Pokémon: Detective Pikachu, un film che fa tornare bambini

È un successo al box office il primo live action sulle creature fantastiche più amate della storia, fra nostalgia e comicità per nulla scontata. Una trama semplice bilancia un cast azzeccato che ha come assoluto protagonista Ryan Reynolds, doppiatore di Pikachu. A voi la nostra recensione, scritta con un grosso sorriso sulle labbra.

Basta un solo pika, pika! per farci balzare indietro nel tempo, a quando tornavamo a casa da scuola al pomeriggio impazienti di vedere lui apparire sullo schermo, il leggendario Pikachu. Così tenero da far innamorare chiunque, è infatti lui il vero protagonista di questo primissimo live action sui Pokémon, uno di quei live action che nessuno cercava, ma che tutti sono contenti di veder finalmente realizzato.

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Ambientato all’interno del Pokémon Universe, in cui umani e Pokémon vivono in armonia, il film si concentra sull’avventura di una inaspettata coppia, un ragazzo, Tim Goodman, che ha ormai rinunciato a fare l’allenatore di Pokémon, e un Pikachu detective, che ha perso la memoria. I due si incontrano poco dopo la scomparsa di Harry Goodman, padre di Tim e compagno di Pikachu: il ragazzo non parla con il padre da anni e Pikachu sembra non avere alcun ricordo di quello che gli è successo e del perché si sia dimenticato del proprio partner. Ma una cosa è chiara: è disposto a tutto, pur di ritrovarlo, e per farlo gli servirà l’aiuto di Tim.

La storia narrata è dunque quella di una missione di salvataggio, che condurrà Tim e Pikachu sulle tracce di quello che sembra un complotto ordito ai danni sia dei Pokémon che dei loro compagni umani, e che, soprattutto, li porterà a legare sempre di più, fino a diventare partner.

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Il punto forte di questo film non è la trama, e su questo penso siamo tutti d’accordo. Pur con qualche interessante colpo di scena, la storia risulta abbastanza semplice e scontata, a tratti un po’ lenta, e la relazione tra Tim e la sua co-protagonista femminile non è neanche lontanamente approfondita abbastanza da farci affezionare al personaggio di Lucy Stevens. È piuttosto chiaro quale risulta essere l’intento del film, che personalmente mi sento di promuovere: Pokémon: Detective Pikachu è a tutti gli effetti un film sui Pokémon, il suo scopo era portare i Pokémon sul grande schermo, più che mettere in scena chissà quale articolata narrazione o tematica socialmente importante – grazie a Dio! E lo scopo è stato effettivamente raggiunto: se la trama passa in secondo piano, è perché la nostra attenzione è interamente concentrata su queste creaturine che mai avremmo creduto di vedere nella realtà, e che ora sono così vere che quasi possiamo toccarle.

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Una trama che, comunque, risulta tutto sommato piacevole, senza grossi buchi nella narrazione, soddisfacentemente lineare e con un buono, buonissimo ritmo, che guida lo spettatore fino alla conclusione senza un attimo di noia. Conclusione che, con il suo colpo di scena, personalmente ho ritenuto commovente. Insomma, la lacrimuccia è scesa. E questo, appunto, grazie alla figura di Pikachu, che cattura il cuore di chiunque, così tremendamente adorabile e al contempo così intelligentemente comico. Un vero protagonista, insomma, che acquista uno spessore non solo fisico, ma anche emotivo, così da renderlo un personaggio davvero a tuttotondo.

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Un elogio va a Ryan Reynolds, doppiatore perfetto per questo Pikachu irriverente ed esplosivo: un Ryan Reynolds che è ormai entrato nei nostri cuori e sembra aver trovato la strada che più gli si addice, ovvero far ridere la gente. Ma farla ridere di gusto, e non come l’ha fatta ridere in Lanterna verde, cioè per l’imbarazzo.

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E un immenso elogio va ai tecnici, che hanno creato un esercito di Pokémon con una CGI che dovrebbe far invidia a chiunque. Non solo queste creature appaiono estremamente realistiche, ma sono anche totalmente fedeli all’originale, per tacere del fatto che una delle imprese più ardue per la CGI è proprio rendere in modo realistico la tenerezza di un personaggio che fino a ieri conoscevamo in forma di cartone animato, impresa che in questo film è riuscita alla grande. Così alla grande che è triste pensare che, in realtà, non esistono.

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Probabilmente nessuno si aspettava chissà che da Pokémon: Detective Pikachu, e alla fine siamo rimasti per la maggior parte piacevolmente sopresi. Film da vedere, anche solo per l’accuratezza con cui i Pokémon sono ritratti; film che vi farà davvero tornare bambini e vi aprirà il cuore ogni volta che nella vostra mente riecheggerà quel pika, pika! ormai diventato mitico.

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Cecilia

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