Sick Note è una serie incredibile, ma nessuno lo sa

Sick Note è una miniserie comedy in due stagioni, disponibile su Netflix. La trama racconta di una diagnosi errata di cancro, e delle incredibili peripezie che ne seguiranno. Nel cast Rupert Grint e Lindsay Lohan. Ecco la nostra recensione.

Perché non vi piace Sick Note?

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Sick Note è una miniserie in due stagioni, due perché non hanno ancora né smentito né annunciato il rinnovo di una terza tornata di episodi. Originariamente prodotta da Sky, per la gioia dei nostri occhi Netflix ha messo le mani pure su di lei, aggiungendola al proprio catalogo. C’è Rupert Grint; c’è Lindsay Lohan; c’è una storia talmente improbabile da essere vera che mi aveva acchiappato il midollo. E voi ora mi state dicendo che potrei non sapere mai come andrà a finire?

Perché Sick Note, sulla carta, non ha nulla di strabiliante: serie comedy, puntate vecchio stile da venti minuti – ma attenzione: qui stanno tornando la norma –, e movimenti di macchina schizzanti su un montaggio regolato con la bolla ai tempi comici dello schermo. Pure la collocazione, ad oggi, è generalista.

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Il perfetto lasciapassare per una serata noiosa, all’insegna del già visto. Invece. Invece è proprio qui che dovreste ricredervi, perché Sick Note è un prodotto incredibilmente fresco, che frizza fin dalle espressioni dei protagonisti, dove un ruolo di primo piano giocano le labbra truccate sempre al limite dello sbavato dei membri femminili del cast. Una serie che tratta di temi scontati in un modo non banale, riuscendo a raccontarci a carte scoperte di quanto possano essere falsi i rapporti interpersonali, di come sia difficile accettare ad ogni secondo la verità, e anche come, in fondo, siamo tutti alla disperata ricerca di amore, e come esso sembri, in varie forme, continuamente eluderci. Sarà per questo che preferiamo le voci delle chat online alle facce in carne e ossa, la pizza fissa al mercoledì sera e un letto caldo che ci accoglie alla fine di una giornata in ufficio.

Sick Note vuole parlarci di punti fermi, e di tutte le infantili speranze che continuiamo a riporre in essi. Ci fa capire che, sì, ci piace avere dei motivi per affezionarci agli altri; e che, allo stesso tempo, un tale rapporto non potrà che essere fondato sull’egoismo. Il che vale a dire: si fa presto a dire “insieme”.

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A scriverla tutta, Sick Note non fa ridere, piuttosto, sorridere. Ci permette di distendere le rughe d’espressione per una quarantina di minuti al giorno – almeno due se ne guardano, di episodi – davanti alla bonaria caricatura di un esaltato poliziotto inglese di provincia, o al rubicondo e paffutello irlandese di turno, reietto della propria razza, proverbialmente attaccabrighe, per sapersi esprimere solo con linguaggio forbito e filastrocche per bambini. Sick Note è la storia di una diagnosi di cancro fatta per sbaglio, e di tutte le peripezie che, tra soldi, inseguimenti, e ricatti, ne seguiranno.

Sempre nel tentativo, manco a dirlo, di occultare l’errore.

Ecco perché io voglio che rinnovino la serie per una terza stagione. Ed ecco perché non capisco come mai voi stiate ancora guardando questa pagina web, e non il primo episodio di Sick Note.

Enjoy!

giphy.

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