Avengers Endgame non è un film, ma un’esperienza di vita [NO SPOILER]

Diretto dai fratelli Anthony e Joe Russo, quest’ultimo capitolo della saga dell’Infinito ci porta allo scontro finale contro il potente Thanos. La trama di Avengers Endgame inizia dove Infinity War termina, dopo un lungo anno di attesa. Nel cast Robert Downey Jr, Chris Evans, Mark Ruffalo, Scarlett Johansson, Chris Hemwsworth e tutto il resto della super-combriccola.

Ogni viaggio, seppur lungo undici anni, prima o poi è destinato a finire.

Era dalla breve comparsa del faccione ghignante di Thanos, nelle scene post-credits del primo Avengers, che aspettavamo questo momento. Abbiamo imparato a conoscere i nostri eroi preferiti, ad amarli per le loro qualità ma soprattutto per i loro difetti. Abbiamo protetto il nostro pianeta insieme a loro, lotta dopo lotta. Ognuno ha fatto il possibile e dato il massimo fino all’ultimo raggio laser, l’ultima ragnatela, incantesimo, freccia o pugno micidiale.

A volte però, anche gli eroi migliori falliscono e cadono rovinosamente.

Cadono ed arrivano a un punto in cui non riescono più ad alzarsi.

Qualcosa di immensamente più grande ha annichilito il loro coraggio ed ora si ritrovano a fare i conti con i rimorsi, la frustrazione, la perdita di tutto ciò che li mantiene vivi.

E con loro, anche il resto dell’universo soffre ed urla in preda alla disperazione. Quasi tutti hanno perso famiglia ed amici e sembra impossibile andare avanti in questo nuovo mondo devastato a metà.

L’elaborazione del lutto e del fallimento. Su questo si concentra la prima parte del film. Le atmosfere cupe, l’azzeccata scelta musicale e la notevole performance attoriale dei protagonisti (Robert Downey Jr. su tutti) strazia il cuore e trascina in un oblio nero ed opprimente. Ognuno sta cercando di scacciare i propri fantasmi come può, senza mai riuscirci.

Ma bisogna andare avanti, sempre.

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Ci sono momenti però, in cui scatta una scintilla dentro. Arriva qualcosa che ci dona le forze per riprovare, ancora una volta, a rialzarci in piedi. La speranza.

Può giungere sotto forma di un vecchio amico, creduto morto, con una tuta restringente ed un idea assurda, ad esempio.

Ant-man sarà questa scintilla che riaccenderà i cuori dei compagni. La sua idea, che non rivelerò, è completamente folle ma può rimettere a posto tutto quanto. I Vendicatori hanno di nuovo qualcosa per cui vale la pena combattere.

Allora è il momento di smetterla di piangere, di trovare rifugio nell’alcool o nella violenza. C’è bisogno di tornare alla carica, rimboccarsi le maniche ed affrontare una nuova battaglia nell’unica maniera più sensata: UNITI. Ad ogni costo.

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Forse è banale, datemi pure dello sciocco sentimentalista, però più volte il film mostra l’importanza dell’unione e della famiglia in senso più ampio del termine. Non c’è mai sfida abbastanza grande che non possa essere affrontata, con coraggio, accanto alle persone che ami.

Non importa se il nemico ha un guanto che può piegare la realtà a suo piacimento. La vita, ed i paladini che la difendono, troverà sempre e comunque il modo di trionfare.

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Thanos in questo momento gode dei frutti del suo operato. Vive nella sua capanna in mezzo al nulla, in un setting che incrocia la palude di Shrek con il Mulino di Antonio Banderas. Ha letteralmente appeso l’armatura al chiodo e si gode la sua immeritata pensione. Un villain che fin da subito ha conquistato il cuore del pubblico per la sua presenza scenica e per le sue motivazioni. Cattivo non fine a sé stesso, ma per uno scopo ben preciso e forse anche condivisibile, seppur nella sua logica follia.

Un personaggio ben scritto, in grado di evolversi anche all’interno di questa nuova pellicola. Parlarvene troppo è seriamente rischioso e potrebbe rovinarvi la trama. Sappiate solo che il Titano Folle saprà come vendere cara la sua pelle viola.

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Ho deciso di saltare i discorsi sulla parte tecnica di questo capitolo. Principalmente perché il budget è elevatissimo, i fratelli Russo sanno fare il loro mestiere in cabina di regia, il sonoro spacca tutto lo spaccabile e gran parte del cast riesce a dare il suo meglio.

La sceneggiatura è carica di pathos, salta tra l’heist movie e il film drammatico, per poi passare al fantasy mitologico e alla fantascienza pura, forse a cavallo tra Star Wars e Doctor Who. Il tutto senza mai dimenticare l’ironia che caratterizza l’universo Marvel. Uno script che non manca di scivoloni ed alcune incongruenze, ma talmente trascinante, insieme a tutto il contorno estetico, che difficilmente darete peso ai difetti. A meno che non siete i soliti saccenti puntigliosi e senz’anima alla “fumettaro dei Simpson”.

Che vi piaccia o no, siamo di fronte al più grande evento storico del cinema d’intrattenimento. Un evento di portata così grande che tutti e dico TUTTI i prossimi film di genere dovranno fare i conti con la potenza di Thanos e della sua saga. Per questo motivo Avengers Endgame sarà per sempre un enorme pilastro del cinema moderno, anche solo per ciò che ha fatto nascere PRIMA della sua visione.

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Non siamo di fronte ad un film perfetto, anzi. Però abbiamo sicuramente vissuto un EVENTO perfetto. Abbiamo raggiunto orizzonti magnifici ed inesplorati in questi undici anni di viaggio tra le stelle.

Riesco ad associare buona parte dei film di questa saga a molte fasi della mia vita. Sono cambiate molte cose, dalle persone che mi accompagnavano in sala fino all’uomo che sono diventato. In ogni fase Iron Man, Capitan America, Thor, Hulk e tutti gli altri erano sempre lì con me, pronti a difendere la Terra ancora una volta, pronti a ricordami che un vero eroe non si vede da quanti fulmini riesce a scagliare, ma dalla grandezza della sua anima e la consapevolezza delle sue debolezze.

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Avengers Endgame rappresenta la summa di tutto ciò che il Marvel Cinematic Universe ci ha donato negli anni e le strizzate d’occhio ai vecchi film sono frequenti (A volte troppo, devo ammettere). Ci si emoziona nella maniera più pura e fanciullesca, dopodiché si piange moltissimo. Poi Rocket Raccoon ci strappa una risata, ma un dialogo di Thor fa piangere ancora e subito dopo Cap ci fa venir voglia di saltare sulla sedia e urlare come forsennati.

Il coinvolgimento, è questo il segreto della Saga. Vorresti entrare anche tu nello schermo a dare una mano a sconfiggere quel folle Titano, gridare “Vendicatori Uniti!!” e gettarti nella mischia, prendere Capitan Marvel e dirle che la amate (…forse sto esagerando) ed infine godersi nuovamente la libertà e la pace del nostro pianeta.

Lasciate perdere qualunque preconcetto abbiate su questo film. Ignorate le critiche e sospendete la vostra incredulità per tre ore. Entrate in sala con gli stessi occhi che avevate in tenera età, quando ancora riuscivate a stupirvi e il vostro senso di meraviglia illuminava il mondo intorno a voi.

Vi auguro che qualunque “Thanos” si presenti nella vostra vita, qualunque schiocco di dita vi sconvolgerà l’esistenza, riusciate sempre ad andare avanti come i Vendicatori.

Uniti e coraggiosi.

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RiccioRob

 

 

 

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