Maria Regina di Scozia: un casino inenarrabile

Josie Rourke, alla prima esperienza sul grande schermo, combina un pasticcio e confeziona un film estremamente confusionario, ma la colpa non è solo sua.
La sceneggiatura scritta male – la quale si basa sulle vicende di Mary Stuart e Elisabetta I – e artificiosamente complicata non aiuta di certo la neo regista nel suo lavoro.
Nel cast: Saoirse Ronan, Margot Robbie, Jack Lowden, Joe Alwyn e David Tennant.

 

Partiamo dal principio.
Quando vidi il trailer di Maria Regina di Scozia, mi gasai tantissimo. Sembrava davvero un bel film storico pieno di intrighi, battaglie e scene mozzafiato.
Metto subito le mani avanti: conosco solo in modo abbozzato la storia di Mary Stuart. Questo potrebbe tranquillamente aver condizionato la mia opinione sul film, quindi vi chiedo di farmi sapere nei commenti il parere di chi, invece, la storia la conosce molto bene.

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L’unica – e sottolineo unica – scena di battaglia della pellicola è girata ai limiti della denuncia, una sequenza di immagini degna della peggior serie tv a basso costo. Il resto del lungometraggio presenta ogni tanto dei guizzi di regia niente male, ma nulla possono contro i grossolani errori tecnici che vengono commessi per tutta la durata del film.
Apprezzabile, invece, la fotografia e i magnifici panorami sapientemente immortalati.
Tutto ciò si può, però, perdonare, in quanto il problema di Maria Regina di Scozia è la scrittura della sua sceneggiatura. Se posso perdonare a Josie Rourke degli scivoloni a livello tecnico – è alla sua prima esperienza sul grande schermo, ricordiamocelo – quello che non posso fare è passare sopra all’operato di Beau Willimon, autore di gran parte delle puntate di House of Cards.

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Andrò dritto al punto: io una pellicola scritta così male non la vedevo da tanto.
Ci sarebbero troppe cose da dire, perciò sento di dovermi affidare al caro e vecchio elenco puntato per riuscire a spiegare tutto.

Il film salta di palo in frasca continuamente.
La pellicola non dedica mai a una situazione più dello stretto necessario, creando con ciò un disagio perenne nello spettatore, il quale si sente letteralmente sballottato all’interno di una storia che non gli appartiene.

I personaggi sono scritti male, mai approfonditi e non hai idea di chi siano.
Mi sono ritrovato troppe volte durante la visione a domandarmi: “E questo chi è? Come si chiama? Qual è il suo ruolo?”
Troppi, troppi personaggi buttati in scena a casaccio solo per riempire un film che altrimenti sarebbe risultato ancora più vuoto di quanto già non lo sia.

I personaggi fanno cose e tu non sai perché.
Mille intrighi, mille cambi di idee, mille sotterfugi e sbalzi di umore. Non è così che si scrive una storia complessa, ma è così che si scrive una storia che fa acqua da tutte le parti.

Il rapporto tra Elisabetta e Maria è inesistente …
… ma in realtà non lo dovrebbe essere. Per quel che mi riguarda le scene fondamentali in cui appare la monarca dei Tudor si contano sulle dita di una mano, il resto sono solo inutili apparizioni per ricordare allo spettatore della sua esistenza. La banalizzazione della scelta di “proteggere” Maria per poi condannarla a morte è un colpo al cuore, sopratutto perché, anche in questo caso, non si capisce assolutamente cosa frulli nella testa della Regina d’Inghilterra.

La colonna sonora la sto ancora cercando, ma non riesco a trovarla.
Archi randomici che suonano note drammatiche non bastano per costruire un accompagnamento musicale degno di tale nome.

Gli asiatici nella Scozia del 1500.
Lungi da me fare della polemica sterile, ma mi fa stranissimo vedere degli uomini asiatici alla corte di Elisabetta.

Concludo questa digressione con un monito:
State alla larga da questo film, per l’amor del cielo!

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