Captain Marvel è l’esempio che ogni ragazza dovrebbe seguire

Captain Marvel è il nuovo passo in avanti dei Marvel Studios. Nell’attesa di Avengers: Endgame, scopriamo la storia di una super eroina che si rivelerà molto importante per il futuro della saga. La trama narra le origini della potente Carol Danvers, interpretata da Brie Larson. Nel cast troviamo anche Samuel L. Jackson, Jude Law e Ben Mendelsohn.

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Qui è il vostro Rob che vi scrive e torna a farlo con un nuovo scoppiettante cinecomic.

L’ultima volta ci eravamo lasciati con quella cafonata di Venom, film che non merita nemmeno il vostro tempo. Stavolta passiamo a quello che è un nuovo tassello nel coloratissimo mosaico del Marvel Cinematic Universe.

E non è nemmeno un tassello da poco, narrativamente parlando.

Prima di tutto, questo film è ambientato… prima di tutto.

Perché questa è la prima pellicola nell’ordine cronologico degli eventi Marvel e ci ritroviamo catapultati in pieni anni ’90, cosa che il film non smette di ricordarci. Lo fa dalla musica, al vestiario ed ai continui riferimenti alla cultura pop di quegli anni. Il primo impatto (letteralmente) della nostra superbionda avviene proprio contro un Block Buster, come a volerci gridare:

“HEY RAGA, AVETE CAPITO? SIAMO NEGLI ANNI ’90! QUANDO I FILM CE LI SI ANDAVA A NOLEGGIARE. BEI TEMPI, SIGNORA MIA!!”

Però sto divagando…

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Captain Marvel, si diceva, è un film di un’importanza narrativa considerevole. Gli eventi che vi si mostreranno faranno da trampolino di lancio a tutto ciò che verrà dopo (e che noi già conosciamo). Esempio: Come è iniziata quella sporca faccenda del Tesseract? Quando è nato il progetto Avengers? Perché Nick Fury è cieco da un occhio? E via discorrendo…

Però badate bene: come tanti “film delle origini”, anche Captain Marvel è tranquillamente godibile come pellicola a sé stante. Non importa se non sappiate nemmeno cosa sia un Mjolnir o se Iron Man è solo una canzone dei Black Sabbath per voi. La storia si focalizza principalmente su “Vers” e le sue peripezie tra il pianeta Kree e la nostra Terra.

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Purtroppo alla nostra Captain Marvel è toccato un film dalla regia dozzinale, esageratamente influenzata dagli stessi action anni ’90 che va citando e con poche (ma riuscitissime) trovate intelligenti. Per esempio il modo in cui ci viene mostrato il flashback della sua vita passata, senza troppi spiegoni, è un espediente veramente astuto, corredato da commenti fuori campo e “rewind” delle scene salienti.

La messa in scena dell’intero film però ricorda troppo spesso un episodio di Arrow o di Flash: prodotti televisivi di poco conto e facilmente dimenticabili. Per non parlare degli effetti speciali, un pelo sottotono tenendo in considerazione le meraviglie a cui i Marvel Studios ci hanno quasi sempre abituato. In particolare si nota nel 90% dei momenti in cui vengono messi in mostra i poteri della Capitana.

Per quanto riguarda makeup e costumi non mi soffermo troppo, perché si vola veramente alto. Il ringiovanimento di Samuel L. Jackson ed il design degli Skrulls sono esempi lampanti del lavoro ben svolto tra pennelli e lattice. Meravigliosi.

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Livello tecnico: MIOCUGGINO CON AFTER EFFECTS

La sceneggiatura è ben riuscita, ma non sempre scorre come dovrebbe. Viaggia su una giostra traballante, che non vira mai con decisione sul comico o sul drammatico, ma rimbalzando dall’uno all’altro con troppa velocità, rendendoci a volte confusi e indecisi sulle emozioni da provare. Nell’ultima mezz’ora riesce però a prendere la sua strada e lo fa anche con grande stile. Adrenalina pura!

Incredibile ma vero, il motore comico di quasi tutto il film è il nostro giovane Nick Fury. Ingenuo, non ancora indurito dai casini interstellari a cui dovrà far fronte e con ancora entrambi gli occhi, il personaggio di Samuel L. Jackson si rivela eccellente come spalla: versatile nelle scene d’azione così come nell’umorismo. Forse un po’ macchietta da “buddy movie” alla Bad Boys, ma ci piace così!

Insomma… Non ho fatto altro che parlarvi delle imperfezioni di questo nuovo cinecomic. E allora perché l’ho apprezzato così tanto? Perché questo titolo altisonante all’articolo? E soprattutto perché dovreste correre al cinema portandovi figlie, nipoti, amiche?

Perché quella cazzuta di una superbionda potrebbe fare del gran bene al loro cuore, così come ne ha fatto a me.

Perché in quest’epoca, in cui ci viene propinato un “girl power” di categoria infima e fine a sé stesso, è necessario mostrare cosa vuol dire davvero narrare di una donna forte e al tempo stesso affettuosa e simpatica. Non è la solita “maschiaccia” stereotipata ma ha una personalità tutta sua, comprensiva di debolezze che Carol stessa imparerà ad accettare e migliorare. Per una volta abbiamo un’eroina esteticamente bella ma non per questo sessualizzata e sfruttata per attirare nerd brufolosi al cinema.

Carol Danvers è l’eroina di cui tutti noi, specie il pubblico più giovane, abbiamo un disperato bisogno. Non è cazzuta solo perché “mena forte” o per le sue battute in faccia al nemico. No, Captain Marvel insegnerà a voi e a vostra figlia cosa vuol dire affrontare i pregiudizi e chi prova a buttarti giù a tutti i costi.

Carol era forte ed in gamba ben prima di ricevere i suoi poteri. Era coraggiosa, eppure è caduta una miriade di volte. Ce lo mostrano con una scena che mi fa ancora venire la pelle d’oca. Finisce a terra continuamente, fallimento dopo l’altro.

E allora lei cosa fa? Che cosa ha sempre fatto?

Si è rialzata. Ogni. Santa. Volta.

Perché Captain Marvel è quel tipo di supereroina che parla a tutti noi e in cui noi tutti, uomini e donne, piccoli e grandi, possiamo e forse dobbiamo identificarci.

Un abbraccio potente a tutti e…

“Siate la migliore versione di voi stessi.”

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-RiccioRob