Enola Holmes è il trionfo di Millie Bobby Brown

Con un cast stellare – Henry Cavill, Sam Claflin, Helena Bonham Carter, Fiona Shaw, e sì, anche Millie Bobby Brown – e una trama piacevole e interessante, Enola Holmes si rivela un film godibilissimo, magistralmente realizzato, un buon giallo “di nuova generazione” targato Netflix. A voi la nostra recensione senza spoiler.

Il pubblico aveva già messo le mani avanti, per proteggersi dall’impatto: un film sulla sorellina di Sherlock Holmes, che vede il grande detective come personaggio soltanto secondario, in una stagione cinematografica che vive all’ombra dello spettro onnipresente di un femminismo di massa… Insomma, c’era il rischio che fosse un film a tutti i costi impegnato, con il risultato di trascurare completamente tutti gli altri aspetti della narrazione, alla fine mediocre, quasi fastidioso.

Nulla di più lontano dalla realtà.

La trama è semplice: il grande Sherlock Holmes e suo fratello Mycroft vivono a Londra ormai da anni e si sono quasi dimenticati della loro casa di campagna, della madre Eudoria Holmes e della loro sorellina Enola. Ed è questo allontanamento che porta Enola a fuggire, quando all’improvviso sua madre sparisce nel nulla: Mycroft vuole spedire Enola alla scuola di buone maniere, Sherlock non vuole prendersene la responsabilità. E allora Enola non può che seguire il consiglio che le ha sempre dato sua madre: costruire da sola il suo destino.

La fuga la porterà a incontrare un giovane marchese, le cui disavventure la distoglieranno momentaneamente dalla ricerca della madre: ma scoprirà, alla fine, che forse tutto è più connesso di quello che crede…

Bisogna in primo luogo riconoscere che in questo film è tutto così equilibrato che varrebbe la pena vederlo anche soltanto per il piacere estetico che dona. I colori sono perfetti, in ogni singola sequenza, i tempi sono gestiti con la massima eleganza, così come massimamente elegante è l’atmosfera, piacevole, direi addirittura incantevole e ipnotica. Non guasta, nella celebrazione di questo piacere estetico, un cast esteticamente interessante, che ha come punta di diamante, paradossalmente, non tanto il caro Henry Cavill, quanto la graziosa Millie Bobby Brown – che non solo ha recitato, lo ricordiamo, ma ha anche prodotto questo film.

Questa giovanissima stella, che tutti speriamo di veder brillare ancora per molto tempo, ha dimostrato il suo valore fin da quando aveva undici anni e rivestiva i panni, appunto, di Undici, la grande protagonista della serie tv di Netflix Stranger Things. Netflix deve aver colto appieno questo valore, nel momento in cui ha deciso di renderla la protagonista di un nuovo film legato al filone di Sherlock Holmes: è infatti lei, fra tutti, il pregio più grande di Enola Holmes.

A soli sedici anni, eclissa i suoi colleghi più anziani e regge due ore di film praticamente da sola. Non mi si fraintenda, i suoi coprotagonisti sono altrettanto gradevoli, ma è Millie la vera star, suo l’autentico trionfo. Io, alla sua età, facevo le versioni di greco e, tornata da scuola, guardavo The O.C., spiaggiata sul divano: lei strizza l’occhio alla telecamera come se avesse recitato in centinaia di film e avesse decenni di esperienza sulle spalle.

E strizza l’occhio non solo metaforicamente, bensì anche letteralmente: uno degli aspetti più riusciti del film è, infatti, la costante rottura della quarta parete, che Millie sembra nata per rompere magistralmente. La sua impressionante espressività, la sua confidenza nei confronti della telecamera, la sua scioltezza, non fanno che accrescere il potenziale di uno stratagemma narrativo già di per sé assai vincente – come anche ci dimostra la serie tv Fleabag, creata, prodotta e interpretata da una grande Phoebe Waller-Bridge. Ecco, la Enola di Millie Bobby Brown ci ricorda la Fleabag della Waller-Bridge, e potremmo quasi dire che riesce a tenerle testa.

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La fotografia è splendida, le ambientazioni magnifiche, i costumi e le musiche assolutamente perfette per quello che si rivela essere un giallo “di nuova generazione”: non troppo misterioso, che lascia intravedere gli indizi, che fornisce un colpo di scena finale interessante, e che soprattutto ritrae una protagonista femminile positiva, che fa le scarpe alla nuova imbarazzante Mulan di una Disney che ha sembra aver smarrito la strada da tempo. Vogliamo più Enola Holmes e meno supereroine con poteri magici, che per essere forti devono avere dei superpoteri e comportarsi da uomini: vogliamo più modelli femminili che lottano indossando un corsetto, che combattono nell’ombra per aiutare un amico e finiscono per cambiare il mondo. Vogliamo meno tragicità e pesantezza e più simpatia e leggerezza, perfettamente incarnate da questa Enola Holmes, che al contempo è forte e decisa, una ragazza del suo tempo, che non osa sfidare il mondo intero, ma che però è disposta anche a infrangere qualche regola, per costruire da sola il proprio destino.

Millie Bobby Brown è nata per interpretare questo personaggio, mentre non possiamo dire la stessa cosa per i vari Henry Cavill, Sam Claflin, Helena Bonham Carter: avremmo potuto apprezzare anche altri attori, al loro posto, questo film non è il loro lavoro più appassionato. Lo ripeto, restano godibilissimi, ma insomma, nel nostro cuore Sherlock e Mycroft continueranno ad avere volti diversi e Helena Bonham Carter resterà per sempre una pazza scatenata che deve interpretare pazze scatenate – e noi la veneriamo per questo.

Per tirare le somme, il film è bello, ben fatto, ben recitato, una ventata di aria fresca in un momento in cui, di aria fresca, ne abbiamo un estremo bisogno. Un film che forse verrà ricordato, anche alla luce della prospettiva di uno o più sequel, avendo come base una serie di romanzi. La causa legale intentata dalla Conan Doyle Estate, che detiene i diritti delle storie di Sherlock Holmes, non ha trionfato contro Netflix, e non vedo come possa trionfare in futuro: la ragione dello scontro sembra essere il fatto che Sherlock Holmes viene raffigurato, come dice Enola, un po’ troppo emotivo, e tutti noi conosciamo bene lo Sherlock Holmes tradizionale. Basterebbe diminuire questo suo lato “sentimentale”, per proseguire con i film senza cause legali fra i piedi.

Netflix produce tante mostruosità, ma ha anche tanti gioielli: Enola Holmes è sicuramente un gioiello. E noi speriamo davvero di rivedere presto l’incantevole Millie Bobby Brown nei panni della scatenata sorellina di Sherlock Holmes.

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Cecilia