John Wick 3 – Parabellum è una carica continua di adrenalina

Il terzo film della saga di John Wick, interpretato sempre da un immortale Keanu Reeves, raggiunge i livelli sperati di azione ed è in grado di far mantenere il fiato sospeso in più di un’occasione. Con delle aggiunte al già precedente cast stellare, tra cui Anjelica Houston, Halle Berry e Mark Dacascos, il film ci catapulta in una guerriglia che coinvolgerà mezzo pianeta terra, causa di un piano inclinato che non sembra volersi arrestare.

 

Il film inizia esattamente dopo gli avvenimenti del capitolo precedente. John e il suo cane “Cane” camminano velocemente e in maniera piuttosto schiva per le strade di New York, perché di lì ad un’ora avrà luogo la sua scomunica e il contratto che pende sulla sua testa, per un valore di 14 milioni di dollari, sarà ufficialmente aperto. John affida nuovamente il cane al concièrge del Continental e si dirige verso la biblioteca, per ritirare le ultime monete d’oro che ha conservato, insieme a una promessa di pegno e un crocifisso. Dopo aver ucciso malamente un suo assalitore con un libro, si sposta nel Tarkovskij Theatre, un teatro nel quale la mafia bielorussa ha sede. Il crocifisso è un “biglietto” che John può/vuole utilizzare per poter raggiungere le sponde del Marocco, a Casablanca. Da lì in poi, tutto comincerà a prendere una brutta piega.

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Devo essere sincero, quando ho visto su internet la durata della pellicola ho storto un po’ il naso, pensando che avrebbero allungato inutilmente il brodo con scene del tutto dimenticabili. Questo perché i tre film sono andati via via aumentando la loro durata, partendo con una timida ora e mezza nel primo, sforando di poco le due ore nel secondo capitolo e qui si arriva quasi alle 2 ore e mezza. Questo per via del grande successo e apprezzamento di pubblico che hanno riscontrato nel corso degli anni? Probabile. In ogni caso, queste (quasi) due ore e mezza sono volate.
Il film è un continuo saliscendi di scene action girate al cardiopalma, con uno studio perfetto del ritmo narrativo, tale per cui lo spettatore non può fare altro che rimanere con gli occhi incollati allo schermo, mentre la sua adrenalina aumenta a dismisura.

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Il lato tecnico del film, diretto ancora una volta da Chad Stahelski, rimane altissimo, come è stato anche per i precedenti due capitoli. L’estetica con i colori fluo e la macchina da presa che segue pedissequamente ogni calcio, ogni pugno, ogni sparo e ogni coltellata sono una mano che ti accompagna verso l’inferno. Un Cicerone, un Virgilio particolarmente sadico a cui piace mostrarci tutte le atrocità che vengono compiute in questo universo narrativo (del quale parleremo più in là). Gli effetti speciali sono perfetti e, a parte alcune situazioni in cui è visibile la mano del computer, in tutte le altre scene di combattimento con sangue, morti e “mazzate“, il tutto è affidato alla bravura degli stuntman, ai quali mi viene sinceramente di fare i complimenti, perché il modo in cui sono stati gestiti, a livello coreografico, nei combattimenti, è stato particolarmente notevole e grazie alla loro capacità di “volare per aria”, possiamo godere di una danza di violenza che lascerà soddisfatto il nostro occhio critico.
Non credo di dovere spendere particolari parole nei confronti della recitazione degli attori, in quanto non è di certo di monologhi memorabili e di composizioni di dialoghi infiniti del quale è composto questo film. Keanu Reeves ha la sua espressione cupa e tetra e tanto basta, tutti gli altri sono solo molto incazzati e tanto basta.

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Se il lato tecnico ed estetico è un punto forte della saga di John Wick, quello che però lo rende così iconico è tutto l’universo narrativo che gli gira attorno. Questo mondo interconnesso attraverso una lobby intoccabile di individui che decide le sorti di coloro i quali gli stanno al di sotto, senza subirne le conseguenze, è decisamente inquietante e affascinante. Specialmente se consideriamo il fatto che la maggior parte di quelli che “stanno sotto”, siano una specie di braccio armato assetato di sangue e di soldi, pronti a tutto pur di terminare qualsiasi contratto gli si pari davanti. Onore, disciplina e regole sono le cose che caratterizzano la quasi totalità degli assassini che compongono questa associazione, con pene asprissime per coloro i quali decidono di infrangerle.
Ciò che rapisce di questo universo parallelo è che tutti sembrano sapere tutto di tutti. Nessuno è al sicuro, perché non ti puoi fidare veramente di nessuno. Sono pochi gli amici ai quali affideresti un segreto, ma ai quali non ti conviene affidare la vita.
Continui cambi di sponda e cambi di alleanze vi porteranno a domandarvi in ogni momento chi potrà essere il prossimo amico e chi il prossimo nemico di John. Ognuno agisce per il proprio bene, per la propria vita, nell’unico modo in cui è in grado di farlo: uccidendo.

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Insomma, andatevi a vedere questo terzo capitolo e, se non avete visto i due film precedenti recuperateli, perché vi state perdendo una delle saghe action più belle che il cinema contemporaneo abbia mai sfornato.
E nel caso in cui l’abbiate visto, che ne pensate? E’ piaciuto così tanto anche a voi? Fatemelo sapere!
Dōmo Arigatō, e alla prossima!

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Jakk

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