Non sapevo che i Queen fossero la band migliore del mondo

Bryan Singer e Dexter Fletcher raccontano la storia, in pillole, di uno dei gruppi più famosi di sempre, i Queen, attraverso le gioie e i dolori della band londinese capitanata da Freddie Mercury. Nel cast troviamo Rami Malek, Ben Hardy, Joseph Mazzello e Gwilym Lee.

Il film inizia praticamente dalla sua conclusione: Freddie, con un rallenty, si appresta a salire sul palco di Wembley, per performare al Live Aid, una delle apparizioni più celebri dei Queen. Nero.
Farrokh (diverrà soltanto dopo Freddie) è un ragazzo introverso, anche discriminato per i suoi evidenti tratti non propriamente occidentali (ricordiamo che lui è originario di Zanzibar). La sua famiglia non lo accetta di buon grado e lui ha bisogno di fare venire fuori tutto quanto sé stesso. Scrive, compone e crea, crea, crea. Da qui in poi, tutta la storia dei Queen è raccontata, seppur frettolosamente.

Queen1

Ok, via il dente, via il dolore. Chi vi parla è uno che i Queen li mal sopporta. Li ho sempre trovati parecchio sopravvalutati, ritengo tre quarti dei componenti del gruppo dei musicisti buoni, tutto sommato, ma che non hanno mai dimostrato nulla di speciale. Insomma, Roger Taylor non sarà mai John Bonham, John Deacon non sarà mai Paul McCartney e Brian May… Beh, diciamo che il suono di plastica che fa uscire dagli amplificatori mi è sempre risultato indigesto, senza contare che quando mi hanno detto che suonava la chitarra con una moneta la mia reazione è sempre stata questa:

maquesto

C’è un “però”, però. E questo “però” si chiama Freddie Mercury. Sono sempre stato molto invidioso della sua voce. Più delle sue doti in sé, rispetto a come le ha utilizzate, a dir la verità, ma questo è un altro discorso. Ho molto rispetto per Freddie e per il suo talento. E solo un idiota potrebbe negare le grandi doti possedute da quel giovane istrionico africano.
Detto ciò, parliamo del film.

Queen2

Tecnicamente Bryan Singer non si discute. La regia è conforme al genere di film, sapendosi destreggiare molto bene tra momenti di riprese tipiche da concerto e guizzi tecnici che fanno molto piacere all’occhio dello spettatore, anche grazie alla bellissima fotografia che dipinge tutta quanta la pellicola. Non ci troviamo mai davanti agli stessi colori, ma la tavolozza cambia a seconda della situazione, del tempo e della scena. Ogni momento ha la sua ricorrenza di colori, ciclica, che si ripete quando la sceneggiatura lo richiede.
Il momento più alto del film, a livello complessivo, è ritratto in quella sequenza che ha come base “Another One Bites The Dust“. Non voglio dirvi nulla, ma chi vedrà il film si renderà conto della bravura del regista soprattutto grazie a quelle sequenze. Credo che le parti più deboli, ad occhio, siano quelle girate da Dexter Fletcher, però. Come sapete, Singer fu licenziato in corso d’opera per incomprensioni di carattere artistico ed è stato sostituito da quest’ultimo (Fletcher) per completare il lavoro.
Altra nota meritevole è la recitazione di Remi Malek. E’ evidente come abbia messo tutto sé stesso in questo progetto. La sua interpretazione è credibile e, anche se un po’ caricaturale, è ciò di cui si aveva bisogno in un film la cui figura principale fosse proprio Freddie Mercury. Il lavoro, come ho già detto, è stato fatto egregiamente.

Queen3

Cosa non funziona, però, di questo film?
Per prima cosa è tutto troppo veloce. Sembra quasi che la sceneggiatura sia stata scritta come un pretesto per far sentire le canzoni dei Queen, che posso benissimo ascoltarmi con le cuffiette a casa mia. L’intenzione era quella di raccontare tutto, tutta la storia di una band che, dopotutto, non è che avesse moltissimo da donare dal punto di vista narrativo, se escludiamo la nascita, la crescita e il declino di Mercury. Il voler raccontare tutto e male, coincide quindi col non aver raccontato praticamente niente, ma nell’aver semplicemente fatto ascoltare canzoni alla gente al cinema.
E poi lo sapevate? I Queen sono il gruppo migliore della storia! Il gruppo che più ha sperimentato nel rock! I musicisti migliori mai esistiti! Freddie, poi, oh! Lui era bello e fotomodello. Perfetto, magnifico e dispensatore di libertà e grandezza!
Come? Non capite cosa stia dicendo? E’ presto detto: questo mio ultimo sproloquio è quello che il film ci vuole sbattere in faccia per tutte le due ore. La cosa che più mi ha dato fastidio è stata la costruzione di questa pellicola come se fosse un’agiografia patinata ed edulcorata di eroi, quasi semidei. La mancanza di sporcizia dell’ambiente rock Anni ’70, oltretutto, si fa sentire parecchio. Pensate che l’unico momento in cui viene intravista della droga è quasi per sbaglio, di sfuggita, verso la conclusione del film, durante il ritiro volontario di Freddie a Monaco per scrivere i suoi due album da solista.
Ho trovato, inoltre, il finale parecchio ridondante. Rifare il concerto di Wembley l’ho trovato senza senso. Perché mai dovrei guardarmi venti minuti di attori che fanno finta di suonare e cantare davanti ad un pubblico finto, quando posso benissimo guardarmi i video del concerto vero e proprio, ormai anche rimasterizzati in altissima qualità?
Il risultato è semplicemente un film fatto da fan dei Queen, per fan dei Queen, che si accontentano di ascoltare le loro canzoncine preferite.
Sinceramente avrei apprezzato di più un film incentrato su un particolare momento della storia della band, magari seguendo più da vicino la tortura provata da Freddie nei momenti in cui realizza di aver contratto la malattia che l’ha portato alla morte: l’Aids.

Queen4

Voi l’avete visto? Che ne pensate? Fatemelo sapere, perché sono molto curioso. Soprattutto voglio sapere la vostra idea, fan dei Queen. Ora devo andare, che c’ho da ascoltare Under Pressure.

 

Dōmo arigatō e alla prossima.

firma per articoli

Follow us:

Jakk

Annunci