Spider-Man: Far From Home è il perfetto tributo a Iron Man

Sequel del primo Spider-Man firmato Marvel Cinematic Universe e film conclusivo della Fase Tre e della Saga dell’Infinito, Far From Home supera le aspettative di un pubblico rimasto poco impressionato da Homecoming e si rivela uno degli Spider-Man meglio riusciti di sempre. Una trama interessante e promettente, soprattutto rispetto al futuro della MCU, e un cast sempre perfetto – Tom Holland, Samuel L. Jackson, Zendaya -, a cui si aggiunge una stella chiamata Jake Gyllenhaal, per un film che risulta, fra le altre cose, un emozionante tributo all’indimenticabile Iron Man. A voi la nostra recensione no spoiler.

Tutto si può dire, tranne che fossero partiti in quarta sul fronte Spider-Man, alla Marvel. Homecoming si era infatti rivelato un film abbastanza tiepido, di certo non uno dei nostri preferiti della saga degli Avengers, nonostante la perfetta performance di Tom Holland nei panni di Peter Parker, che è vicino a mettere d’accordo gli eterni rivali che da sempre si contendono il titolo di vero Spider-Man: avete capito, no? Mi riferisco alla leggendaria lotta fra Tobey Maguire e Andrew Garfield. Sì, perché nonostante l’attaccamento emotivo all’uno o all’altro, Tom Holland sta facendo un lavoro più che ottimo con il suo Spider-Man, e questo nessuno può negarlo. E se, riguardo a Homecoming, era proprio lui, sostanzialmente, l’unico motivo per cui valeva la pena guardare il film, con Far From Home la Marvel si rialza con forza dalle ceneri di Endgame e ci regala quello che, probabilmente, è uno dei film di Spider-Man migliori che siano stati prodotti, a livello di trama, cast, sviluppo narrativo e orizzonti aperti sul futuro. E trattandosi dell’ultimo vero preludio alla Fase Quattro, di orizzonti ne apre eccome!

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Non è passato tanto dall’ultimo grande scontro con Thanos e il mondo sta ancora piangendo i suoi eroi caduti: Captain America, Black Widow e, soprattutto, Iron Man. Peter Parker sembra volersi lasciare alle spalle il suo ruolo di Vendicatore, dopo aver perso la propria guida, Tony Stark, e vivere una vita normale, da amichevole Spider-Man di quartiere. Quale migliore occasione per staccarsi dal mondo dei supereroi se non una vacanza in Europa? Ha persino un piano, che gli permetterà di vestire i panni del normale adolescente: sfrutterà la gita in Europa per dichiararsi a MJ, la sua compagna di classe – nel MCU soprannome di Michelle Jones, ma chiaro omaggio alla classica Mary Jane che tutti conosciamo.

È evidente fin dall’inizio che nulla andrà secondo i suoi piani, dato che dei mostri stanno portando scompiglio nel mondo e che, a detta di Nick Fury, Peter sembra essere l’unico Avenger disponibile per occuparsi della faccenda. Eppure sarà aiutato da un eroe inaspettato, proveniente da un’altra Terra: Quentin Beck, conosciuto poi come Mysterio. Beck guadagna subito la fiducia di Peter e dello S.H.I.E.L.D., ma nulla è mai come sembra e i protagonisti lo scopriranno a proprie spese.

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Avendo a che fare con uno dei nemici storici di Spider-Man, non ci sorprende il fatto che gli Elementali, ovvero i mostri che minacciano la Terra fin dall’inizio del film, in realtà spariscano molto presto, perché la vera battaglia di Peter si gioca proprio contro di lui, Mysterio, i cui panni sono vestiti da Jake Gyllenhaal: ed è proprio questo uno dei primi aspetti positivi del film. Gyllenhaal, uno degli attori più amati di Hollywood, sembra calarsi perfettamente nelle vesti di questo doppiogiochista e ingannatore, tanto da guadagnarsi la nostra fiducia e il nostro odio nel giro di un paio d’ore, come ci trovassimo noi stessi al posto di Spider-Man. E a questa ottima performance, si aggiunge una chimica straordinaria con Tom Holland, aspetto che contribuisce a creare una sinergia strepitosa durante tutto il film.

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Un grosso merito è da attribuire anche a Tom Holland, che sembra riuscire a relazionarsi con i propri co-protagonisti in modo perfetto, a seconda di chi si tratta: la stessa chimica, infatti, era riuscito a crearla con Robert Downey Jr. aka Tony Stark, in Civil War, Homecoming e Infinity War, e con Zendaya aka MJ, sua co-protagonista in Homecoming e Far From Home. Insomma, questo ragazzetto inglese dal visino da cucciolo sembra aver conquistato tutti e, soprattutto, pare si diverta davvero tanto nei panni di Spider-Man, che ci tenga molto al proprio ruolo, cosa che traspare nel film e rende il suo personaggio estremamente credibile e divertente. Stiamo parlando, d’altronde, della Marvel, sanno benissimo come usare la comicità, anche se sembrano ignari del fatto che non in ogni circostanza può essere utilizzata – con qualche colpo di tosse dissimulo la freccia tirata alle imbarazzanti scenette comiche di Endgame. Ecco, Spider-Man è certamente uno di quei film in cui la comicità la fa da padrona, e bisogna ammettere che in Far From Home è davvero ben riuscita – lo ripeto, grazie anche a un Tom Holland che sembra essere nato per interpretare Peter Parker.

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Attorno a due esplosivi protagonisti, inoltre, ruota un gruppo di personaggi che ricevono una meritata e ben più profonda caratterizzazione, in Far From Home, a cominciare da MJ, interpretata da una altrettanto perfetta Zendaya, per passare agli altri compagni di classe di Peter, come Ned e Flash, e finire con il caro vecchio Happy, che già da tempo è entrato nei nostri cuori. E poi che dire, Nick Fury è sempre Nick Fury…

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Insomma, a un grande cast, oltre allo spettacolo di effetti speciali che sempre la Marvel ci regala – effetti speciali che, usati contro la nostra cara Venezia, qualche profonda fitta di dolore la causano ai nostri poveri cuori che assistono impotenti alla distruzione -, questa volta si affianca una trama che intrattiene dall’inizio fino alla fine, che non può non convincere sia il fan storico che il nuovo appassionato e che chiude il lungo percorso degli Avengers originali nell’unico modo in cui si poteva chiudere: con un continuo tributo al più grande di tutti, Iron Man.

Perché questo è alla fine, Far From Home: sì, è uno Spider-Man, certo, è il preludio all’apertura della nuova fase dell’universo Marvel, di cui Spider-Man sarà una delle punte di diamante, chiaramente resta un film di supereroi. Ma non è soltanto questo: durante tutto il film, Tony Stark non solo è presente sui muri di tutto il mondo, ma anche nel cuore e nella mente di Peter, un Tony Stark che resta la sua guida, nel bene e nel male, persino dopo essersene andato per sempre. Non solo, è presente nel nostro cuore e nella nostra mente, perché ammettiamolo, lui è sempre stato il nostro preferito. Si è parlato tanto, in Far From Home, della necessità di trovare un nuovo Iron Man, perché il mondo ne ha bisogno, ma la realtà è che questo non è possibile, non ci può essere un nuovo Iron Man. Tuttavia, ci può essere qualcuno che continui a credere in ciò in cui Tony credeva, che rappresenti, anche se non pienamente, ciò che Iron Man rappresentava. Qualcuno in cui Tony credeva, Tony che aveva sempre così tanti dubbi e ripensamenti su qualsiasi cosa, tranne una: Spider-Man. Tony Stark ha sempre creduto in Peter Parker, l’ha voluto, l’ha scelto: Iron Man continuerà a vivere in Spider-Man, perché non si tratta più soltanto di un amichevole Spider-Man di quartiere. Niente più alieni, soltanto uomini, così come quelli che aveva dovuto affrontare Tony; niente più solo supereroi, ma un simbolo, una maschera che rappresenti speranza. Iron Man continuerà a essere un simbolo dipinto sui muri, ma Spider-Man… Spider-Man sarà un simbolo nelle strade e con lui Tony Stark continuerà a vivere.

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Un solo accenno è doveroso, in conclusione, rispetto alle due classiche scene post credit in stile Marvel, quei pochi minuti che, di solito, racchiudono i colpi di scena più clamorosi. E c’è da dire che con Far From Home hanno davvero esagerato.

Chiaramente, occhio allo spoiler.

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Adottiamo un ordine cronologico e partiamo dalla prima scena, ovvero quella che vede un Mysterio moribondo non solo riuscire a volgere tutto quello che è successo a proprio favore, ma rivelare anche al mondo intero la vera identità di Spider-Man. Insomma, se qualcuno avesse avuto ancora qualche dubbio – assurdo – sul fatto che di film su Spider-Man ne vedremo ancora, questa scena i dubbi ce li toglie tutti – se non consideriamo il fatto che già mesi fa il signor Holland si era fatto scappare durante un’intervista che i film in produzione, dopo Homecoming, sarebbero stati almeno due.

Qualche seduta di psicanalisi, dunque, non ce la toglie nessuno, dopo un doppio colpo di scena del genere, e sinceramente non vedo l’ora di vedere come Peter e lo S.H.I.E.L.D. gestiranno questo enorme casino.

Così come non vedo l’ora che ci svelino il senso della seconda e ultima scena post credit, che vede un Nick Fury a bordo di un’astronave lontana anni luce dalla Terra e una coppia di Skrull di nostra conoscenza rivelare la vera identità dei due agenti dello S.H.I.E.L.D. che credevamo di aver visto in azione fino a quel momento, Fury e Hill. Interessante paragone con Peter Parker, che desiderava così tanto prendersi una vacanza da Spider-Man, quello di Nick Fury spaparanzato su una sdraio davanti alla proiezione di una spiaggia caraibica: eppure nessuno dei due può davvero scappare dai propri doveri, perché ricordiamocelo, da grandi poteri derivano grandi responsabilità. Così come Peter, anche Fury deve presto rimettersi al lavoro. E siamo tutti ansiosi di sapere di cosa questo lavoro si tratti.

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Cecilia

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