Triple Frontier, un film da domenica pomeriggio

Triple Frontier è uscito il 13 Marzo su Netflix Italia e vede alla regia J. C. Chandor, e nel cast Oscar Isaac, Ben Affleck, Charlie Hunnam, Garrett Hedlund e Pedro Pascal. La trama parla di cinque ex soldati che decidono di stanare e derubare un narcotrafficante. Ecco la nostra recensione.

Non mi soffermo sulla storia travagliata della regia e della produzione di Triple Frontier, che è uscito la settimana scorsa su Netflix: a noi basta sapere questo.

Un cast che brilla e una trama che promette bene: mi è stato presentato così e non potrei descriverlo meglio.

5 ex commilitoni vengono riuniti da Santiago Garcia, detto Pope (Oscar Isaac), per portare a termine il suo piano di stanare e derubare Lorea, un boss della droga sudamericano. La Tripla Frontiera che dà il titolo al film è quella tra Bolivia, Brasile e Paraguay, dove Pope ha scoperto nascondersi Lorea.

I protagonisti sono spinti da una motivazione un po’ debole, a mio avviso. Essi credono, infatti, di meritarsi di meglio, dopo aver combattuto per il loro paese, e invece si trovano a portare a scuola le figlie con un poco entusiasmante pick-up, oppure ad avere problemi di droga. In film di questo calibro, siamo abituati a questo tipo di sbavature, e infatti mi sento di non dare troppo peso nemmeno a quel paio di decisioni dubbie che prendono i personaggi durante il film.

In fondo si tratta di un action ben impacchettato, che non si allontana dagli standard che lo spettatore medio ha per pellicole simili.

Il problema principale di Triple Frontier, per quanto mi riguarda, è relativo alle 2 ore nelle quali i fatti importanti sono distribuiti in modo totalmente disomogeneo, col risultato di renderlo meno scorrevole – a tratti troppo denso, lento, e spesso con un tempismo sbagliato.

Il colpo di scena finale – che sarebbe dovuto arrivare obbligatoriamente, altrimenti sarebbe stato un film su un viaggio in elicottero che sarebbe potuto andare meglio – non sorprende poi così tanto. Anche se qualcuno riuscisse a rimanerne sorpreso, il film non toccherebbe comunque corde profonde nella maggior parte degli spettatori.

È un film sul fallimento, Triple Frontier, racconta una missione che è partita bene e che pian piano va a sgretolarsi su sé stessa fino a rimanere un mucchietto di cenere che forse è meglio non ricordare nemmeno. Riesce a farlo con simboli spesso molto didascalici che però aiutano a far passare un messaggio che, però, ha un retrogusto un po’ amaro.

Avrebbe dovuto essere scritto meglio, per essere un film memorabile.

Una fotografia abbastanza curata lo rende piacevole da vedere, gli innumerevoli luoghi che si attraversano e sorvolano sono visivamente sublimi, proprio per il loro essere selvaggi e pericolosi. Gli attori portano a casa delle discrete prove, soprattutto Ben Affleck, che vediamo un po’ appesantito ma che interpreta molto bene il soldato che non sa bene cosa fare nel mondo “normale”.

Triple Frontier è uno di quei film da vedere quando non si ha nulla da fare, la domenica pomeriggio o la sera quando si è troppo stanchi.

Sarebbe potuta andare sicuramente meglio.

Alla prossima!

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Aurora