ichi è un killer disturbato e mentalmente instabile che sta seminando il terrore nella malavita del Giappone. Il suo mietere vittime arriverà a un punto di non ritorno quando si troverà a dover fronteggiare la yakuza locale, capitanata dal sicario Kakihara, un sadico masochista che vuole ritrovare i 300 milioni di yen rubati alla sua famiglia di appartenenza.

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Il film in questione, diretto da Takashi Miike, è quello che ho scelto per aprire questa “top 5” semplicemente perché è il primo film che vidi io stesso per addentrarmi in questo mondo sconosciuto ai più che è il cinema giapponese.
Entrare nella mente di Ichi e nelle file della malavita giapponese è il modo migliore per avere un quadro generale di quali potrebbero essere le pellicole davanti alle quali vi potrete trovare. Un ritmo mai calante, una fotografia eccelsa e una regia da capogiro vi accompagneranno in un viaggio fatto di dolori, menti malsane, sesso e tanto, ma tanto sangue.
Amore e morte, insomma. What else?

HANA-BI di Takeshi Kitano

Nishi è un ex poliziotto conosciuto per i suoi metodi bruschi e al limite delle regole che si ritrova braccato dalla yakuza per un debito. Sua moglie è malata di leucemia e non ha speranze di guarigione, mentre un suo collega, Horibe, trascorre gli ultimi giorni della sua vita in sedia a rotelle, rimasto paralizzato dopo un’operazione della polizia finita non nel migliore dei modi.

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Qui ci troviamo davanti ad uno dei miei registi preferiti in assoluto: Takeshi Kitano. Questo film è senza dubbio il suo più grande capolavoro, vincitore anche del Leone d’Oro a Venezia nel 1997 e che gli ha dato la notorietà che merita in tutto il mondo.
La malinconia di fondo che attraversa tutta quanta la pellicola vi terrà incollati allo schermo, in questo revenge movie in grado di mostrarvi cosa può arrivare a fare un uomo che si sente solo al mondo e che ormai non ha più nulla da perdere.

AUDITION di Takeshi Miike

Aoyama è un uomo sulla quarantina che ha perso ormai da tempo la moglie a causa di una grave malattia. Su suggerimento del figlio, decide di trovare nuovamente un’anima gemella e con l’aiuto di un suo caro amico produttore cinematografico, Yoshigawa, decide di mettere in scena delle finte audizioni per un film che non verrà mai realizzato, con il solo scopo di far incontrare al nostro protagonista il maggior numero di ragazze possibili, tra le quali sceglierà la sua sposa.

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La solita storia romantica d’amore, penserete voi. Certo, come no. E’ di nuovo di Takashi Miike che stiamo parlando e di certo i risvolti che prenderà questa storia non saranno del tutto positivi e diciamo che non finirà proprio a “tarallucci e vino” questo racconto.
Se avete voglia di spingervi oltre persino Ichi The Killer, questo è il film che fa per voi. Un body horror psicologico che sarà in grado di mettere a nudo voi stessi e di farvi dubitare della splendida concezione di perfezione che avevano gli antichi greci: “bello e buono“.

I SETTE SAMURAI di Akira Kurosawa

Nell’epoca del Giappone feudale, a cavallo tra il 1587 e il 1588, un gruppo di contadini è sfinito dai soprusi causati da un branco di predoni che regolarmente saccheggiano il loro villaggio. Uno degli anziani suggerisce di affidare la loro difesa a 7 samurai ormai senza più padrone, con la speranza che essi possano liberarli per sempre da quel supplizio.

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Vi ho messo addosso disgusto, azione e terrore, ma ora vi tocca. Se siete dei veri amanti del cinema dovete lasciar perdere i pregiudizi e i vostri gusti, perché qui si sta parlando di uno dei capisaldi della cinematografia mondiale. I sette samurai, di Akira Kurosawa, è uno dei film ritenuti imprescindibili per la cultura cinematografica di un essere umano. Un capolavoro di regia, fotografia e recitazione che saprà trasportarvi nelle campagne giapponesi, in un dramma storico citato da tutti i più grandi maestri del cinema, partendo da Sergio Leone, arrivando fino a Quentin Tarantino.

WHY DON’T YOU PLAY IN HELL di Sion Sono

4 amici innamorati del cinema e in cerca di fama e successo nel mondo dello spettacolo, sono i “Fuck Bombers“. Con questa loro ossessione di riprendere qualsiasi cosa gli capiti a tiro, si ritroveranno invischiati in una regolazione di conti tra due famiglie yakuza rivali e grazie a questa cosa potranno realizzare il film della loro vita.

Questo film l’ho scoperto solo recentemente, ma me ne sono innamorato subito. Sion Sono è un altro dei cineasti più importanti del Sol Levante ancora in attività e in mezzo a tanti grandi film, nel 2013, ha sganciato questa bomba. Una dichiarazione d’amore totale al mondo del cinema e più nello specifico alla realizzazione stessa del film. In mezzo a scene surreali, sbudellamenti colorati e fotografia ultrapop, avrete sotto gli occhi uno dei capolavori degli Anni ‘2000, che in pochi hanno visto e che vi prego assolutamente di recuperare, perché un film così, io, non l’ho mai visto.

BONUS: VITAL di Shin’ya Tsukamoto

Hiroshi è uno studente di medicina assai promettente, ma in un incidente stradale perde la memoria e la sua compagna Ryoko muore. Per riprendersi da questo shock, Hiroshi decide di ritornare ai suoi studi e dedicarsi all’anatomia. Durante una lezione di dissezione di un cadavere i ricordi gli appaiono più vividi, fino a quando non scoprirà su chi sta effettivamente effettuando i suoi studi.

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Se pensavate che Takashi Miike fosse un pazzo squinternato pieno di ossessioni, beh, non avete mai visto un film di Shinya Tsukamoto. Un maestro del body horror e della psiche umana, in grado di scomporre i vostri pensieri e ridurli in piccole nuvolette da scuotere e da disturbare. Il viaggio interiore che intraprenderete con la visione di “Vital” è uno di quelli che non vi scorderete mai più. Preparatevi a non avere più certezze, ma soltanto scuotimento d’animo.

Quanti di questi film avete visto? Vi sentite soddisfatti da questa mia carrellata di consigli? Fatemelo sapere con un commento. Dōmo arigatō e, alla prossima.

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