The Haunting of Bly Manor: spiegazione di un finale prevedibile

Le aspettative erano forse un po’ troppo alte, per questo secondo capitolo di The Haunting: abituati a una storia tanto drammatica, quanto horror, The Haunting of Bly Manor non ha quasi nulla di spaventoso che compensi una drammaticità ridondante. Il cast ci regala tanti volti conosciuti, accanto alle new entry, ma la trama risulta troppo piatta per essere promossa. Nella nostra recensione, la spiegazione del finale.

Hill House aveva tutto: una storia splendida, protagonisti interessanti, una buona dose di horror e colpi di scena da pelle d’oca. Aveva solo un paio di difetti: qualche sequenza narrativa un po’ troppo lenta, che andava ad allungare il brodo, e un finale meraviglioso ma non altrettanto imprevedibile.

Bly Manor ha gli stessi difetti di Hill House, elevati alla decima potenza, e senza neppure tutti i pregi. Ma prima di lanciarci nei giudizi sulla stagione, analizziamone il finale.

Il fantasma di Hannah

Cominciamo con il colpo di scena più telefonato di tutti: Hannah è in realtà morta da tempo e quello che vediamo in azione, fin dall’inizio, è il suo spirito. È il classico caso di un morto che non sa di essere morto, per cui il suo spirito vaga per la casa spesso come perduto, trovando inconsapevolmente sempre nuove ragioni per non attraversare i confini della proprietà – perché, di fatto, non può farlo. Gli indizi erano collocati alla luce del sole: Hannah è perseguitata da una crepa che solo lei può vedere, e questo è un elemento che torna spesso, nei casi in cui il personaggio è morto e la cosa che solo lui vede è legata al modo in cui è morto; in aggiunta a ciò, non la vediamo mai mangiare né bere, e sappiamo che “dorme male”; infine la vediamo spesso assentarsi, come se si rinchiudesse nella propria mente, e anche questo è un classico indizio, se non che abbiamo a che fare con un fantasma, perlomeno del fatto che questo personaggio può accedere a una realtà che si trova oltre quella dei vivi, per cui in qualche modo è legato al regno degli spiriti.

La puntata a lei dedicata ci mostra il motivo di tutti gli indizi, e a quel punto la morte di Hannah diventa un fatto chiaro. Un po’ meno chiaro può risultare il motivo per cui è morta: già, perché Peter uccide Hannah? Non è difficile sospettare che Miles venga infatti posseduto dal fantasma di Peter, tutte quelle volte che ci sembra si comporti in modo strano, diverso dal solito. E i ricordi di Hannah ci mostrano che è proprio Miles, posseduto da Peter, a spingerla nel pozzo, chiedendole perché ha dovuto seguirli. Peter si riferisce, probabilmente, al fatto che Hannah ha sempre tenuto d’occhio Peter e Rebecca, ma soprattutto lui, poiché sospettava che fosse in realtà disonesto. E infatti lo scopre a rubare una collana della signora Wingrave, per poi costringerlo a consegnargliela. È per questo che Peter si trova nell’ala proibita, la notte in cui viene ucciso: era tornato per la collana. Per questo si trova sul cammino dello spirito di Viola, e ora tutti noi sappiamo bene cosa succede a coloro i quali la Signora del Lago incontra sul suo cammino.

Peter e Rebecca

Nel corso della stagione diventa chiaro che sono proprio loro due i fantasmi di Bly Manor, o almeno quelli che si mostrano di più. Non hanno ancora preso le fattezze di due bambole, perché è passato poco tempo da quando sono morti e tutti ancora si ricordano di loro. Se nel quinto episodio scopriamo come e perché Peter diventa un fantasma di Bly Manor, nel settimo ci viene rivelata la storia dietro allo spirito di Rebecca e il piano di Peter per sfuggire alla casa. La storia di Rebecca è molto semplice: quando Peter scopre che può possedere il corpo di una persona ancora in vita, decide di ingannare Rebecca e ucciderla, annegandola nel lago, così che i loro due spiriti avrebbero potuto restare insieme per sempre. Tutte le volte che Flora sembra guardare qualcosa alle spalle di Dani, e per tante puntate neppure noi sappiamo cosa stia guardando, era lo spirito di Rebecca che si mostrava a lei e le parlava.

Rebecca è anche il motivo per cui Flora si assenta dalla realtà e, spesso, “cammina nel sonno”: toccandole la fronte, Rebecca la rinchiude in un ricordo positivo, così che la bambina possa trascorrere ancora del tempo in compagnia dei genitori. Purtroppo Flora sembra rendersene conto, alla fine, capisce che si trova intrappolata in un ricordo: ma è chiaro che ciò che spinge Rebecca a intrappolare Flora nei suoi ricordi non è la malvagità, bensì l’affetto che prova per lei. Diventa infatti lampate, negli ultimi episodi, che Rebecca ha sempre soltanto desiderato il bene di Flora e Miles, cosa che la porta a tradire Peter e a liberare Flora e Dani, alla fine del settimo episodio.

Forse meno chiaro può apparire il piano di Peter: perché, infatti, sembra entrare così tante volte nel corpo di Miles? La ragione è che, insieme a Rebecca, vuole utilizzare i bambini per fuggire dalla casa, fondendo il proprio spirito con i loro corpi e imprigionando le menti di Miles e di Flora in un mondo di ricordi. È questo il posto dove Peter vuole mandare i bambini, quando li rassicura del fatto che, se lo aiuteranno, potranno finalmente vivere per sempre insieme ai loro genitori e non soffriranno mai più.

Ciò che non viene spiegato, tuttavia, è come Peter e Rebecca riuscirebbero a lasciare la casa, pur possedendo i corpi dei bambini. Abbiamo visto, infatti, che anche con il corpo di una persona in vita, lo spirito resta legato a Bly Manor, senza alcuna possibilità di sfuggire al suo campo gravitazionale. Probabilmente, questo è il motivo per cui Peter entra nel corpo di Miles così spesso, per far sì che il suo spirito risulti sempre meno estraneo al corpo del bambino, nella speranza di poter ingannare, in questo modo, il campo gravitazionale che tiene i fantasmi imprigionati nella casa.

Come va a finire lo vediamo nell’ultimo episodio: lasciando che la Signora del Lago entri in lei, Dani spezza la maledizione che stritola Bly Manor e libera tutti gli spiriti, così che anche Miles torna in sé.

La Signora del Lago

La storia di Viola Willoughby è a mani basse la più interessante della stagione, così come uno degli aspetti da promuovere a pieni voti, se consideriamo la soluzione narrativa della Signora del Lago.

Viola è il primo fantasma di Bly Manor. Non era più una persona, né un nome, né un volto: era solo bisogni e rabbia. Questo è ciò che sta dietro alla bambola più spaventosa di tutte: lo spirito di una moglie tradita e di una madre abbandonata, che riposa sul fondo del lago ed è in cerca di una cosa soltanto, di un figlio da amare. Dorme, si sveglia, cammina. Si riaddormenta, poi si risveglia e cammina di nuovo. Sue sono le impronte di fango che dal giardino conducono fino all’ala proibita della casa, quella in cui, quando era ancora viva, Viola dormiva con suo marito.

La forza, la cocciutaggine e l’attaccamento alla vita di Viola non solo hanno tenuto il suo spirito legato al baule in cui la vediamo rinchiusa, di fatto facendo sì che il suo fantasma non possa più abbandonare Bly Manor; hanno anche creato una potente gravità attorno alla casa, che tiene attaccati gli spiriti di coloro che muoiono entro i confini della proprietà. Alla fine, i fantasmi non sono legati a Bly Manor, sono legati alla Signora del Lago: per questo, quando Dani prende il posto di Viola, tutti vengono liberati. Dani non avrebbe mai più permesso che qualcuno restasse confinato.

Perché la Signora del Lago può lasciare Bly Manor, mentre tutti gli altri spiriti, compresi Peter e Rebecca, non possono? Perché lei non è legata alla casa dalla stessa gravità che intrappola gli altri spiriti, in quanto questa gravità esiste soltanto perché Viola riposa nel lago. Ricordiamolo, non è la casa a tenere gli spiriti ancorati a Bly Manor, bensì Viola: i fantasmi non seguono Dani, lontano dalla casa, perché Dani non esercita la stessa gravità su di loro, spezza la maledizione e li libera una volta per tutte. Non bisogni e rabbia riempiono l’animo di Dani, bensì amore e speranza. Ed è proprio questo che permette all’istitutrice di vivere una vita felice insieme a Jamie… almeno finché la Signora del Lago non compare di nuovo.

Dani e Jamie

L’ultimo episodio, forse ancora più dell’ottavo, è il più riuscito e interessante di questa seconda stagione. Quella di Bly Manor non è mai stata una storia di fantasmi: è una storia d’amore. Tanti considerano questa frase di una cresciuta Flora come la vera interpretazione di The Haunting of Bly Manor: io non sono d’accordo. Io penso che The Haunting sia sempre stata a metà fra il dramma e l’horror, ma che si sia sempre trattata, a conti fatti, di una storia di fantasmi, sia riguardo a Hill House, che rispetto a Bly Manor. La storia d’amore fra Dani e Jamie è splendida, e splendido è il modo in cui ci viene raccontata nell’ultimo episodio: ma non è mai stata il centro di tutto. Al centro c’è sempre stata una storia di fantasmi, nel senso più proprio del concetto: al centro ci sono state le storie di Peter e di Rebecca, di Hannah, di Eddie, il fantasma di Dani, e dei genitori di Flora e Miles. Quella di Dani e Jamie è stata forse la più importante, ma di certo non l’unica, e anzi è rimasta sullo sfondo per gran parte della stagione.

È alla fine che emerge come un fiume in piena, soprattutto nelle scene conclusive, quando ormai è chiaro che la narratrice – interpretata da una strepitosa Carla Gugino, che avremmo tanto voluto vedere più spesso, in questa seconda stagione – è in realtà Jamie, che racconta la storia di Bly Manor e dell’istitutrice. Non si tratta di una metafora, gli spiriti non erano le ombre dei fantasmi che perseguitavano la coscienza delle persone che hanno abitato Bly Manor: questo dubbio poteva resistere, fino a pochi minuti dalla fine, ma scompare, nel momento in cui vediamo Jamie che cerca Dani nell’acqua della vasca e del lavandino. Il dubbio scompare nel momento in cui Owen scambia con Jamie quel cenno d’intesa, soprattutto dopo aver rivelato come Flora e Miles sembrano aver rimosso tutto quello che è successo: se l’hanno rimosso, significa che è successo. Il dubbio scompare, quando analizziamo quello che dovrebbe essere il fantasma di Dani, la Signora del Lago, e non troviamo elementi che colleghino le loro due storie: Viola non è mai stata il fantasma di Dani, come poteva esserlo Eddie, ma semplicemente un fantasma. Anzi, il fantasma.

Ma, soprattutto, il dubbio scompare nel momento in cui vediamo una mano, posata sulla spalla di Jamie, con al dito l’anello che lei e Dani si erano scambiate tanti anni prima. Quella mano appartiene alla nuova Signora del Lago, che fa visita al suo amore mentre questi sta dormendo, perché non vuole che resti legato per sempre a qualcuno con cui non potrà mai stare: Dani è stata richiamata dal lago di Bly Manor, perché Viola, che è sempre rimasta una bestia addormentata, si è svegliata e vuole tornare a casa. Dani non può stare insieme a Jamie e Jamie deve credere di averla perduta per sempre, per poter continuare a vivere. Ma in realtà non l’ha persa, perché Dani, qualche volta, riesce a lasciare Bly Manor, ad attraversare la porta socchiusa della casa di Jamie e a passare con lei soltanto qualche istante, prima di tornare a casa.

Le bambole

A questo punto è chiaro chi siano le bambole con cui Flora sembra avere un legame particolare: sono gli spiriti delle persone che, sia per cause naturali, sia perché uccise dalla Signora del Lago, sono morte entro i confini di Bly Manor. Non hanno più un volto, perché il mondo si è dimenticato di loro: hanno perso il loro nome e la loro identità, e per questo i loro volti sono stati cancellati. L’unico spirito che ha effettivamente il viso di una bambola di porcellana è quello del bambino con cui Flora fa amicizia, il bambino che la Signora del Lago uccide nella sua ricerca di sua figlia: un bambino stava cercando e un bambino ha trovato, ci dice la narratrice, e l’ha portato nel lago. Flora stacca la faccia di una bambola di porcellana e la dona al bambino, per cui effettivamente i fantasmi di Bly Manor non sono bambole, sono spiriti senza volto. Sono inoltre spiriti buoni, che assistono alle vite degli avventori di Bly Manor privi di malvagità e di spirito di vendetta: non vogliono fare del male a nessuno, vogliono soltanto guardare.

Questa soluzione ci ricorda in parte la fine di Hill House, quando ci viene rivelato che è la casa, ad essere malvagia, non necessariamente gli spiriti che la abitano. A Bly Manor l’unico fantasma crudele è la Signora del Lago, mentre gli altri sono come il bambino con il viso di porcellana: indifferenti, o addirittura desiderosi di fare amicizia con gli abitanti della casa.

Le bamboline che Flora crea rappresentano ognuna un fantasma di Bly Manor, e addirittura, in qualche modo, sembrano legate agli spiriti che abitano la casa. Per questo Flora sa quando Dani non è in camera sua e per questo sa anche quando la Signora del Lago si trova, invece, all’interno della casa: controlla le loro bamboline. E allora capiamo anche il motivo per cui la bambolina della Signora del Lago è l’unica che si trova sotto al mobile in fondo alla stanza e non nella casetta insieme alle altre: il suo spirito riposa sul fondo del lago, lontano dalla casa, e lì deve restare. Per questo Flora non vuole che Dani la tocchi, addirittura potremmo ipotizzare che è lo stesso spirito di Rebecca a possedere momentaneamente Flora, per assicurarsi che Dani non sposti la bambolina: questo spiegherebbe l’improvviso cambiamento che notiamo in Flora, tutte le volte che Dani tocca la bambolina della Signora del Lago. Ricordiamoci, infatti, che Rebecca ha sempre voluto soltanto proteggere i bambini Wingrave.

Si spiega, così, anche perché, alla fine del primo episodio, Flora e Miles rinchiudono Dani nell’armadio – anche se, effettivamente, il sospetto che l’avessero fatto per proteggerla era venuto a tutti: i bambini hanno visto cos’è successo a Peter, quando nel cuore della notte si è trovato sul cammino della Signora del Lago, e non vogliono che Dani corra lo stesso rischio. Per questo Flora la invita a non lasciare la sua stanza durante la notte e per questo, insieme a Miles, la tiene distratta, durante la scena in cui, alle spalle di una Dani ignara, l’ombra della Signora del Lago si muove sullo sfondo: l’unico intento dei bambini è proteggere la loro istitutrice.

Il matrimonio

Giungiamo dunque alla conclusione della stagione, che si collega con il principio: la narratrice ci aveva avvertito, all’inizio della storia, che avrebbe modificato i nomi dei protagonisti, e per questo, quando le viene chiesto se sarebbe possibile vedere la Signora del Lago, se solo si andasse in Inghilterra a visitare Bly Manor, Jamie risponde di no, perché in Inghilterra non esiste un posto con quel nome. Ma se dovesse trovare la tenuta, forse la vedrebbe, anche se non si sa quando è sveglia e quando dorme.

Non sappiamo, dunque, quali siano i veri nomi dei protagonisti, e per questo motivo la narratrice racconta la storia chiamandoli semplicemente “l’istitutrice”, oppure “la giardiniera”. E non sappiamo dove effettivamente si trovi Bly Manor, e neppure quale sia il vero nome della casa. Ma sappiamo che la Signora del Lago esiste, che la storia è vera, perché alla fine vediamo riuniti, nella stessa stanza, il piccolo Miles che chiacchiera con Owen e la piccola Flora, la sposa, che balla insieme a Henry. Ma sappiamo anche un’altra cosa, e cioè che Flora è il secondo nome della bambina, come ci rivela lei stessa, quando dice alla narratrice che per un attimo ha creduto che la storia fosse inventata a causa del suo nome.

Una noia mortale

Ho cominciato dicendo che Bly Manor ha gli stessi difetti di Hill House, elevati alla decima potenza, e senza neppure tutti i pregi. Mi sono voluta però concentrare prima sul finale, e dunque sugli aspetti positivi di questa stagione, per lasciare la recensione alla fine, insieme a tutti i motivi per cui, se da un lato sarei disposta a riguardare Hill House anche stasera, non credo che riguarderò mai Bly Manor una seconda volta. E il motivo è semplice: se escludiamo le ultime due puntate, ci restano sette puntate decisamente ripetitive, a tratti molto confuse, in diversi momenti terribilmente noiose, che inoltre contaminano il finale lasciando trasparire chiaramente quello che dovrebbe restare segreto.

I protagonisti, ad eccezione dei due bambini e di una Viola che purtroppo incontriamo soltanto alla fine, sono decisamente poco interessanti. La storia è a tratti una replica di quella di Hill House, mentre per il resto è decisamente spezzata. Spezzata, nel senso che per almeno sei puntate ci chiediamo se le bambole c’entrino qualcosa con la trama, o siano state messe semplicemente per dare qualche spavento allo spettatore. E dobbiamo anche aggiungere che, dopo aver visto un paio di volte sempre le stesse bambole, non ci fanno nemmeno più paura.

Il titolo è dunque completamente sbagliato. O meglio, è corretto, se consideriamo che effettivamente la casa è infestata dalle bambole e dagli spiriti di Hannah, Rebecca e Peter: l’errore è stato presentare questa serie come il sequel di Hill House e, soprattutto, come una serie horror. È stato detto da molti che Bly Manor è un horror più disturbante, che spaventoso… Ma questa stagione non è neanche lontanamente disturbante, è solo noiosa e prevedibile. Prevedibile, perché sospettiamo fin dall’inizio che Hannah sia morta e che gli spiriti di Peter e di Rebecca infestino ancora la casa, possedendo i corpi dei bambini; prevedibile, perché la soluzione dei fantasmi di persone morte nella casa, che non possono lasciare la casa stessa, era familiare con Hill House, figuriamoci con Bly Manor, che è il suo sequel. È prevedibile, perché ci aspettiamo lo spavento, mentre in Hill House erano sempre mascherati e improvvisi: ed è prevedibile perché i fantasmi che ci vengono proposti sono sempre gli stessi, sempre le stesse bambole, che, come dicevo, dopo le prime due puntate non fanno neanche più paura – e sto considerando persino la Signora del Lago.

Ci vengono inoltre proposti due “fantasmi” che, a conti fatti, non hanno alcun senso di esistere: il fantasma di Eddie e l’alter ego di Henry. Perché inserirli, se non per far prendere un paio di colpi allo spettatore, quando compaiono all’improvviso? L’alter ego di Henry, peraltro, è un po’ inquietante per i primi trenta secondi, poi non ci fa più né caldo né freddo. È un po’ più efficace il “fantasma” di Eddie, ma anche quello sembra essere stato inserito più per proporre il maggior numero possibile di soluzioni horror in una storia che di horror ha proprio poco, che perché c’entra effettivamente con la trama.

Ma il vero, grande, enorme difetto di questa stagione è la noia. L’horror di Hill House era elegante, non era inserito solo per il gusto di spaventare la gente: era un horror che si sposava alla perfezione con il dramma di fondo di una famiglia spezzata. In Bly Manor ci sono davvero troppe, troppe, troppe sequenze lente e ripetute. Puntate che durano 55 minuti potevano tranquillamente durarne 40, al massimo. Nove episodi potevano tranquillamente diventare sei. Storie personali a cui viene dato uno spazio eccessivo potevano venire concentrate nella stessa puntata. L’episodio dedicato a Hannah, con tutta l’onestà di questo mondo, l’ho visto a pezzi, perché continuavo a saltare le scene: fidatevi, se vi dico che una storia spalmata su 50 minuti poteva essere raccontata in 20. Una tortura la costante ripetitività della storia di Hannah, così come la lentezza della puntata dedicata a Peter e Rebecca, e addirittura gran parte della storia dei signori Wingrave. I flashback erano fondamentali in Hill House, perché i misteri erano due: cos’è successo la notte in cui è morta Olivia Crain e cos’è successo la notte in cui Nell si è suicidata. Un mistero nel passato e un mistero nel presente. In Bly Manor c’è un solo segreto da svelare, quello delle bambole e degli spiriti della casa: il passato è rilevante, ma fino a un certo punto. E in molti casi sembrava soltanto un tappabuchi.

Questa eccessiva lentezza fa sì che la trama si concentri molto più sugli approfondimenti personali, che sulla storia di fantasmi, per cui fino almeno al sesto episodio due storie parallele corrono all’interno della stessa stagione: quella dominante delle storie individuali e quella sullo sfondo, delle bambole. Sarebbe stato bello veder approfondito il legame dei bambini con Bly Manor e con le bambole, dato che fin dall’inizio Miles e Flora sembrano gli unici a conoscere il segreto che si nasconde dietro alla casa, gli unici in grado di capirla e di gestirla. Hanno cercato di riproporre l’atmosfera della prima stagione, mostrandoci una casa molto simile, ma né l’atmosfera né Bly Manor sono lontanamente paragonabili a Hill House. Hanno persino mantenuto la stessa musica, anche se questo può essere considerato un aspetto decisamente positivo, trattandosi di una musica meravigliosa, perfetta per una serie come The Haunting. Altro elemento da promuovere a pieni voti è la scelta di raccontare la storia attraverso il personaggio di Carla Gugino, che non solo è una donna di una bellezza disarmante e di una eleganza disumana – tant’è che, come ho già scritto, sarebbe stato bello vederla molto più spesso -, ma possiede anche una voce splendida, sia in lingua originale che nella versione doppiata dalla nostra grandiosa Francesca Fiorentini.

Insomma, nel complesso The Haunting of Bly Manor risente di un difetto ormai diffuso, fra le serie tv: detto in parole povere, è composta da nove episodi, per i primi sette non succede sostanzialmente nulla, mentre negli ultimi due si concentrano tutte le figate del mondo. Non si può promuovere una stagione solo per gli ultimi due episodi, se per i primi sette il commento sottovoce più ripetuto dallo spettatore è stato: che palle.

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Cecilia