Roma di Cuarón è il film capolavoro del 2018

Approda su Netflix il vincitore del Leone D’Oro 2018, ovvero Roma di quel genietto di Alfonso Cuarón.
Ambientato nella Colonia Roma a Città del Messico tra il 1970 e il 1971, il film narra le vicende di una domestica di nome Cleo e della famiglia per cui lavora, composta da Sofia, sua madre, suo marito Antonio, e i loro quattro figli. Nel cast Yalitza Aparicio, Marina de Tavira, e Jorge Antonio Guerrero. Ecco la nostra recensione.

Il destino ha fatto il suo corso: Dogman di Matteo Garrone non potrà più sperare di essere candidato agli Oscar 2019 e, forse forse, la “colpa” è proprio di Roma di Alfonso Cuarón, distribuito da Netflix e vincitore del Leone d’Oro 2018.

Dire che Roma sia “un buon film” è ciò che di più sminuente si possa dire sul suo conto, perché sono tuttora convinto di aver visto il film più bello del 2018, girato con una tecnica perfetta, fotografato in modo sublime e interpretato impeccabilmente.
Ogni singolo frame del film, ogni inquadratura sapientemente studiata e costruita a puntino, potrebbe essere stampata, incorniciata e appesa come se fosse un quadro, perché Cuarón si è letteralmente superato in quest’opera destinata a fare breccia nel cuore di tutti e a rimanerci per lungo, lunghissimo tempo. La scelta del bianco e nero è poi ciò che di più azzeccato abbia visto ultimamente.

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Roma non è una robetta fatta per Netflix, che infatti ha deciso di farlo passare in alcune sale per permettergli la candidatura agli Oscar, ma è soprattutto – e finalmente – il primo vero progetto cinematografico nel quale la piattaforma di streaming ha creduto, portando a un ottimo risultato: nulla di paragonabile alle ultime produzioni targate Netflix, definibili spazzatura o poco meno.

Roma potrebbe essere diviso in due parti ben distinte della durata di un’ora ciascuna. La prima, estremamente lenta, mira a presentare con minuzia tutto il cosmo dei personaggi, ed è dove il regista mette in mostra tutta la sua bravura dietro la macchina da presa, regalandoci immagini da sogno. La seconda tranche è invece più ritmata, vi sono concentrati tutti gli avvenimenti principali, il che comporta, a mio parere, un leggero calo dal punto di vista tecnico. Resta comunque il momento che ha messo a dura prova la mia resistenza alle lacrime.

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Cuarón dirige il suo film con fare felliniano – il titolo dice già tutto – e riesce egregiamente nell’impresa, alternando tenerezza, malinconia e momenti grotteschi con sapienza e discrezione, lasciando lo spettatore in balìa di un mare di emozioni in continuo cambiamento che non può far altro che scuoterlo dalla testa ai piedi, ribaltandolo infinte volte, nel tentativo di far emergere i sentimenti più profondi.

Il cast di Roma è composto principalmente da attori emergenti o non professionisti, tra i quali spicca l’interprete della protagonista Cleo, ovvero Yalitza Aparicio, la quale si è dimostrata a dir poco eccelsa, portando sullo schermo tutta la semplicità e la naturalezza che solo una persona comune può mostrare. Un plauso anche a Marina de Tavira, affermata attrice messicana, che interpreta il ruolo di Sofia.

Roma è un vero e proprio atto di amore di Cuarón verso il suo paese, ispirato alle proprie esperienze personali e colmo di tutto l’affetto che solo un nativo può provare.

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Roma è il film più bello del 2018, e su questo non ho dubbi. Lo trovate su Netflix, dunque non avete scuse per lasciarvelo scappare. Fatemi sapere cosa ne pensate, sono molto curioso di sentire i pareri di tutti.

Alla prossima!

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