Fashionista: il cinema indipendente contro la cultura dell’apparenza

Fashionista è un film di Simon Rumley, regista indipendente britannico. Presentato in concorso alla quindicesima edizione del Ravenna Nightmare Film Festival, dove ha ricevuto il Premio della Critica, viene adesso distribuito in Italia da The Dark Side of the Movies in collaborazione con CINEMAF. La trama racconta le vicende di April e Eric, coppia in crisi proprietari di un emporio di vestiti. Nel cast anche Amanda Fuller, Ethan Embry, e Alex Essoe.

La fisicità è un’ossessione, nel mondo di Simon Rumley, regista inglese tra i più apprezzati sulle scene indie contemporanee. Un’ossessione che colpisce particolarmente April ed Eric, marito e moglie di Austin, Texas, proprietari di un negozio di vestiti, o meglio, di un gigantesco “emporio”, in cui potreste comprare più o meno qualsiasi aggeggio atto a ricoprire il vostro corpo. Il loro matrimonio sembra andare bene, e i due appaiono perfettamente compatibili. Quand’ecco che viene assunta una nuova, giovane commessa, presenza che turberà la relazione a tal punto da far dubitare April della fedeltà del partner. Così, dopo aver cacciato di casa Eric, la ragazza inizia un viaggio alla riscoperta di se stessa, nello spasmodico tentativo di riappropriarsi di un’identità che non ha mai sentita davvero “propria”. E quale miglior modo per farlo che saltare da un completo all’altro, affidandosi al confortevole involucro di una pelle nuova?

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Perché quello che Rumley ci presenta è un essere umano alla deriva, impegnato a procurarsi surrogati d’amore: una vera e propria reificazione della persona; una desolata natura morta di relazioni sterili, improntate al possesso, dove la sola cosa importante è essere carini e piacenti per continuare a essere scelti, giorno dopo giorno. Una grottesca lotta per la vita appiattita sul presente, dove l’obiettivo non è la riproduzione, ma il mero perseguimento del piacere momentaneo, fine a se stesso.

Si può dunque uscirne, ci si può salvare? La risposta sembra arrivare dalla camera stessa di Rumley, occhio onnisciente ed esterno alla vicenda, che mette alla berlina tutti i personaggi, senza riservare trattamenti di favore o sguardi pietosi. Il regista gioca con le inquadrature, la fotografia, e i salti temporali per cucire una narrazione che ha tanto della citazione, quanto parecchio del personale; tanto del realistico, quanto del metaforico. Il tutto inserito in un’atmosfera densa, impregnata di colori: è proprio questa ad affermarci, a primo impatto, che l’identificazione cosa-persona è ormai completa. Si fa fatica, a tratti, a non incrociare gli occhi cercando di distinguere gli attori dalla massa di toni fluo che compongono l’universo allucinato delle esistenze cheap, kitsch & chic dei personaggi di Rumley. Che diventano anche le nostre, se ci ricordiamo come cerchiamo di “abbellirci” quando decidiamo che è il momento di rinnovare il guardaroba.

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Il regista Simon Rumley 

L’unica via di redenzione rimane dunque l’uscita, il levarsi dal gioco. Questa la sfida che April si trova a dover vincere in quello che si presenta come il tragico romanzo di formazione di una quotidiana, fragile anti-eroina dei giorni nostri. Un’avventura a cui tutti noi assistiamo con un po’ di angoscia, preoccupati di scoprire che alla fine l’unico sbocco possibile sia il fallimento. Rumley, insomma, ci serve a freddo uno spaccato di verità; astenersi perditempo. Per tutti gli altri, preparatevi. Sarà un’esperienza che non dimenticherete.

Fashionista è distribuito in Italia da The Dark Side of the Movies in collaborazione con CINEMAF, ed è disponibile online dal 20 maggio scorso al costo di €4,99. Per essere reindirizzati alla piattaforma online di CINEMAF, cliccate → qui.

Enjoy!

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