Copia Originale è il film più sottovalutato degli Oscar 2019

Copia Originale vede alla regia Marielle Heller e nel cast Melissa McCarthy e Richard E. Grant. La trama racconta la storia vera di una scrittrice caduta in disgrazia. Se n’è sentito parlare ben poco, nonostante le 3 candidature agli Oscar 2019. Oggi vi dico la mia.

Lee Israel è una scrittrice di biografie che, però, non scrive da molto tempo. Non ha i soldi per pagare le bollette e per le cure del proprio gatto – l’unica cosa che riesce ad amare – . Cinica, in pessimi rapporti con la sua editrice (che non le vuole anticipare nulla, non credendo più in lei come scrittrice né nel suo progetto) ma, a dire la verità, in pessimi rapporti con chiunque. Si rende conto che, nelle librerie di nicchia, esiste un gran numero di collezionisti pronto a pagare somme notevoli pur di aggiudicarsi lettere scritte da scrittori e letterati. Questo la spinge fino al punto di iniziare a copiarle e falsificarle, scrivendole addirittura di suo pugno.

Copia Originale racconta di una solitudine che lacera, che stringe pian piano un cappio attorno al collo della protagonista che da sola, cercando a fatica di divincolarsi, non fa altro che stringerlo. Un personaggio, quello di Lee Israel, cinico e misantropo, a volte cattivo, ma con cui lo spettatore riesce, in qualche modo, a empatizzare. Il merito più grande per il ritratto meraviglioso di questa donna sullo schermo va certamente all’attrice, Melissa McCarthy, che regala un’interpretazione forte, a tratti commovente, degna della nomination all’Oscar.

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La colonna sonora jazz, New York e i circoli letterari (le feste, le librerie, gli appassionati), ci ricordano il Woody Allen di Midnight in Paris, e del famoso regista viene ripreso anche il modo di fare commedia nera, facendo ridere ma anche riflettere.

Senza dubbio, però, il pregio più grande di questa pellicola è la sceneggiatura. Copia Originale penso sia il film scritto meglio tra gli ultimi che ho visto. Un racconto fluido, senza pause non necessarie, incalzante, mai noioso. I personaggi sono delineati perfettamente e all’interno della pellicola vengono inseriti e raccontati in modo magistrale. I colpi di scena sono posizionati all’interno della storia esattamente dove dovrebbero essere, e di questo ci si accorge solo a visione ultimata, quando ci si è resi conto di aver guardato un film dall’inizio alla fine senza mai dire “questo non era necessario” oppure “sì, ma quante cose tutte insieme!”.

E finalmente. Un lavoro di scrittura che dialoga perfettamente con quello di regia e che non fa sentire la mancanza di una fotografia memorabile – non la trovo nemmeno necessaria, a dire la verità, per un racconto del genere era necessario qualcosa di sobrio e minimale, proprio come quello che è stato fatto.

Il fallimento di Lee lo temiamo anche noi. Abbiamo paura di essere soli, di non essere apprezzati, di finire ad essere affezionati solo a un gatto e all’alcool. Abbiamo paura di svendere la verità pur di fare soldi, di perdere i nostri amici e, soprattutto, di non credere più in nulla.

Abbiamo paura di non avere più sogni nei cassetti, ma tanto disordine da non riuscire più a fare spazio per le cose belle.

Copia Originale ci racconta questo, grazie a due personaggi forti, psicologicamente affascinanti, che incarnano le nostre paure e le nostre scelte sbagliate.

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Peccato averlo visto passare così in sordina, rispetto ad altri titoli che avrebbero dovuto, invece, fare la stessa fine.

Alla prossima!

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Aurora

 

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