Green Book: la candidatura è eccessiva

Candidato a 5 premi Oscar, Green Book di Peter Farrelly è una commedia divertente e vivace, la cui trama racconta la vera storia del viaggio tra l’italoamericano Frank Anthony Vallelonga – per gli amici Tony Lip – e Don Shirley, noto pianista jazz scomparso nel 2013.
Nel cast: Viggo Mortensen, Mahershala Ali e Linda Cardellini.
Ecco la recensione.

Tony Lip è un buttafuori di New York molto furbo, ma dai modi rozzi. Razzista, opportunista e scorretto, Tony deve spesso ricorrere a stratagemmi come scommesse e inganni per riuscire a mantenere la sua famiglia.

Don Shirley è un noto pianista di colore in cerca di un autista che lo porti in giro per il suo tour nel sud degli Stati Uniti, un territorio ostile per chiunque non sia bianco.

Quando il pub dove Tony lavora chiude, egli è costretto a cercare un nuovo lavoro e ciò lo porta a incontrare Don Shirley, il quale lo assumerà come suo autista personale.

greenbook01.png

Green Book è una commedia divertente, vivace e egregiamente interpretata. La trama è delle più semplici possibili e questo penalizza molto la pellicola. Lungi da me pretendere uno stravolgimento della storia – che ricordo essere realmente accaduta – ma non avrei disdegnato che la trama venisse manipolata in modo da renderla più avvincente. Bohemian Rhapsody, piaccia o meno, è un film che in questo senso ha insegnato tanto.
Se dunque la recitazione di quei due mostri sacri di Mortensen e Ali riesce a tenere lo spettatore incollato allo schermo e a farlo commuovere, la stessa cosa non si può dire della regia pigra e a tratti anonima che non ha mai dei guizzi e che alla lunga stanca.
Altra nota dolente è la colonna sonora, inesistente al di là dei brani classici suonati da Don Shirley.

greenbook02.png

Mi duole, dunque, dover tirare le somme e sentenziare che, purtroppo, la candidatura di Green Book a Miglior film è una grandissima forzatura (le nomination attoriali invece sono meritatissime, sia chiaro). L’elemento determinante è sempre lo stesso: un paese come gli Stati Uniti d’America che deve a tutti i costi mantenere un atteggiamento ipocrita antirazzista.

Andate al cinema a vedere questo film con la consapevolezza che andrete a vedere un lungometraggio che non vi rimarrà dentro come la maggior parte delle opere candidate agli Oscar, ma che sarà comunque un’esperienza godibile e piacevole.
In questo modo non uscirete dalla sala insoddisfatti.

Follow us:

Sguido

Annunci