Il rapporto tra uomo e Intelligenza Artificiale raccontato in 7 film e 1 serie TV

Da sempre ci siamo chiesti come sarà il mondo nel futuro. Nel cinema in tanti hanno cercato di raccontarlo, e spesso si è parlato di Intelligenze Artificiali e robot. Ecco una classifica di 7 film (e 1 serie TV) che raccontano il rapporto tra uomo e macchina.

Sono talmente tanti i modi in cui l’uomo ha cercato di raccontare l’Intelligenza Artificiale, alcuni più veritieri di altri ma tutti proiettati in un futuro che spaventa e risulta, il più delle volte, ostile. Il cinema di fantascienza ha così approfondito alcune tematiche ricorrenti, come l’unicità dell’uomo, la sua etica, il costante ribaltamento di fronti e l’incapacità di determinare se sia l’uomo che ad avvicinarsi alla macchina, oppure la macchina all’uomo. Un’ambiguità, questa, che dal 1927 ad oggi non è ancora stata totalmente spiegata, e forse non lo sarà mai.

Per ora, ci affidiamo alle storie che i grandi registi ci hanno raccontato.

METROPOLIS di Fritz Lang

Non potevo che partire da questa pellicola: uno dei primi film che mettono in scena in modo interessante l’Intelligenza Artificiale. C’è una macchina che organizza la società in modo scientifico, razionale, funzionalista e non c’è spazio per sfumature o emozioni.

Vediamo, in Metropolis, la prima rappresentazione fredda, disumana, di una realtà tanto lontana e poco comprensibile.

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2001: ODISSEA NELLO SPAZIO di Stanley Kubrick

Kubrick ci regala un capolavoro della storia del cinema: non lo si può negare. In questo caso l’Intelligenza Artificiale è HAL 9000, un grande calcolatore elettronico. HAL è una luce rossa associata ad una voce, pura astrazione.

Il salto che fa Kubrick, che è una mente geniale e estremamente maniaca, è rendere HAL profondamente umano. Lo spettatore empatizza con lui, perché lo riconosce come un bambino, più che come un computer.

Non è un film leggero, ma è geniale. Uno dei capisaldi della cinematografia, non si può non guardare.

BLADE RUNNER di Ridley Scott

In Blade Runner si inserisce per la prima volta il concetto di “replicante”. Non parliamo dunque di androidi, macchine pensanti o cloni, ma di effettive repliche dell’uomo, che coniugano le migliori virtù fisiche e psicologiche. Essi sono in grado di provare emozioni automaticamente e hanno capacità fisiche migliori di quelle dell’uomo: lo slogan della società che li crea è “più umani degli umani”. Sono effettivamente i replicanti, nel film, a rappresentare l’umano.

Per chi ne sa qualcosa di filosofia, i rimandi al pensiero nietzschiano in questa pellicola non mancano. Potreste apprezzare.

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L’UOMO BICENTENARIO di Chris Columbus

Andrew è uno dei primi prototipi di robot positronico e viene acquistato come domestico da una famiglia. Viene accolto con una certa diffidenza ma poi diventa parte della famiglia e viene considerato, pian piano, umano.

Andrew, infatti, ha sensazioni ed emozioni, è sarcastico e percepisce la paura. E’ nel momento in cui riesce a capire e a provare amore che diventa, a tutti gli effetti, umano.

Un film delicato, sull’essere umano.

I.A. – INTELLIGENZA ARTIFICIALE di Steven Spielberg

Alcuni film ci raccontano macchine programmate per provare emozioni, e un esempio è proprio questo film del 2001, nato da un progetto di Kubrick e raccolto in eredità da Spielberg. Siamo in un mondo futuro in cui il pianeta terra è abitato da due categorie di persone: creature biologiche e creature artificiali. David è un bimbo artificiale che viene abbandonato in un bosco da coloro che egli avrebbe voluto che fossero i suoi genitori. Per buona parte si tratta della ricerca di una madre perduta e dell’affetto che era stato programmare per provare.

In A.I. c’è un ribaltamento dei fronti: David, androide, diventa umano, mentre sua madre, umana, diventa robotica nel momento in cui lo abbandona.

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Pinocchio 2.0.

Non il film più riuscito della storia del cinema, certo, ma comunque ottimo per una piccola riflessione sul tema.

LEI di Spike Jonze

Assistenti vocali di nuova generazione, senza più quella voce artificiale fastidiosa con cui si sente parlare Siri: qui siamo su un altro livello, e parliamo di Scarlett Johansson. Il cinema ci racconta la voce di Samantha (l’assistente vocale), senza mai farcela vedere.

È un virtuosismo estremo, dal momento che il cinema è un dispositivo che nasce muto: 120 anni dopo la sua invenzione, mantiene solo ciò che mancava all’inizio: la voce. Una voce che interagisce con l’uomo, che riuscirà a provare un sentimento umano per la macchina.

Un film profondamente umano, che da questo mese trovate anche su Netflix, e che io vi consiglio di non farvi scappare.

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Da vedere in lingua originale, il doppiaggio, purtroppo, ha tolto molta poesia.

EX MACHINA di Alex Garland

Ava, di Ex Machina, è la prima creatura di un nuovo mondo dove carne e metallo, macchinico e antropico, collaborano. Interpretata da una meravigliosa Alicia Vikander, diventa una creatura sensuale con una dimensione di genere fortissima e, soprattutto, capace di provare piacere.

Crolla dunque, in lei, la differenza tra umano e artificiale: non ci accorgiamo che per metà è composta da una rete metallica, poiché straordinariamente ibrida.

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BONUS: WESTWORLD di Jonathan Nolan e Lisa Joy

Siamo in un futuristico parco a tema Western, abitato da androidi, chiamati “host”, pronti a interagire con i visitatori. È quando le cose nel parco iniziano a non funzionare che nella trama s’inserisce il tema centrale di Westworld: chi è umano e chi è robot? Cosa ci rende umani? Le macchine possono avere una coscienza?

E ancora, cos’è il libero arbitrio? Ma soprattutto: il libero arbitrio non è che una nostra consolazione?

Nella storia di uomini che si credono Dei s’inserisce il dualismo e la lotta con queste macchine che, naturalmente, iniziano a ribellarsi, ognuna a suo modo.

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Vi abbandono con una provocazione, citando Gianni Canova: se ci pensiamo bene, la prima Intelligenza Artificiale che l’uomo ha creato, il primo momento in cui abbiamo unito macchinico e antropico, sguardo della macchina e sguardo dell’uomo, è stata proprio il cinema.

Alla prossima!

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Aurora

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