Ecco perché Jim Jarmusch deve diventare il vostro regista preferito

Jim Jarmusch e i suoi film sono tutto quello di cui avete bisogno nella vostra vita. Se non ne siete convinti, esplorate qui sotto un paio di ragioni che potrebbero farvi cambiare idea.

1. Le colonne sonore dei suoi film sono orgasmiche

Jarmusch si è sempre professato un appassionato cultore musicale. Fin dal suo primo film, Permanent Vacation (1980), è apparsa chiara la sua volontà di comporre immagini partendo da un certo “tema” acustico. Non per nulla ingaggia abitualmente musicisti di professione per concertare le colonne sonore delle sue pellicole, spaziando dal jazz, al classic rock ‘n roll, per finire su prodotti più ricercati ed elettronici. Come nel caso di Solo gli amanti sopravvivono (2013), dove Tilda Swinton e Tom Hiddleston vestono gli sciccosi panni di una coppia di vampiri legati da amore imperituro. Adam, il protagonista maschile, è un compositore geniale, che, pur vivendo nascosto nel suo appartamento di Detroit, è riuscito a influenzare i maggiori nomi della musica mondiale. I brani, onirici e materici, studiatamente scelti per l’occasione, sono eseguiti principalmente dagli SQURL, band dello stesso Jarmusch. Ascoltateli in silenzio e chiusi in camera vostra, sono su Spotify.

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Solo gli amanti sopravvivono

2. Ha creato il personaggio di Jack Sparrow

Dico davvero. E di sicuro nessuno gli ha mai riconosciuto un centesimo di copyright. È infatti in Dead Man (1995) che vediamo comparire un Johnny Depp piratesco, avventuriero costantemente in bilico tra la vita e la morte che intreccia il proprio destino con quello del nativo americano Nessuno (Gary Farmer). Gli occhioni del non-ancora malandrino dei Sette Mari incrociano suadenti il nostro sguardo mentre seguiamo i viluppi di vita, morte, e redenzione che costituiscono la trama di questo Western affascinantemente sui generis. Lasciatevi dunque cullare dalle braccia del Grande Spirito, e dimenticate per un attimo la Disney ladrona e le sue miserevoli avventuricole di donzelle e mostri marini.

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Johnny Depp in Dead Man

3. Sa che il cinema italiano esiste

O almeno, così parrebbe. Jarmusch è rapito dalla giocoleria al riso amaro di Roberto Benigni, e, perché no, forse anche dal suo modo buffo e regionalmente connotato di parlare la lingua della nostra penisola. In coppia con la moglie, Nicoletta Braschi, i due vengono scritturati sia per Down By Law (1986), notoriamente uscito con il doppio titolo di Daunbailò, che per Coffee and Cigarettes (2003), Night on Earth (1991), e Mystery Train (1989). Ed è proprio nella visione perennemente stupita del cinema di Jarmusch che il personaggio-tipo dell’attore toscano, lo sciocco felice e un po’ geniale, trova la sua migliore realizzazione, facendoci credere per un momento che forse c’è qualcuno, là fuori, che guarda teneramente al casino gioioso che è la stereotipica vita à l’italienne.

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Roberto Benigni in Down By Law

4. Ci sa svelare la vera anima di Winona Ryder

Dopo averla odiata grazie alla (ottima) interpretazione di un personaggio snervante (Joyce Byers) in Stranger Things, ecco che, grazie a Night on Earth, possiamo tornare ad apprezzare l’attrice americana per il mix di maschiaccio irredento e femminilissima sensualità che ha saputo conquistare tutti, da Hollywood all’oltreoceano. Corky, il personaggio che interpreta nel film di Jarmusch, è una squattrinata tassista di Los Angeles, appena maggiorenne ma già con le idee ben chiare sul suo futuro: vuole sposarsi, avere figli, e diventare un meccanico. Fuma come un’ossessa mentre guida e declina un’allettante offerta di facile celebrità cinematografica che riceve da una cliente durante un viaggio notturno. Con quel cappellino storto in testa e i capelli tutti arruffati, potevamo desiderare di più?

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Winona Ryder in Night on Earth

5. Se ne frega dei cliché

Anzi, sa trasformarli nel suo asso nella manica. Perché Jarmusch si prende la libertà di dare nomi parlanti ai suoi personaggi e fare espliciti riferimenti a conosciutissime opere artistiche; di essere metacinematografico nell’era del cinema riflesso; di acconciare ostinatamente i suoi capelli alla maniera di David Cronenberg; di far recitare famosi attori o musicisti nei panni di se stessi; di inserire in ogni suo singolo film un cameo della moglie, Sara Driver. Eppure nulla gli scivola mai di mano. Jim Jarmusch è la libertà incarnata per quanto riguarda la settima arte. E tutti, spettatori e non, dovremmo iniziare a prendere esempio da lui per costruire un cinema migliore. Un cinema che meriti di essere guardato, e che sia progettato un po’ con la testa; ma soprattutto con il cuore.

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The White Stripes in Coffee and Cigarettes

Enjoy!

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ET

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