Scary Stories to Tell in the Dark: per Halloween, guardate altro

Scary Stories to Tell in the Dark è l’ultimo lavoro di André Øvredal. Prodotto da Guillermo Del Toro, la trama del film segue le vicende di un gruppo di ragazzi alle prese con mostri e fantasmi. Nel cast anche Zoe Margaret Colletti, Michael Garza, e Austin Abrams. Ecco la nostra recensione!

I cari vecchi jump scare sono tornati. E con loro la fotografia digitale che si finge un 35mm, le case infestate da fantasmi di ragazzine maltrattate dalla propria famiglia, e i gloriosi giorni della Guerra del Vietnam (e dell’imminente mandato Nixon). Torna anche George A. Romero con la première della sua Notte dei morti viventi (1968), e tornano disadattati teenager americani alle prese con la quotidiana sopravvivenza in una società costruita su bugie, razzismo, e discriminazione. È il 1968, è la notte di Halloween. E il nome del premio Oscar Guillermo Del Toro campeggia a lettere imponenti nella lista dei produttori di Scary Stories to Tell in the Dark.

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Austin Abrams in una scena del film

Come allora resistere al richiamo di questo concentrato di nostalgia in salsa horror? Come evitare di identificarsi almeno un po’ con i giovani protagonisti Stella, Auggie, Chuck e Ramon, costretti a confrontarsi con le loro peggiori paure per colpa della sete di vendetta di Sarah Bellow, misterioso fantasma che, scrivendo storie con un inchiostro rosso sangue, condanna le sue vittime a svanire nel nulla? I racconti dello spettro sanno infatti portare a galla le nostre più nascoste debolezze, quel lato oscuro dentro di noi che ci condanna a una vita d’ombra. Sono queste le scary stories a cui si riferisce il titolo del film diretto da André Øvredal: quei riflessi scomodi che ci pizzicano il collo e di cui non sappiamo liberarci.

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Zoe Margaret Colletti e Michael Garza in una scena del film

Tratto dall’omonimo libro di Alvin Schwartz, il film procede così per basilari tropi narrativi di genere e metaforici – e feticciosi – paralleli sul significato delle “storie”, appaiandoli a una blanda critica socio-politica dell’era della post-verità. Una storia può tanto uccidere quanto salvare una vita; ed è solo narrandola per intero, senza nascondere niente, che si può davvero procedere verso la costruzione di una narrazione collettiva e veritiera, che sappia agire per il bene comune invece che spedire baldi giovani in Vietnam attraverso la retorica della patria.

Non è dunque un caso che sia stato scelto proprio il politicissimo Notte dei morti viventi come film-correlato di Scary Stories. Questo, ci viene detto tra le righe, è ciò che il cinema deve fare, ciò che il cinema deve essere: produrre un modello impegnato di comunicazione, che sappia essere critico tanto di sé quanto dell’Altro. Ma d’altronde, se si conosce anche solo blandamente il cinema di Del Toro et altri, il messaggio risulta un tantino irrilevante.

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Gabriel Rush in una scena del film

Come irrilevanti, e scontate, risultano d’altronde essere le scelte di regia (ossessionata dalla ripresa dal basso), la fotografia al cianuro per interni notturni da incubo, la musica ansiogena, e il fatto che almeno uno dei mostri di turno debba camminare a ponte rovesciato come la bambina de l’Esorcista (1973) di Friedkin. Basato su un libro per bambini e adolescenti, il film non riesce così a volare alto, stupendo anche un pubblico di adulti. Scary Stories si presenta come poco più che un piacevole aggrovigliato di spaventi prevedibili e pre-programmati che, ancora una volta, cerca di ruminare sulla nostalgia delle prime uscite alla ricerca di uno spavento di gruppo.

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Dalla sala, al termine dei 107 minuti di proiezione, non si esce dunque né meglio né peggio che prima. Felici, forse, di aver finanziato il futuro di un regista che non avevamo mai sentito nominare. Orgogliosi, probabilmente, di aver inserito una voce in più nel nostro curriculum di storie di paura. Decisamente indifferenti tanto alle bugie di Nixon & compagni del presente, quanto alle sorti dei protagonisti una volta passati attraverso l’ira funesta dello spettro di turno.

Enjoy!

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ET