Le terrificanti avventure di Sabrina 3: gli autori esagerano e falliscono

È disponibile su Netflix la terza parte di questa serie ormai diventata cult, per i suoi toni dark e i suoi temi abbordabili a qualsiasi età. E purtroppo, se le prime due parti avevano lasciato il segno, queste nuove puntate sembrano voler osare troppo, senza però avere una solida base narrativa su cui poggiare. La trama si spezza in due, e inevitabilmente ne risulta indebolita, mentre il cast si riequilibra, ma a scapito dei personaggi più incisivi e amati. Pur restando questa serie un prodotto molto interessante, purtroppo la nostra recensione non può che essere negativa.

È accaduto quello che accade spesso con le serie anche troppo esplosive: sfuggono di mano e succede il patatrac. Sì, perché di spunti per proseguire ce n’erano, e anche di molto interessanti: ma evidentemente non erano abbastanza, dunque si cerca di osare più di quanto si riesca poi a gestire nel concreto.

E allora abbiamo una terza parte di Sabrina che fa acqua da tutte le parti.

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La trama risulta più complessa, appunto perché si sdoppia. Da una parte, abbiamo una Sabrina alle prese con la sua eredità infernale, che vuole salvare Nicholas, ma che per farlo deve pagare un prezzo che mai avrebbe voluto pagare: diventare regina degli Inferi. Dall’altra, forze antiche e oscure minacciano Greendale, e mentre i suoi amici cercano di scoprire che cosa si nasconde dietro al misterioso circo appena giunto in città, Sabrina si trova a gestire alla bell’e meglio anche questo nuovo ostacolo. Cheerleader di giorno, Regina dell’Inferno di notte.

E dunque ecco che subito si presenta il primo problema: concentrare in otto puntate due linee narrative completamente indipendenti l’una rispetto all’altra finisce per rovinare entrambe le storyline, saltando a piè pari molti passaggi e affrettando inutilmente una storia che aveva tutto il tempo di prendersi le cose con calma.

Non si può dire che non siano due spunti interessanti, quello della corsa al trono degli Inferi da una parte e quello dell’ascesa dei pagani dall’altra: semplicemente non sono compatibili.

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E se poi mi viene permesso un giudizio personale, per quanto sia intrigante, la storyline dei pagani va ad ammazzare completamente una trama già complessa – e completa – di suo, quella che ruotava attorno al Signore Oscuro, a Lilith e al legame che Sabrina ha con gli inferi. Non mancava nulla a questo universo, non c’era bisogno di aggiungere divinità ulteriori, come a voler ingigantire per forza il mondo che ruota attorno a Sabrina. Ci sono Satana e Dio, ma c’è anche qualcosa di più, ci sono i Vecchi Dei; però aspettate, ci sono i Vecchi Dei, ma non solo, perché la conclusione di questa terza parte ci mostra chiaramente che c’è qualcosa di più potente di loro, una dea a cui fa appello Zelda e un essere ancora non identificato che viene evocato da Padre Blackwood. Quando si comincia così, non ci si riesce più a fermare, si può andare avanti all’infinito nella ricerca di qualcosa di più grande e di più potente e di più antico e si finisce per perdere completamente di vista l’origine, che in questo caso rappresentava il vero valore aggiunto di questa serie. Di Antichi Dei il mondo della televisione è pieno, ma una serie tv incentrata su Satana e sulle streghe, su Lilith e sull’erede al trono degli Inferi, be’… così c’era soltanto Sabrina.

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La storyline che vede protagonisti i pagani, dunque, risulta una scelta tutt’altro che vincente, soprattutto se la associamo alla storyline parallela che riguarda la Regalia Profana. E, c’è da aggiungere, soprattutto dato che porta in secondo piano personaggi che avrebbero dovuto restare padroni della scena, come Satana e Lilith. Lo stesso destino, purtroppo, sembra toccare a un altro personaggio che aveva conquistato il pubblico con il suo ruolo nella seconda parte, ovvero Nicholas: barcamenandosi fra il trauma di aver ospitato il Signore Oscuro all’interno del proprio corpo e il ritorno a una realtà che pare non lo soddisfi più, Nicholas si cala con le sue mani dentro a un pozzo oscuro, da cui possiamo solo sperare che riemergerà bello e splendente com’era una volta. Soprattutto, ben disposto nei confronti della sua Spellman.

Al loro posto emergono i tre dell’Ave Maria, Harvey, Rose e Theo, decisamente meno snervanti di quanto lo sono stati nella seconda parte. Se c’è da spezzare una lancia a favore di questa terza parte, di certo loro tre sono un ottimo motivo per farlo.

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Eppure dobbiamo proseguire nella nostra analisi dei personaggi, perché Nicholas non è l’unico a essere finito nel baratro: cara Sabrina, mi dispiace dirlo, ma il tuo personaggio in questa terza parte ha fatto più casino che altro. Già non era uno dei più amati dal pubblico, la sua è sempre stata una figura abbastanza complicata, ma c’è da dire che, soprattutto nella seconda parte, era stata molto apprezzata, grazie anche alla svolta dovuta alla connessione instaurata con Lilith e con gli Inferi.

In questa terza parte sono più le volte che si fa rincorrere in giro per il mondo da una Lilith ingiustamente declassata – per sempre, lunga vita a Lilith -, che risulta protagonista di sequenze musicali di dubbio gusto, che fa la voce grossa, fa la grande, fa quella che rivoluzionerà l’intero universo, ma finisce per sembrare null’altro che una ragazzina capricciosa. Tant’è che, se ci facciamo caso, quasi sempre sono gli altri a trovare per lei una soluzione alle difficoltà della Congrega e della Regalia Profana – ogni riferimento al personaggio di Ambrose non è puramente casuale.

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Insomma, questa terza parte era iniziata con le migliori prospettive, ben impostata sullo sviluppo degli accadimenti precedenti: Lilith e Sabrina che si trovano a gestire sia Satana che gli Inferi, mentre prosegue dall’altra parte la vita della Sabrina umana e sedicenne. Ma nel giro di poco tutto è diventato molto confuso, la trama governata male, quasi noiosa in diversi momenti, persino ripetitiva. Per poi giungere a un finale che non posso fare altro che definire vergognoso: perché purtroppo, se si vuole avere a che fare con lo spaziotempo, bisogna sapere di cosa si sta parlando ed essere in grado di gestirlo, altrimenti il risultato è un insensato e incoerente cumulo di spazzatura.

E così è il finale di questa terza parte di Sabrina. L’apocalisse viene letteralmente buttata lì come fosse un pic-nic al parco, riassunta in modo così frettoloso da far venire il mal di mare. Fin dagli ultimi minuti della puntata precedente ci chiediamo: ma che cosa accidenti sta succedendo?, e continuiamo a chiedercelo fino all’ultimo secondo della puntata successiva, perché effettivamente una parte di noi persiste nel suo essere confusa e l’altra parte non può credere a quello a cui sta assistendo. Non viene spiegato nulla di quello che succede, perché tutto succede e basta: non c’è la benché minima logica, non c’è coerenza, non c’è ragionevolezza, c’è solo un gigantesco, immenso, cosmico caos, costruito con l’intenzione di lasciare a bocca aperta per la sorpresa e che non fa altro che lasciare a bocca aperta per l’amara incredulità. Non si butta in mezzo a una serie tv, completamente a caso, un tema così complesso come quello dei viaggi nel tempo, un tema che non si può utilizzare a proprio piacimento, quando non si sa come risolvere un inghippo in una trama che gli autori stessi hanno trascinato nel baratro.

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Alla fine ci ritroviamo fra le mani un assortimento di assurdità, capitanate da una Sabrina grottescamente elisabettiana intenta a indossare la corona degli Inferi, mentre il suo alter ego sulla Terra si gode rilassato l’apparente vittoria; un Padre Blackwood che si dedica a evocazioni ancora completamente avulse dal resto della trama; una Zelda che si scopre sessualmente curiosa e talmente “femminista” da far sanguinare gli occhi e le orecchie. E ancora una volta la voce della ragione parla attraverso il personaggio di Ambrose: che ci siano due Sabrina in giro per il mondo è una cosa semplicemente paradossale, che avrà di certo gravi conseguenze da cui nessuno verrà risparmiato.

Queste conseguenze le troveremo in una quarta parte già assicurata, ma la questione ora sarà: proseguire su questo nuovo sentiero o tornare alle origini? Per rispondere forse basta chiedersi questo: che cosa ha reso Sabrina una serie interessante? La soluzione è davanti ai nostri occhi. E allora è davvero conveniente stravolgere completamente la trama che ha fatto sì che Sabrina fosse così amata?

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Cecilia