L’ottava stagione de Il Trono di Spade parte bene

È andato da pochi giorni in onda il primo episodio dell’ottava stagione di Game of Thrones – in Italia Il Trono di Spade – e noi non vediamo l’ora di parlarvene.
Ecco la nostra recensione.

In fin dei conti è andato tutto bene.
Anzi, viste le premesse, direi benone.
Ma purtroppo sappiamo già che prima o poi andrà tutto in rovina. Perciò godiamoci questo primo episodio che, personalmente, mi ha ricordato i vecchi fasti della serie. Maledetta nostalgia.

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Questo sono io che penso a quanto era bella la S4

Ormai paragonare GoT alle sue prime stagioni non ha senso, poiché ormai questo show va contestualizzato perciò che è diventato dalla scorsa stagione.
Quindi piuttosto che piangere e lamentarmi – cosa che ho già fatto durante la messa in onda della season 7 – cerco di trovare quel poco di buono che è rimasto e di apprezzarlo maggiormente.
Per carità, stiamo pur sempre parlando di un episodio che, in fin dei conti , non è altro che un’accozzaglia maldestra di reunion e fan-service a volte talmente spudorato da mettere in imbarazzo lo spettatore, ma personalmente ho risolto guardando l’episodio insieme ad amici in modo da smorzare il disagio con urletti da groupie e applausi che manco Ciao Darwin.
Nonostante faccia fatica a perdonare alla premiata ditta D&D la piega trash presa dall’episodio in più frangenti – in primis il volo di Jon e la conseguente scenata di gelosia di Drogon e poi l’imbarazzante scambio di battute tra Gendry e Arya – non ho potuto far altro che guardare tutta la puntata con un sorriso da ebete stampato in volto: è troppo bello vedere i personaggi che da nove anni popolano l’immaginario collettivo di milioni di persone che finalmente si rincontrano tutti in uno stesso luogo dopo mille peripezie.

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Punto a favore dell’episodio è sicuramente la lentezza che lo ha contraddistinto, nonostante il continuo susseguirsi di situazioni che strizzano l’occhiolino ai fan più affezionati.
Peccato per l’infelice scelta di dare a Sam il fardello di svelare a Jon la sua vera identità: più che una rivelazione sembrava di assistere a una telefonata tra due persone che si devono accordare su dove andare a fare aperitivo.
Davvero un gran peccato.

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È inutile. Non sa recitare.

Confusionaria anche la proposta di Qyburn a Bronn, il quale, seppur riluttante, sembra accettare la proposta della Regina. Speriamo che sia tutto un bluff del mercenario, anche se penso che questa vicenda porterà alla sua dipartita per mano dello Sterminatore di Re.
Euron finalmente si bomba Cersei, anche se non sappiamo cosa diavolo frulli nella testa della Regina. La Lannister più figa dei Sette Regni ha sempre un piano in mente e niente di quello che fa è casuale, nemmeno una scopata. Mi fa strano che voglia uccidere Jamie, ma che l’abbia lasciato scappare tranquillamente da King’s Landing nello scorso episodio. Svista degli sceneggiatori o piano malefico?

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Tyrion Lannister non è più il Tyrion di Martin, ma ormai ce ne siamo fatti una ragione. Relegato al mero ruolo di oratore dalle dubbie capacità – non ha mai più fatto un discorso bello quanto quello tenuto al processo – non riesco a immaginare un finale glorioso per il folletto di casa Lannister.
Sansa e Cersei sono, in fin dei conti, gli unici personaggi che ancora mantengono una scrittura del personaggio degna di tal nome e sono, a questo punto delle serie, le vere e proprie colonne portanti dello show. Ormai inutile il ruolo di Dany che addirittura si stupisce che al Nord non ci sia cibo per i suo figlioli. Bionda e stupida, ormai, non è più solo un modo di dire.

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E per concludere, Ser Jaime Lannister.
Tralasciando il fatto che il buon Nikolaj Coster-Waldau saprebbe rendere gay qualunque eterosessuale, la sua entrata in scena – senza pronunciare parola – e i suoi dieci secondi contati di schermo, sono valsi tutta la puntata. Mamma mia, brividoni.

E voi? Come avete trovato questo primo episodio?
Fatecelo sapere nei commenti!
Ci vediamo settimana prossima.

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