A Private War racconta gli orrori della guerra attraverso gli occhi di Marie Colvin

Arriva nelle sale A Private War, biopic sulla reporter di guerra Marie Colvin, morta a Homs, in Siria, il 22 Febbraio 2012.
La trama del film è ispirata all’articolo Marie Colvin’s Private War pubblicato su Vanity Fair.
Nel cast: Rosamund Pike, Jamie Dornan e Stanley Tucci

“Un pesantissimo pugno nello stomaco lungo due ore” eccome come definirei A Private War, film d’esordio del regista Matthew Heineman, alle prese con una pellicola autobiografica sulla reporter del Sunday Times Marie Colvin, morta a Homs, sotto le bombe di Assad intente a stanare i militanti dell’Esercito Siriano Libero, nel Febbraio del 2012.

privte_3

Il lungometraggio ripercorre gli ultimi viaggi della Colvin in varie zone del Medio Oriente dilaniate dalla guerra, raccontando la crisi interiore – fisica e psicologica – che la giornalista ha dovuto affrontare dopo le orribili scene di massacro, povertà e abbandono a cui ha dovuto assistere nel corso dei sui lavori come reporter.
A Private War è un film che fa della lentezza della narrazione il suo punto di forza, raccontando con semplicità, determinazione e compostezza la storia di una donna che non ha mai, nemmeno per un secondo, pensato a salvare se stessa, ma ha sempre messo al primo posto l’importanza di dover raccontare al mondo intero i più atroci crimini della guerra, facendo conoscere a chiunque la tragica vita di migliaia di civili innocenti e di famiglie dilaniate da conflitti completamente estranei a loro.
Rosamund Pike interpreta alla perfezione il dolore e la determinazione di Marie Colvin, Jamie Dornan – che conferma il suo essere un grande attore – si cala perfettamente nei panni del fotografo Paul Conroy, sopravvissuto alla stessa bomba che ha stroncato la vita della Colvin.

private_2

Lascio qui il ricordo del suo ultimo intervento televisivo alla CNN. Qualche giorno dopo Marie morirà sotto le bombe dell’esercito di Assad.

 

Apro una parentesi quasi estranea al film, ma che lo riguarda da vicino. Sono andato a vedere questa pellicola di Venerdì sera in una sala pullulante di ragazzini accompagnati da nonni/genitori/figli che, ovviamente, dopo un’ora di immagini di guerra hanno ben pensato di attaccarsi al loro smartphone creando un esercito di lucine che filtrava tra le poltrone della sala cinematografica. A parte la totale, per quanto comprensibile, data la giovane età, mancanza di tatto da parte dei suddetti ragazzini che, di fronte a immagini di morte e abbandono relativamente recenti, hanno preferito dedicarsi ai loro amati social network al posto di guardare lo schermo, vorrei sottolineare la completa mancanza di cervello di chi ha pensato che un film autobiografico su una reporter di guerra potesse essere adatto a un pubblico under 15.

priate4
I veri Marie Colvin e Paul Conroy

In conclusione, andate assolutamente al cinema non solo per guardare un bellissimo film, ma soprattutto per conoscere la storia della coraggiosissima Marie Colvin che ha sacrificato la sua vita per raccontare al mondo intero la situazione di migliaia di civili massacrati da guerre che con loro non c’entravano proprio nulla.

Alla prossima.

Follow us:

Sguido

Annunci