10 film in bianco e nero che dovete assolutamente vedere

La nostra classifica dei migliori film in bianco e nero di sempre, con trama, cast, e indicate le principali recensioni!

Guardare film in bianco e nero fa sempre tanto “intellettuale“. Sì, ma quali scegliere, se davvero volete fare la figura degli acculturati? Ci pensiamo noi! Seguite questa lista e il successo sarà assicurato.

Quarto Potere (Orson Welles, 1941)

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Fino a poco tempo fa questo film era stato votato come il più influente sull’intera storia del cinema, e a buona ragione: il superbo impiego delle tecniche di ripresa – qui introdotta la nozione di “profondità di campo” – e la spietata critica sociale lo rendono un sicuro capolavoro, e probabilmente la più riuscita opera di Mr. Welles.

Il mistero del falco (John Huston, 1941)

Quando vi chiederanno che cos’è il film noir per l’America, rispondetegli consigliando la visione di questo film. Adattamento de Il falcone maltese di Samuel Dashiell Hammett, questo thriller al piombo caldo vede personaggi ambigui rincorrersi e corteggiarsi in una disperata competizione per il ritrovamento della preziosissima statuetta di, appunto, un falchetto, i cui ultimi legittimi proprietari erano stati i Templari di Malta. Una Mary Astor così sexy si trova difficilmente; e per le donzelle, resta sempre il buon vecchio Bogey per rifarsi gli occhi.

Casablanca (Michael Curtiz, 1942)

Pietra miliare del cinema hollywoodiano, questo film ha fatto sospirare e sognare ben più di una generazione di signore e signorine. L’accoppiata Bogart-Bergman fa scintille sulle note di una colonna sonora iconica, che accompagna una storia di quotidiano eroismo in tempi storici decisamente problematici.

Vertigine (Otto Preminger, 1944)

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Rimaniamo in ambienti e anni noir, ma, cambiando lato dell’Atlantico, cambia anche il modo di rappresentare e intendere questo fortunato genere cinematografico. Preminger, regista tedesco emigrato negli Stati Uniti, mette infatti in scena le ossessioni di un uomo, che s’inframmezzano a omicidi, indagini, e misteriosi ritratti in un ambiente in cui la sensualità morbosa e le allucinazioni sono all’ordine del giorno.

Psycho (Alfred Hitchcock, 1960)

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Pochi film hanno saputo impressionare l’immaginario occidentale come Psycho: Hitchcock chiude in bellezza, con questo film, la stagione del noir, affermandosi quale(insuperato?) metro di paragone per tutto uno stile cinematografico. C’è anche un remake moderno a colori, è di Gus Van Sant. Ma io vi consiglio di godervi l’originale.

Il dottor Stranamore – Ovvero: come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare la bomba (Stanley Kubrick, 1964)

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Se siete di quelli che dicono che Kubrick è troppo complicato, o che 2001: Odissea nello spazio è troppo lento, tacete. E guardate Il dottor Stranamore, di sicuro il film più “pop” del compianto regista di New York, che qui dispensa verità e inquietudine con il contagocce: sempre al punto giusto, mai calcando troppo la mano. resterete rapiti da un bianco e nero che pare esplodere (ihih) di colori.

Persona (Ingmar Bergman, 1966)

Intricato, convincente, straziante; Bergman firma un affresco della psiche umana potente, corredandolo di una narrazione condotta sul filo del rasoio, accoppiata con coraggiose scelte di montaggio. Un minuto di silenzio per Bibi Andersson, musa del regista svedese, recentemente scomparsa.

The Artist (Michel Hazanavicius, 2011)

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Chi l’ha detto che i film in bianco e nero debbano per forza essere “vecchi”? Cinque Oscar hanno segnato l’uscita nelle sale di questa favola dolce ma non troppo, e per una volta non possiamo che trovarci d’accordo con i giudici dell’Academy. The Artist è un film perfetto non solo per tutti i nostalgici, o gli amanti della musica sul grande schermo; è il modo perfetto per concludere una giornata lavorativa, o per concedersi un finesettimana dentro-porta con una persona speciale.

Cold War (Pawel Pawlikowski, 2018)

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Vi abbiamo già detto che siamo impazziti per Cold War (per saperne di più sul film, cliccate sul titolo in alto), ma lo vogliamo ribadire. Tutto è perfetto, nel film del regista polacco, dove l’assenza di tonalità cromatiche diventa una vera e propria condizione esistenziale per i protagonisti, uno stallo dal quale, ahimè, sarà difficile uscire. Probabilmente è anche merito della fotografia: secca, pungente; le cui immagini laconiche dicono persino troppo.

Roma (Alfonso Cuarón, 2018)

Sarebbe ingiusto, e profondamente sbagliato, chiudere questa classifica senza farvi figurare Roma. Il film più chiacchierato dell’anno, già dichiarato opera massima di Cuarón, si impone per il suo bianco e nero lussurioso, perfetto compagno di una storia di vita, morte, e (ri)nascita ambientata in un Messico apparentemente senza tempo, perennemente uguale a se stesso. Roma è sicuramente tra i film da vedere quest’anno, se già non l’avete fatto lo scorso. Tanto, è su Netflix [cit.]. (P.S. Cliccate sul titolo in alto per sapere che cosa abbiamo detto noi di questo film.)

Enjoy!

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ET

 

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