Gli Incredibili 2, supereroi più credibili che mai

Gli Incredibili 2 è il nuovo film d’animazione realizzato da Disney Pixar. La trama prosegue le avventure dei Parr, una famiglia di Supereroi composta da Mr. Incredibile, Elastic Girl, Violetta, Flash e il piccolo Jack-Jack. Alla regia abbiamo il fenomenale Brad Bird.

Quattordici anni sono passati dall’esordio della “Normale famiglia di Supereroi” sul grande schermo. Le vicende dei coniugi Parr, che valsero un premio Oscar al regista Brad Bird, riprendono esattamente il filo da dove si era interrotto.

Nessun salto temporale, insomma. La città è ancora minacciata dal temibile Minatore e dalle sue trivelle ed ora, dopo più di un decennio, comincia lo scontro con i nostri eroi.

Le cose non sono cambiate molto, quindi. I supereroi sono ancora fuori legge, gli Incredibili subiscono la gogna mediatica per i danni causati alla città ed i Parr perdono la protezione del governo. Questo film, come il precedente, presenta non poche citazioni a capolavori fumettistici del calibro di Watchman, Civil War e una marea di saghe degli X-Men.

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Senza fare spoiler, la sensazione che proviamo dopo i primi 15-20 minuti, è che lo svolgimento del primo film sia servito poco o niente. Ed in effetti è in parte così.

Ciò che davvero riesce a dare il “La” per una nuova entusiasmante storia è, anche stavolta, un fan accanito dei supereroi. Non si tratta più di un fanatico ragazzino pazzoide, che finisce per diventare un supercattivo, ma di un miliardario (Winston Deavor) deciso a dimostrare al mondo che i Super possono ancora essere una risorsa importante per l’umanità.

E quale personaggio viene scelto come “testimonial” per far riammettere i superumani nella società? Nientemeno che Elastic Girl, che si vede costretta ad abbandonare i panni della classica madre di famiglia, per abbracciare quelli di eroina indipendente, che avrebbe da insegnare sul femminismo molto più di altre protagoniste del girl-power. Vero, Wonder Woman?

A rivestire il ruolo di “mammo” (che è una parola orribile), tocca quindi a Mr. Incredibile che tra comicità sfrenata e dolcezza, dimostra che anche quello del padre è un compito da eroe. Menzione d’onore al piccolo Jack-Jack, che mi ha fatto morire dal ridere in più di una di queste scene.

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La trama procede a ritmo alternato. Vi sono sequenze al cardiopalma, dove azione ed umorismo si sposano e danno vita ad uno spettacolo unico, di quelli che ti fanno saltare sulla sedia come un bambinone. Altre di contro, potevano essere tranquillamente ridotte, se non tagliate.

Come quasi tutti i manuali di scrittura insegnano, a fare la differenza nella riuscita di una trama, è quasi sempre il Villain. Regola ancor più diamantina se si tratta di una storia di supereroi. Purtroppo, da questo punto di vista si nota un drastico calo qualitativo nei confronti della prima pellicola, avendo a che fare con un cattivone dalle motivazioni deboli e un po’ fini a sé stesse, al netto di un monologo scritto in maniera esemplare.

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La storia, dopo il primo capitolo, prosegue come fosse parte di un unico film, strabiliando lo spettatore con la magnificenza del nuovo comparto grafico, che dimostra subito quanto sia valsa la pena dell’attesa.

A livello di texture, gli animatori Pixar hanno raggiunti risultati mai visti prima. Animazioni fluide, dinamiche, dettagli nel vestiario e nelle ambientazioni che tolgono il respiro. Per gli amanti, come il sottoscritto, del “making of” dei film animati, questo film è pura “pornografia”. Avrei voluto rivederlo da capo, senza audio, fotogramma per fotogramma.

L’audio, nonostante ciò, non è certo da sottovalutare. Perché ad occuparsi della colonna sonora, amici miei, altri non abbiamo che il gran maestro Michael Giacchino, che confeziona una soundtrack adrenalinica, ma che ricorda molto le sonorità dei vecchi spy-movie di Bondiana memoria.

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I sequel di casa Pixar, li ho quasi sempre trovati inferiori rispetto ai primi capitoli e questo titolo rientra purtroppo nella categoria, insieme ad Alla Ricerca di Dory, Monsters University, ma soprattutto Cars 2. Ciò non toglie che il team californiano ha confezionato un lavoro con i controfiocchi, che saprà divertire i bambini ed emozionare gli adulti, come solo loro sanno fare.

P.S: “Bao” il cortometraggio iniziale, è qualcosa di poetico ed è entrato subito nella mia top 5 dei corti Pixar. Divide il pubblico in due categorie, chi ha finito di guardarlo con gli occhi lucidi e i bugiardi.

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RiccioRob

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