È disponibile su Netflix la nuova serie tv tedesca ideata dai creatori di Dark, di genere distopico e fantascientifico. La trama, l’ambientazione e le dinamiche ricordano quelle della serie tv già conosciuta The 100, ma con importanti novità e spunti originali. Nel cast un viso conosciuto, Oliver Masucci, famoso interprete di Ulrich Nielsen di Dark. Alla fine, c’è solo una pecca: la prima stagione è decisamente troppo corta.

Ha subito conquistato l’attenzione di tutti, la nuova serie tv tedesca che al momento si trova al secondo posto dei prodotti Netflix più visti in Italia. Il genere distopico, si sa, acchiappa, e se poi gli autori sono gli stessi dell’amatissima serie Dark, il successo è (quasi) assicurato.

Ripercorriamo insieme la trama e vediamo la nostra breve recensione senza spoiler, per poi provare a risolvere un dilemma che molti si stanno ponendo: perché la prima stagione è finita così presto?

La trama

L’anno è il 1974. Nel 2029 un misterioso e gigantesco blackout mondiale, unito a diverse tensioni politiche internazionali, ha causato la frammentazione dell’Europa in migliaia di micro-stati, le Tribù, in lotta fra loro chi per il predominio del continente, chi per la sopravvivenza.

Liv, Kiano ed Elja sono i tre protagonisti, tre fratelli della Tribù degli Origini, che si trovano coinvolti in una minaccia più grande della loro Tribù e persino dell’intera Europa. Separati, affronteranno le sfide che questo continente ormai selvaggio pone sul loro cammino: per salvare se stessi, per salvare la propria famiglia, per salvare tutti quanti.

Tribes of Europa

La recensione

L’abbiamo già detto, ma è chiaro agli occhi di tutti: le somiglianze di Tribes of Europa con la serie di successo The 100 sono palesi. Le Tribù, l’ambientazione, le armi, persino il trucco; i combattimenti, la gerarchia sociale, la brutalità contrapposta a una civiltà costretta a scendere a patti con la propria aggressività.

Insomma, più volte è sorto il paragone spontaneo, almeno per coloro che hanno visto entrambe le serie tv. Ma c’è da dire che Tribes of Europa mantiene comunque una certa originalità, una certa classe che la contraddistingue dalla sua compagna. L’ambientazione europea è di certo il primo elemento di distacco, una boccata d’aria fresca rispetto all’etnocentrismo americano che ci bombarda quotidianamente.

Liv degli Origini

Inoltre, questa serie è indubbiamente ben realizzata. È una distopia fantascientifica interessante, ben recitata, costruita a regola d’arte rispetto sia alle scenografie, che agli effetti speciali. Cose che siamo abituati a vedere soltanto con la firma degli americani, nella tedesca Tribes of Europa sembrano giochi da ragazzi, soprattutto a livello tecnico.

È decisamente una serie che merita di essere vista, se siete appassionati del genere, e anche se siete alle prime armi e non sapete ancora se la distopia potrebbe piacervi: Tribes of Europa rispetta tutte le regole del proprio genere alla perfezione.


Gli aspetti negativi

Le uniche critiche che si possono muovere a questa serie sono irrisorie. Ma se dobbiamo muoverle, muoviamole: forse rispetta fin troppo il manuale. Diverse situazioni sono ampiamente prevedibili e si risolvono in modo altrettanto scontato. Senza fare spoiler, dei tre fratelli Kiano è quello che sicuramente percorre un cammino già visibilmente tracciato davanti a lui, e davanti ai nostri occhi.

Elja e Moses

Una pecca, poi, che si riscontra spesso in questo genere è il fatto che il protagonista passa in secondo piano rispetto ai personaggi secondari. E dunque, forse, Liv ed Elja si meriterebbero più attenzione, rispetto ai decisamente più interessanti Moses e (seppur perfida e tutt’altro che ammirabile) Lord Varvara. Ma in ogni caso, i personaggi sono tutti ben caratterizzati, e siamo sicuri che riceveranno più spazio in futuro.


Il finale arriva troppo presto

Il vero difetto è un altro: una serie di questo tipo non può chiudersi dopo sole sei puntate. La durata degli episodi non permette neanche di fare una media con lo scarso numero, dato che durano tutti all’incirca 40 minuti, ovvero il tempo che occupa normalmente una puntata di una serie simile.

C’è anche da dire che Netflix fa spesso questo giochino, e l’abbiamo visto non più tardi di qualche mese fa con Le terrificanti avventure di Sabrina: fa uscire solo una parte della stagione, per poi lasciare tutti in attesa meno di quanto si aspettino e rendere disponibili le puntate seguenti nel giro di poche settimane.

Kiano degli Origini

Non è certo che con Tribes of Europa ci aspetti qualcosa di simile, ma sembra davvero troppo strano che la prima stagione si sia conclusa così in fretta. La chiusura è accettabile, lascia un buon numero di situazioni aperte e la giusta quantità di interrogativi e potenzialità per il futuro. Ma resta il fatto che sei puntate da 40 minuti l’una sono pochissime!


La seconda stagione (o seconda parte) si farà?

Netflix non ha ancora rinnovato Tribes of Europa… o almeno, se l’ha fatto, non ha diffuso la notizia. È molto probabile che sia in attesa di vedere i risultati di questi primi episodi e l’impatto che la serie ha sul pubblico. Rispetto, però, ad altri prodotti recenti, come Warrior Nun e Cursed, Tribes of Europa ha già conquistato la critica e promette decisamente bene, se guardiamo agli ascolti.

È dunque probabile che il progetto verrà rinnovato e che forse arriveranno nuovi episodi prima di quanto ci aspettiamo. Nel frattempo, non ci resta che attendere notizie più certe da parte di Netflix.


Da Cecilia, alla prossima recensione!

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